Lunedì, 2 Agosto 2021
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Coronavirus, via al reclutamento dei medici. E la Lombardia converte gli ospedali

Un nuovo decreto per l'emergenza coronavirus prevede misure eccezionali tra cui il reclutamento di personale medico ed infermieristico e anche la possibilità di requisire gli alberghi per ospitare i pazienti in quarantena

Abbiamo imparato a conoscere le tensostrutture per il pre-triage dei pazienti con sintomi sospetti di Covid-19. Ora nella bozza di decreto legge sono previste norme eccezionali per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale alle prese con l'emergenza coronavirus.

Il governo prevede misure ad hoc per permettere a regioni e province autonome di "attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all'interno che all'esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, per la gestione dell'emergenza Covid-19, sino al termine dello stato di emergenza".

I requisiti di accreditamento "non si applicano alle strutture di ricovero e cura per la durata dello stato di emergenza". Le opere edilizie strettamente necessarie a rendere le strutture idonee all'accoglienza e alla assistenza "possono essere eseguite in deroga alle disposizioni di cui al d.P.R. n. 380 del 2001, delle leggi regionali, dei piani regolatori e dei regolamenti edilizi locali. I lavori possono essere iniziati contestualmente alla presentazione della istanza o della denunzia di inizio di attività presso il Comune competente. La disposizione si applica anche agli ospedali, ai policlinici universitari, agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, alle strutture accreditate ed autorizzate".

Niente nuovi ospedali ad hoc come si è visto a Whuan, ma conversione delle strutture per dare al sistema sanitario la possibilità di reggere all'ondata di possibili ricoveri. 

Coronavirus, la Lombardia cambia strategia

Come già annunciato dall'assessore al welfare della Lombardia Giulio Gallera da oggi gran parte delle strutture lombarde si devono preparare ad affrontare l'emergenza coronavirus, con pochi presidi che invece resteranno concentrati sulle patologie più importanti come la cardiochirurugia. Un cambio di strategia della Sanità regionale che fino ad oggi aveva individuato due o tre ospedali Covid, da destinare alla gestione dei pazienti.

Ma il numero di pazienti cresce in maniera così imponente che facciamo il contrario: stiamo individuando alcuni pochi presidi che rimarranno come evidenza delle patologie più importanti. Di fatto avremo tre grandi ospedali che si occuperanno della cardiochirurgia. Tutti gli altri si occuperanno di Covid e ribaltiamo l'assioma" iniziale. In questi giorni "stiamo anche adattando le recovery room delle Chirurgie a posti di terapia intensiva".

Coronavirus, la bozza del nuovo decreto

Al via il reclutamento dei medici di medicina generale per l'emergenza coronavirus. "Per la durata dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, al medico iscritto al corso di formazione in medicina generale è consentita l'instaurazione di rapporto convenzionale a tempo determinato con il servizio sanitario nazionale".

"Per la durata dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 - si legge nella bozza - i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono assumere incarichi provvisori o di sostituzione di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica e della guardia medica turistica e occupati fino alla fine della durata dello stato di emergenza. In caso di assunzione di incarico provvisorio che comporti una assegnazione di un numero di assistiti superiore a 650, l'erogazione della borsa di studio è sospesa".

Il decreto specifica inoltre che saranno commissariate le Regioni inadempienti nella risposta all'emergenza da coronavirus.

Coronavirus, arruolati specializzandi e medici in pensione

"Le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, fino al perdurare dello stato di emergenza, possono conferire, incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a 6 mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza a infermieri, operatori socio sanitari e a medici specialisti, in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, malattie dell'apparato respiratorio, malattie infettive e tropicali, medicina d'emergenza urgenza, medicina interna, malattie dell'apparato cardiovascolare, radiodiagnostica, igiene e medicina preventiva e specializzazioni equipollenti nonché a medici specializzandi, iscritti all'ultimo e al penultimo anno di corso delle medesime scuole di specializzazione".

Le misure sono previste "al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del Covid-19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza nonché per assicurare sull'intero territorio nazionale un incremento dei posti letto per la terapia intensiva e sub intensiva necessari alla cura dei pazienti affetti dal predetto virus". Per rafforzare il Ssn, "verificata l'impossibilità di assumere personale", si potrà anche "conferire incarichi di lavoro autonomo, con durata non superiore ai 6 mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza, a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, anche ove non iscritto al competente albo professionale in conseguenza del collocamento a riposo".

Coronavirus, alberghi requisiti per quarantena

Si potranno requisire anche gli alberghi per ospitare persone in quarantena per Covid-19. La bozza di decreto legge per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale alle prese con l'emergenza coronavirus, in possesso dell'Adnkronos Salute, stabilisce infatti che "il Prefetto territorialmente competente, sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, può requisire strutture alberghiere idonee ad ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare laddove non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata".

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