Venerdì, 26 Febbraio 2021

Decessi e contagi: la seconda ondata di coronavirus è peggio della prima

Un tragico sorpasso: le vittime registrate da settembre hanno superato quelle della primavera scorsa. L'analisi del bollettino: in lieve calo i nuovi casi, non scendono gli ingressi in terapia intensiva

La curva dei decessi

Sono 14.522 i casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore su 175.364 tamponi processati. Partiamo subito dalle buone notizie: il tasso di posività si attesta all’8,3% e resta relativamente basso, almeno se paragonato ai valori di inizio novembre.  Anche il numero dei nuovi casi registrati tra lunedì e mercoledì è in calo se paragonato al dato delle scorse settimane.

Casi tra lunedì e mercoledì

  • questa settimana: 38.712
  • scorsa settimana: 44.446
  • due settimane fa: 41.318
  • tre settimane fa: 56.436
  • quattro settimane fa: 72.015

Come fa notare Lorenzo Ruffino su Twitter, la variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane è pari al -28% mentre i tamponi sono diminuiti dell’11%.

I decessi registrati nelle ultime 24 ore sono stati 553. Anche il numero delle vittime si conferma in calo se prendiamo il dato delle settimane precedenti

Decessi tra lunedì e mercoledì

  • questa settimana: 1.596
  • scorsa settimana: 2.017
  • due settimane fa: 1.661
  • tre settimane fa: 2.141
  • quattro settimane fa: 2.205

Come fa notare sempre su Twitter Davide Torlo la variazione rispetto alla media delle ultime 4 settimane è del -20 %. Ma non stiamo parlando purtroppo di un calo eclatante, semmai molto lieve.

E intanto le vittime sono diventate 70.395. Abbiamo superato dunque anche la soglia dei 70mila decessi, e non è detto che il peggio sia alle spalle. Come fa notare su Twitter Matteo Villa dell’Ispi, se prendiamo il numero dei decessi cumulati “oggi la seconda ondata di Covid-189 in Italia è ufficialmente diventata più grave della prima”. Eppure a settembre e ottobre erano in tanti ad assicurare che non avremmo mai più rivissuto l’incubo della scorsa primavera. "Purtroppo, ai ritmi attuali restano ancora vasti margini di peggioramento”. Sempre secondo Villa, “i casi plausibili di infezione nel corso della prima ondata si erano fermati intorno ai 2,5 milioni. Nel corso della seconda abbiamo appena superato i 4 milioni, e veleggiamo verso quota 4,5 milioni”. Insomma, il dato totale dei contagiati (si tratta ovviamente di una stima e non di numeri ufficiali) sarebbe di gran lunga superiore a quello della prima ondata.

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, la buona notizia è che il calo dei ricoverati con sintomi è tornato ad essere importante (-402), mentre il saldo tra ingressi e uscite in terapia intensiva è pari a -63.

Il bollettino di oggi conferma però che gli ingressi nei reparti critici sono tutt’altro che in calo e negli ultimi due giorni la curva ha addirittura ripreso a crescere. Perché? Ad ogni modo non si tratta di un buon viatico in vista delle vacanze di Natale.

Ingressi del giorno in terapia intensiva

  • 23 dicembre 216
  • 22 dicembre 201
  • 21 dicembre 161
  • 20 dicembre 121
  • 19 dicembre 160
  • 18 dicembre 189
  • 17 dicembre 183
  • 16 dicembre 191
  • 15 dicembre 199
  • 14 dicembre 138
  • 13 dicembre 152
  • 12 dicembre 195
  • 11 dicembre 208
  • 10 dicembre 251
  • 9 dicembre 152 
  • 8 dicembre 192
  • 7 dicembre 144
  • 6 dicembre 150
  • 5 dicembre 192
  •   4 dicembre 201
  •  3 dicembre 217

Intanto tiene banco il dibattito sulla variante inglese del virus che secondo il virologo Fabrizio Pregliasco "non è un missile che cambia le cose, e le informazioni attuali ci fanno ritenere che il vaccino sia efficace". Pregliasco ha sottolineato che " alcuni test andranno messi a punto e validati, per confermare la capacità di diagnosticare l'infezione. Ma non ritengo sia opportuno suscitare eccessivi allarmi e non sono particolarmente preoccupato per la variante britannica". Della stessa opinione il virologo Giorgio Palù, intervenuto oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale del Veneto, su invito del presidente della Regione Luca Zaia. L'allarme per la variante inglese "è eccessivo", in quanto, dice Palù, "non c'è nessun dato biologico, aumenta l'affinita' del recettore", ma rimane un virus a bassa letalità. Inoltre, ci sono casi di variante inglese anche in Italia, in pazienti che non sono stati in Inghilterra e non hanno incontrato persone che sono state in Inghilterra. E questa è semplicemente la prova che "bastava sequenziare di più" per trovare la variante.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Decessi e contagi: la seconda ondata di coronavirus è peggio della prima

Today è in caricamento