Coronavirus, preoccupa l'aumento dei contagi: le nuove misure dopo Ferragosto

Pronta una stretta su discoteche e movida selvaggia, ma se la situazione dovesse peggiorare ancora non sono neppure escluse misure più drastiche. In Sicilia indice di contagio a 1,40. Il sindaco di Palermo: "Un nuovo lockdown sarebbe devastante"

Francesco Boccia e Giuseppe Conte. ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/ FILIPPO ATTILI

Pronta la stretta su disoteche e movida selvaggia. Sembra ormai certo che il governo, in accordo con i presidenti di regione, prenderà provvedimenti per chiudere le sale da ballo. Ad anticiparlo, in un’intervista a "La Stampa", è stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia che si è detto "convinto che dopo Ferragosto si arriverà alla chiusura in tutte le regioni". 

"Monitoriamo la situazione ora per ora - ha spiegato Boccia -. Se serve, numeri del contagio alla mano, riconvoco i governatori domani stesso (oggi, ndr) e rendiamo una decisione, anche immediata. Vediamo". Insomma, il provvedimento che chiude le discoteche potrebbe arrivare anche nelle prossime ore, onde evitare pericolosi assembramenti la notte di Ferragosto. "Con i colleghi Speranza e Patuanelli abbiamo fatto un discorso chiaro alle regioni: le discoteche per noi non andavano proprio riaperte, le linee guida del governo andavano in questa direzione. Come sappiamo le regioni hanno una loro autonomia, che hanno anche rivendicato, e quindi si stanno muovendo in ordine sparso. Noi gli diciamo: siete autonomi, assumetevi le vostre responsabilità", ha aggiunto Boccia.

Il caso delle discoteche: perché non sono rimaste chiuse?

In effetti l’ultimo dpcm licenziato dall’esecutivo prevedeva che le sale da ballo restassero chiuse, ma alle regioni è stata data la possibilità di derogare come ha di recente ricordato anche la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. “Sono le regioni che decidono cosa fare in questa materia. E lo fanno secondo i numeri che hanno". Ma con i casi di coronavirus in aumento un po’ in tutta la penisola le cose sono destinate a cambiare.

La Calabria corre ai ripari

Qualche regione si sta già muovendo. Ieri la presidente della regione Calabria Jole Santelli ha firmato, in accordo con il governo, un’ordinana che sospende tutte le attività che hanno attinenza con il ballo, quindi sale da ballo, discoteche e locali assimilati come i lidi balneari, all'aperto o al chiuso. "Il divieto – si legge - decorre da oggi (ieri, ndr) e fino a tutto il 7 settembre 2020”, oppure "a data antecedente qualora la curva dei contagi dovesse ritornare ad un livello compatibile con un rischio basso di trasmissibilita' del contagio".

Del resto, stando a quanto riferito da fonti del governo, tenere le discoteche e le sale da ballo aperte è considerato "un serio rischio", motivo per cui in questa fase "è necessaria la massima responsabilità e il massimo scrupolo per le condizioni di sicurezza e la reale tutela della salute".  

Veneto ed Emilia Romagna dimezzano la capienza delle discoteche

Stretta sulle discoteche anche in Veneto ed Emilia-Romagna, dove i governatori Luca Zaia e Stefano Bonaccini hanno firmato una nuova ordinanza per dimezzare la capienza dei locali. Sarà inoltre obbligatorio indossare sempre la mascherina, anche mentre si balla. 

Pericolo "movida", rischio di una nuova stretta

Non è chiaro invece quali provvedimenti l'esecutivo potrebbe prendere per contenere la "movida selvaggia". Secondo quanto riferito due giorni fa dal "Corsera", allo studio dell’esecutivo ci sarebbe un piano per limitare il pericolo di contagio tra i giovani, probabilmente limitando gli ingressi nei locali e rafforzando ulteriormente i controlli. Ma per ora si tratta solo di indiscrezioni.  

Mascherine obbligatorie anche all'aperto?

Tutto dipenderà come sempre dall’evolversi della situazione epidemiologica. Il problema dei contagi ovviamente non riguarda solo la movida. Per questo, sempre stando alle indiscrezioni raccolte dal 'Corsera', se la situazione dovesse precipitare una delle misure che potrebbero essere adottate è quella dell’obbligo di mascherina anche all’aperto. Si tratta di un provvedimento che del resto è già in vigore in alcuni comuni italiani nonché in molte città europee alle prese con una recrudescenza dell’epidemia. Anche in questo caso tuttavia non si sono state prese di posizione ufficiali da parte dell’esecutivo. 

Indice di contagio superiore a 1 in nove regioni

Sta di fatto che i numeri del contagio non lasciano ben sperare. Stando all'ultimo reporto dell'Iss (Istituto Superiore di Sanità) e del Ministero della Salute l'indice Rt è uguale o superiore a 1 in 9 regioni.
•    Abruzzo 1.33
•    Basilicata 0 
•    Calabria 0
•    Campania 0.86
•    Emilia Romagna 0.77
•    Friuli Venezia Giulia 0.32
•    Lazio 0.99, 
•    Liguria 1.05
•    Lombardia 1.13
•    Marche 1.02
•    Molise 0
•    Provincia di Bolzano 0.97
•    Provincia di Trento 0.78
•    Piemonte 1.04
•    Puglia 1.14
•    Sardegna 0.33
•    Sicilia 1.41
•    Toscana 1.28
•    Umbria 0.76
•    Val D'Aosta 0.37
•    Veneto 1.20

Coronavirus, Lopalco: "Siamo di fronte a una mareggiata, ora contenere lo tsunami"

Numeri che preoccupano gli esperti. Secondo Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa e consulente della Regione Puglia, i casi registrati fra luglio e agosto potrebbero rappresentare "l'innesco di una seconda ondata. Lo stesso innesco che a febbraio, semplicemente, non abbiamo rilevato e che poi ha provocato la grande ondata". 

"I casi che registriamo oggi - ha spiegato - sono di età più giovane e di gravità mediamente molto più lieve dei casi di febbraio. Sono dunque quei casi che a quel tempo non erano per nulla intercettati dal sistema di sorveglianza". Secondo l'esperto, in definitiva, "le onde di oggi sono quelle di una mareggiata. Se siamo bravi a contenerle, probabilmente non svilupperanno lo tsunami".

In Sicilia aumentano i contagi, Orlando: "Nuovo lockdown sarebbe devastante"

La situazione è particolarmente delicata in Sicilia, la regione con l’indice di contagio più alto: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 42 nuovi casi di Covid, di cui 16 nella sola Palermo. "Non possiamo nascondere la preoccupazione per l'aumento dei casi di Covid-19 in Sicilia, così come in diverse zone del Paese e dell’Europa" ha commentato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, paventando la possibilità di nuove (imminenti) chiusure. 

"Di fronte a questo aumento di contagi - ha spiegato - vi sarebbe la necessità di nuove chiusure e blocchi, devastanti per la nostra economia. Ma è ovvio che il bene supremo della vita resta il primo da difendere e tutelare per cui se sarà necessario non esiteremo ad intervenire. Abbiate rispetto per la vita, dimostrare di amare voi stessi e i vostri cari evitando di esporvi e di esporre al contagio. Abbiate amore e rispetto per Palermo e la Sicilia".

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Articolo aggiornato alle 18.18 del 14 agosto 2020

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