Lunedì, 2 Agosto 2021
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Coronavirus, i medici telefoneranno ai loro pazienti per individuare i soggetti più a rischio

Succede in Lombardia. L'obiettivo è arginare il più possibile i contagi da Covid-19

Foto di repertorio

A Piacenza e nelle altre città dell'Emilia Romagna alcuni team speciali di medici andranno nelle abitazioni dei casi sospetti di coronavirus ad effettuare, oltre al tampone, anche un'ecografia ai polmoni per accertare immediatamente l'eventuale presenza e avanzamento della malattia Covid-19 (qui tutti i dettagli). In Lombardia, invece, i medici di famiglia sono stati "arruolati" dalla Regione per un monitoraggio "a tappeto" su chi ha sintomi influenzali.

Negli ultimi giorni è esplosa la questione della percentuale di vittime rispetto ai casi risultati positivi al coronavirus in Lombardia rispetto al resto del mondo. Tra le spiegazioni avanzate, il fatto che i tamponi non vengono fatti a tappeto, e nemmeno a chi presenta eventuali sintomi ma senza essere (apparentemente) entrato in contatto con positivi da coronavirus. Così come il fatto che sicuramente esistono positivi asintomatici che continuano a lavorare, a fare la spesa fuori casa e così via. Anche per contenere i contagi giornalieri, si tenta il tutto per tutto per individuare e monitorare chiunque presenti almeno dei sintomi.

I medici in Lombardia, dunque, faranno telefonate ai loro pazienti per chiedere se hanno sintomi da influenza, poi monitoreranno quelli che li hanno o che comunque potrebbero essere a rischio. A costoro verrà raccomandato di non uscire più di casa, nemmeno per fare la spesa. Lo ha spiegato Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, intervenendo a Mattino Cinque.

Il provvedimento sarà approvato dalla giunta lunedì pomeriggio.

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