Sabato, 6 Marzo 2021

Scende la mortalità della Covid ma le terapie intensive sono in affanno

I dati del report Altems: nella settimana tra 14 al 20 ottobre la letalità è scesa allo 0,27% (a marzo era al 6%), ma preoccupano i posti letto in terapia intensiva: tutte le regioni sono sotto la soglia massima, ma i contagi continuano ad aumentare

Foto di repertorio

I contagi da coronavirus in Italia aumentano (oggi oltre 19mila nuovi casi), mentre scende la mortalità rispetto alle percentuali di marzo, ma a destare preoccupazione è la situazione delle terapie intensive. Nelle ultime settimane i reparti di terapia intensiva sono tornati a riempirsi di pazienti, con tutte le regioni si trovano sotto la soglia massima del 30% per l'occupazione dei posti letto. A confermarlo sono i dati dell'Instant Report Covid-19, iniziativa dell'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell'università Cattolica. 

Coronavirus, mortalità in discesa rispetto a marzo

Andiamo per gradi. Il dato positivo è quello che riguarda la letalità del Sars-Cov-2 in Italia, notevolmente ridotta rispetto allo scorso marzo. La letalità apparente nelle Regioni dal 14 al 20 ottobre, cioè il rapporto tra pazienti Covid deceduti e totale dei positivi, è infatti pari a 0,27%. Tra il 18 e il 24 marzo la letalità grezza apparente, a livello nazionale, era il 6%. Il dato più elevato dal 14 al 20 ottobre si registra nella provincia autonoma di Trento, con 0,44%.

Coronavirus, terapie intensive in affanno

Se il dato sulla mortalità buon far ben sperare, ad allarmare è quello delle terapie intensive, tornate a riempirsi come negli scorsi mesi. Tutte le regioni si trovano sotto la soglia massima del 30% per l'occupazione dei posti letto, ma sono già in affanno.

La Valle D'Aosta registra il valore più vicino al limite soglia (27,78%). La saturazione - spiegano i ricercatori - è ottenuta dal rapporto tra il numero di pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva e il numero di posti letto a livello regionale, per un totale nazionale di 8.679 posti letto. "La 25.esima edizione dell'Instant Report mappa il tasso di saturazione della capacità aggiuntiva di posti letto di terapia intensiva. L'indicatore - dice Americo Cicchetti, coordinatore del gruppo di lavoro e professore ordinario di Organizzazione aziendale all'università Cattolica - consente di verificare quanto, della capacità produttiva in termini di posti letto di terapia intensiva prevista dai piani di riorganizzazione della rete ospedaliera ed effettivamente implementati, sia in uso. Sette regioni hanno già esaurito questa capacità: Piemonte, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Toscana, Lombardia e Calabria".

Terapie intensive: Campania e Sardegna quasi al limite

"Risultano quasi al limite Campania (92%) e Sardegna (88%). Inoltre, è da attenzionare anche la situazione di Lazio, Sicilia e Puglia che hanno occupato più di due terzi della capacità aggiuntiva: rispettivamente 73%, 69% e 68%", sottolinea Cicchetti. Dal report emerge che "sono sette le regioni che stanno utilizzando i posti letto di terapia intensiva in dotazione strutturale per rispondere alle esigenze dei malati Covid-19. Per la precisione, si tratta di Umbria (29%), Piemonte (10%), Marche (6%), Emilia Romagna (4%), Abruzzo (3%), Toscana (1%) e Lombardia (1%).

"Il tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva - rileva Cicchetti - continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, del 7,6% considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva pre Dl 34/2020 e del 4,6% considerando la dotazione post Dl 34/2020".

Attualmente positivi raddoppiati in una settimana

I casi attualmente positivi a Covid-19 (142.739) in Italia sono lo 0,24% della popolazione, quasi il doppio rispetto ai dati del 13 ottobre, quando si arrivava allo 0,14%. La percentuale di casi (434.449) sulla popolazione italiana è in sensibile aumento, passando dallo 0,61% allo 0,72%. 

Il primato va alla Valle d'Aosta (1,61%), seguita da PA di Trento, Lombardia (1,29%) e Liguria (1,25%), ma è in Valle d'Aosta (0,58%), PA Bolzano (0,36%), Campania (0,34%), Toscana (0,31%) e Umbria (0,30%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento anche nelle altre regioni.

In questo report è stata analizzata la prevalenza periodale, che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell'intervallo di tempo considerato. Proprio la settimana appena trascorsa, tra il 14 e il 20 ottobre, è ad oggi il periodo con la massima prevalenza periodale in Italia: 256 casi ogni 100.000 residenti. Il valore più alto si registra in Valle D'Aosta (598 casi ogni 100.000 residenti), seguita da Liguria (399 casi ogni 100.000 residenti). Il dato più basso in Calabria (71 casi ogni 100.000 residenti).

Il 'record' si è toccato il 20 ottobre, con 237 casi in Italia ogni 100.000 residenti. Quanto alla prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (22 agosto-20 settembre e 21 settembre-20 ottobre per 100.000 abitanti), il report evidenzia come nella maggior parte delle regioni tale indice sia raddoppiato. In particolare, nell'ultimo mese la prevalenza di periodo nei 30 giorni è più che raddoppiata: si è passati da 95,48 (nel periodo 22 agosto-20 settembre) a 298,82 (nel periodo 21 settembre-20 ottobre).

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