Sabato, 16 Ottobre 2021
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Coronavirus, allo studio il nuovo test in grado di svelare il virus in 60 minuti

Il vaccino è lontano, buoni segnali per la cura dei malati arrivano anche da un farmaco anti-artrite, ma è necessaria la massima cautela. Più rapida invece sarà con molta probabilità la strada verso test che identifichino in tempi molto più veloci rispetto a ora il nuovo coronavirus

Ricercatori e scienziati sono in prima linea nella lotta al coronavirus. Il vaccino è ancora molto lontano, buoni segnali per la cura dei malati arrivano anche da un farmaco anti-artrite, ma è sempre necessaria la massima cautela, per non alimentare anzitempo speranze che potrebbero rivelarsi ingiustificate. Più rapida invece sarà con molta probabilità la strada verso test che identifichino in tempi molto più veloci rispetto a ora il nuovo coronavirus. 

Coronavirus, verso il test che identifica i positivi in 60 minuti

Proprio oggi Diasorin annuncia di aver completato presso l'Ospedale Spallanzani di Roma ed il Policlinico San Matteo di Pavia, gli studi necessari per supportare l'approvazione Ce e Fda di un innovativo test molecolare per l'identificazione rapida del nuovo coronavirus Covid-19. Il test consente di ottenere risultati entro 60 minuti, rispetto alle 5-7 ore attualmente necessarie con altre metodologie.

Il test sarà commercializzato con marchio Ce in Europa e presentato alla Food and Drug Administration per l'Emergency Use Authorization "entro la fine di marzo". La tecnologia Mdx  era stata originariamente sviluppata per fornire risposte diagnostiche rapide sia per uso militare che civile. Ad oggi l'azienda ha installato oltre 800 analizzatori negli istituti ospedalieri europei e statunitensi per diagnosticare le infezioni influenzali stagionali oltre che una varietà di altre infezioni virali e batteriche per le quali il tempo di risposta risulta fondamentale per decidere il corretto trattamento di cura del paziente.

Un test più rapido sarebbe importante per valutare l'ammissione al ricovero ospedaliero del paziente, per orientare al meglio le decisioni cliniche e potrebbe aiutare notevolmente gli ospedali a decentralizzare i test per la diagnosi del coronavirus e contribuire ad un significativo miglioramento dell'attuale processo di ricovero dei pazienti potenzialmente contagiosi.

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