Martedì, 1 Dicembre 2020

Coronavirus, Crisanti: "Vi spiego perché il Natale può essere un'opportunità"

Il virologo a 'Un giorno da pecora': "Il nuovo Dpcm è un provvedimento coraggioso e indispensabile se vogliamo evitare il lockdown"

Andrea Crisanti, screenshot da La7

Più che un rischio il Natale potrebbe essere un'opportunità di segnare un punto a nostro favore nella lunga lotta contro il virus. Il motivo lo spiega il virologo Andrea Crisanti a 'Un giorno da pecora' su Rai Radio 1. "A Natale ci sono 3 settimane di sospensione scolastica - ha sottolineato  il docente di Microbiologia e microbiologia clinica dell'università di Padova - Ce ne mettiamo un'altra" e viene fuori un mese.

Inoltre "le attività produttive sono leggermente ridotte, tuteliamo le attività commerciali e cerchiamo di evitare gli spostamenti". Insomma, con le scuole chiuse e le attività produttive ferme a metà, se stiamo attenti potremmo riuscire a contenere i contagi. Il periodo natalizio dunque andrebbe visto proprio in quest'ottica. Un'occasione "non per fare un lockdown bensì per avere una finestra di tempo utile a consolidare i risultati che il Dpcm speriamo produrrà". 

Certo conteranno anche i comportamenti individuali all'interno delle case e il quadro che avremo per il periodo festivo, perché "se abbiamo questi livelli di contagi - ragiona Crisanti - non riesco a immaginarmi come fare senza dare un'ulteriore spinta alla trasmissione" del coronavirus.

Crisanti: "Il nuovo Dpcm era necessario, gli darei un 8"

Il virologo ha parlato anche del nuovo Dpcm definito "un provvedimento coraggioso e indispensabile se vogliamo evitare il lockdown". La nuova stretta "ha scontentato molti ma non credo fosse evitabile. Se gli dovessi dare un voto gli darei 8". 

Crisanti si è detto "abbastanza preoccupato" della situazione epidemiologica. Così come lo era a marzo. "Io il più pessimista tra i virologi? Direi il più realista. Se poi realismo e pessimismo corrispondono, è una coincidenza" .

Il dibattito a distanza con Palù

Quanto al dibattito a distanza con il collega Giorgio Palù, professore emerito dell'ateneo padovano e past president della Società italiana ed europea di virologia, Crisanti assicura: "Non mi sono nemmeno accorto di averci litigato. Mi ha chiamato zanzarologo? Ma scusi - sorride l'esperto - allora uno che lavora in immunologia o in genetica come nel caso mio, e invece che sulle zanzare (che fra le altre cose sono le maggiori responsabili di malattie nel mondo) lavora sui topi, come lo chiama, topologo invece che genetista?".

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