Venerdì, 23 Aprile 2021

Coronavirus ''mutante'', lo studio italiano: ''Così è diventato più contagioso da febbraio''

Uno studio italiano pubblicato sul 'Journal of Medical Virology' ha fotografato la mutazione di alcune proteine del Sars-Cov-2, che lo hanno reso più contagioso del primo ceppo apparso a Wuhan

Foto di repertorio

Sono ancora molte le cose che non conosciamo del nuovo coronavirus che sta tenendo sotto scacco il mondo intero, non soltanto perché si tratta di un nemico completamente sconosciuto fino a qualche mese fa, ma anche perché sarebbe in grado di mutare, diventando anche più contagioso. Per la prima volta uno studio italiano è riuscito a “fotografare” una mutazione "sulla proteine Spike di Sars-Cov-2'', che ha reso il virus più contagioso all'inizio del mese di febbraio.

La ricerca, pubblicata sul 'Journal of Medical Virology', è stata realizzata da Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, Roberto Cauda, docente di Malattie infettive all'Università Cattolica di Roma, e Antonio Cassone, docente di Microbiologia dell'Università di Perugia. Gli esperti hanno scoperto "che la mutazione della proteina D614g, riscontrata in numerose sequenze del virus isolato dal tratto naso-faringe dei soggetti infetti fin da febbraio, è diventata strutturale".

"Il ceppo di Wuhan non aveva questa mutazione, che è apparsa dopo che il virus è arrivato in Europa e Nordamerica. E ha reso il virus di Wuhan – ha spiegato Massimo Ciccozzi - più capace di infettare l'uomo e circolare nel suo organismo. Ci aiuta anche a spiegare per quale motivo il virus fuori dalla Cina sia apparso più contagioso".

Coronavirus ''mutante'': ''Così è diventato più contagioso da febbraio''

Ma c'è di più. "Questa stessa mutazione - dice Cauda - è stata rilevata indipendentemente da altri tre gruppi di ricerca, uno americano del Los Alamos National Laboratory e uno spagnolo di Barcellona. Questo ci dice che Sars-Cov-2 è andato incontro a una mutazione che probabilmente ne ha aumentato la contagiosità, e poi questo virus mutato ha un po' soppiantato quello di Wuhan. Una conclusione - dice ancora Cauda, parlando da clinico - che è supportata dall'epidemiologia".

"Ma soprattutto - prosegue Ciccozzi - dobbiamo pensare che questa contagiosità aumentata c'è ancora: ecco perché dobbiamo ancora usare le mascherine e rispettare il distanziamento. Per fortuna il virus circola meno, ma non è il momento di abbassare la guardia. Nel frattempo Sars-Cov-2 si sta adattando a noi sempre di più, come di solito fanno i virus. In questo caso ciò accade perché subisce le pressioni di misure come lockdown e mascherine, ma anche quella della selezione naturale. Insomma, tutto ciò ci fa ben sperare, ma ci invita anche a non mollare".

Coronavirus, gli esperti: ''Non molliamo e il virus diventerà un ricordo''

"I focolai che individuiamo ora in Italia ci dicono che, se si abbassa la guardia, il virus riprende a diffondersi e si creano, appunto, i focolai. La buona notizia è che siamo pronti a circoscriverli e controllarli, ma resta il fatto che il virus è ancora presente. Ecco perché - conclude Ciccozzi -  non è questo il momento di mollare: se continuiamo con il distanziamento e con le mascherine", questo virus "sarà un brutto ricordo". 

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