Mercoledì, 14 Aprile 2021

Coronavirus, il servizio pagato con la vita: il dramma dei sanitari e le carenze da risolvere a monte

Continua a salire il triste bilancio di medici e infermieri uccisi dal coronavirus. Mattarella: "Il nostro pensiero grato va a loro". Ma la pandemia di Covid-19 sottolinea anche l'urgente necessità di irrobustire la forza lavoro sanitaria: lo dice l'Oms, che ha pubblicato un report ad hoc con le indicazioni per i governi

Medici e infermieri al lavoro nel reparto di riabilitazione polmonare per pazienti Covid-19 all'ospedale Zappatoni di Cassano d'Adda, 27 Marzo 2020. Ansa/Andrea Canali

Salvatore Ingiulla ha lottato per alcune settimane in un letto dell'ospedale Civile di Brescia, ma non è riuscito a sconfiggere il coronavirus. Medico di guardia in servizio nelle carceri bresciane di Verziano e Canton Mombello, si è spento nel primo pomeriggio di lunedì. "Ha lottato come un guerriero contro un nemico invisibile e nonostante tutti gli sforzi dei sanitari per strapparlo alla morte, nelle ultime ore la situazione clinica si è aggravata fino all’epilogo finale", ha detto il coordinatore regionale Fp-Cgil Polizia Penitenziaria Calogero Lo Presti dando la tragica notizia. 

Ingiulla, originario di Catania, aveva 61 anni ed è una delle ultime vittime a comparire nel triste elenco dei medici caduti nel corso dell'epidemia di Covid-19, aggiornato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Altri cinque medici hanno perso la vita nelle ultime ore: si tratta di Giancarlo Orlandini, Luigi Ravasio, Antonio Pouchè, Lorenzo Vella e Mario Ronchi. Il totale dei decessi, in un bilancio purtroppo sempre in aggiornamento, sale così a 94.

Coronavirus, 26 infermieri morti e 6594 contagiati

Non va certo meglio per gli infermieri, in prima linea come i medici per assistere i pazienti malati. Da inizio epidemia sono 26 gli infermieri deceduti per Covid-19 e 6.549 i contagiati, ben 1.049 in più rispetto a sabato scorso. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, che sottolinea come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo. E indica che è la categoria sanitaria che conta il maggior numero di positivi: il 52% di tutti gli operatori.

Il messaggio di Mattarella nella Giornata mondiale della Salute

"Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosità, professionalità, dedizione sono capaci gli operatori sanitari. Il nostro pensiero grato e riconoscente va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati", ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Giornata mondiale della Salute.

Da settimane gli operatori sanitari lavorano senza sosta, a rischio della propria incolumità e in condizioni difficili. Spesso, purtroppo, pagando con la propria vita il servizio prestato ai malati, come ha ricordato il capo dello Stato. Prima dell'emergenza, però, ci sono delle evidenti carenze che andrebbero risolte a monte, per non essere poi rincorse in una situazione di improvvisa necessità: carenza di forza lavoro, tagli dei fondi alla sanità, carenza dei dispositivi di protezione individuale cruciali in questa fase. Ma qui le responsabilità, è chiaro, sono delle istituzioni statali. Ed è quello che evidenzia oggi l'Organizzazione mondiale della Sanità: "La pandemia di Covid-19 sottolinea l'urgente necessità di rafforzare la forza lavoro sanitaria globale. Un nuovo rapporto - The State of the World's Nursing 2020 (qui in versione pdf- fornisce uno sguardo approfondito sulla componente più grande della forza lavoro sanitaria. I risultati evidenziano importanti lacune nella forza lavoro infermieristica e aree prioritarie per gli investimenti nell'istruzione infermieristica, nei posti di lavoro e nella leadership per rafforzare l'assistenza infermieristica in tutto il mondo e migliorare la salute per tutti".

Parla chiaro l’Oms nella giornata mondiale della Salute (il 7 aprile di ogni anno): "I governi devono investire in una massiccia accelerazione dell'istruzione infermieristica, nella creazione di posti di lavoro infermieristici e nella leadership. Senza infermieri i paesi non possono vincere la battaglia contro i focolai, o raggiungere una copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile". "Gli infermieri – dichiara il direttore generale Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Oggi, molti di loro si trovano in prima linea nella battaglia contro Covid-19".

L'Organizzazione mondiale della sanità ha presentato per la Giornata della salute un suo rapporto sullo stato dell’infermieristica nel mondo, "un chiaro promemoria del ruolo unico che svolgono questi professionisti e un campanello d'allarme per assicurare che ottengano il sostegno di cui hanno bisogno per mantenere sano il mondo - aggiunge il dg dell'Oms -. Il 2020 è anche l’anno interazionale dell’infermiere, in coincidenza con i 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, considerata la “madre” dell’infermieristica moderna, il 12 maggio 1820".

Secondo il rapporto Oms tra il 2013 e il 2018 il numero di infermieri nel mondo è aumentato di 4,7 milioni. Ma questo lascia ancora una carenza globale di 5,9 milioni. In Italia ne mancano almeno 53mila, soprattutto sul territorio, dove anche con Covid-19 si stanno dimostrando le problematicità maggiori.

"Tra gli infermieri il principio è uno solo: prendersi cura"

"Il nostro fine – spiega Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) – è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. E nella pandemia lo stiamo dimostrando: tra gli infermieri c’è il maggior numero di operatori sanitari positivi a Covid-19 (circa il 52%). Tra gli infermieri c’è chi muore di Covid per assistere ed essere vicino ai pazienti, ma lo fa comunque senza il minimo tentennamento. Tra gli infermieri il principio è uno solo: prendersi cura, perché il loro obiettivo assoluto è la salute di tutti".

"Le carenze vanno risolte a monte, non rincorse nell'emergenza"

"Ci rendiamo conto – aggiunge Mangiacavalli - della difficoltà di reperire personale e nessuno più degli infermieri ha coscienza della gravità e dell’emergenza in cui ci troviamo ed è per questo che, anche con la risposta di quasi 10mila professionisti alla call della Protezione civile per una task force di 500 infermieri da destinare alle aree più colpite, abbiamo dimostrato la volontarietà della nostra azione, della disponibilità e del nostro intervento. Un primo contingente di 81 infermieri è già partito, destinato in Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trento e Valle d’Aosta, ma le carenze vanno risolte a monte e non è possibile doverle rincorrere durante un’emergenza così".

Nel Rapporto diffuso oggi, l'Oms ha stilato un decalogo sugli infermieri raccomandato a tutti i Paesi. Eccolo:

  • Aumentare i finanziamenti per istruire e assumere più infermieri;
  • Rafforzare la capacità di raccogliere, analizzare e agire sui dati sulla forza lavoro sanitaria;
  • Monitorare la mobilità e la migrazione degli infermieri e gestirla in modo responsabile ed etico;
  • Educare e formare gli infermieri nelle competenze scientifiche, tecnologiche e sociologiche di cui hanno bisogno per guidare il progresso nell'assistenza sanitaria primaria;
  • Stabilire posizioni di leadership, tra cui un capo infermiere del governo e sostenere lo sviluppo della leadership tra i giovani infermieri;
  • Garantire che gli infermieri delle squadre di assistenza sanitaria primaria lavorino al massimo delle loro potenzialità, ad esempio nella prevenzione e nella gestione delle malattie non trasmissibili;
  • Migliorare le condizioni di lavoro, anche attraverso livelli di personale sicuro, salari equi e rispetto dei diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro;
  • Implementare politiche della forza lavoro infermieristica sensibile al genere;
  • Modernizzare la regolamentazione infermieristica professionale armonizzando gli standard di istruzione e pratica e utilizzando sistemi in grado di riconoscere ed elaborare le credenziali degli infermieri a livello globale;
  • Rafforzare il ruolo degli infermieri nelle squadre di assistenza mettendo insieme diversi settori (sanità, istruzione, immigrazione, finanza e lavoro) con le parti interessate infermieristiche per il dialogo politico e la pianificazione della forza lavoro.

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