Domenica, 1 Agosto 2021
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Coronavirus, perché siamo nel "momento decisivo" dell'emergenza: lo spiega Burioni

Roberto Burioni: "E' importantissimo in questo momento rallentare la diffusione, così avremo tempo di allestire reparti per curare più malati". Il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa: "Si sta lavorando ad un aumento del 50% dei posti in terapia intensiva". Oms: "Epidemia, non pandemia". Maniero (M5S): "Basta balle su italiani untori"

Coronavirus, le ultime notizie. Foto: Ansa

Quando in questi giorni parla Roberto Burioni, conviene sempre fermarsi a leggere con attenzione cosa dice il celebre virologo: "Siamo nel momento decisivo" dell'emergenza coronavirus per quel che riguarda l'Italia. "La tenuta del nostro sistema sanitario? E' efficiente e ce la faremo, ne sono certa. Si dovrà ingegnare, ma si sta lavorando ad un aumento del 50% dei posti in terapia intensiva". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ospite di 'Radio Anch'io' su RaiRadio1. Torniamo però a Burioni.

Coronavirus, ultime notizie oggi 3 marzo 2020

I casi di Covid-19 sono arrivati a 90.893 contagi e toccano 48 paesi con 3.110 morti. Tuttavia come mette in evidenza l'Oms, l'epidemia partita dalla Cina si concentra all'80% in soli altri tre Paesi: Corea del sud, Iran e Italia. Liberi dal coronavirus resterebbero solo 122 Paesi in cui non è stato registrato alcun caso. In Italia i contagiati da coronavirus sono al momento 2263, di cui 1034 ricoverati con sintomi e 229 in terapia intensiva. Come spiega il capo della Protezione Civile sono 160 i guariti, 79 i deceduti, 27 in rispetto a ieri. L'88% dell'intero numero di contagiati si trova tra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Coronavirus, in Italia 2263 contagiati, 79 morti, 160 guariti

Ecco i casi di coronavirus accertati Regione per regione: Dati di riepilogo nazionale (pdf) | Dettaglio per provincia (pdf)

"Siamo nel momento decisivo. Il virus è arrivato e si è diffuso senza alcuno ostacolo fino a una settimana fa. Poi ci siamo accorti che si è diffuso. Fortunatamente il focolaio di diffusione sembra limitato. Però questo è un virus molto contagioso. Pericoloso, perché manda un sacco di persone nei reparti di terapia intensiva. Dobbiamo fare di tutto per bloccarne o rallentarne la diffusione, così avremo tempo di allestire reparti per curare più malati, e non affollare troppo le terapie intensive. Bisogna fare di tutto per ostacolarne la diffusione, anche se costa qualche sacrificio". Lo ha detto il professor Roberto Burioni nel corso del suo intervento ai microfoni di Rai Radio2 nel programma "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.


 

Burioni ha poi spiegato che "il Coronavirus non è la peste ma non è neanche un raffreddore. E' un virus che dà una sindrome respiratoria di una certa gravità. Che provoca la morte in casi piuttosto rari, ma non rarissimi, si parla circa dell'uno percento. Ma spedisce un sacco di persone in terapia intensiva. E i posti in terapia intensiva sono limitati. E' importantissimo in questo momento rallentare la diffusione. Capiremo tra una settimana o dieci giorni se le misure prese in questo momento sono state corrette. Il che è ragionevole perché la malattia ha circa sei giorni di incubazione in media. Chi si infetta oggi si ammala tra sette otto giorni. Quanto mi infastidisce sentir dire che muoiono solo gli anziani? E' una cosa non vera. Il paziente 1 ha 38 anni e in questo momento è in rianimazione in condizioni critiche. E anche il medico cinese di 31 anni non era anziano. Poi non dobbiamo pensare agli anziani come persone che sono in fin di vita. Questo virus ha ucciso persone che stavano tutto sommato bene. Dire che pazienza se muore un anziano è una cosa abietta. Che facciamo, iniziamo a decidere una graduatoria di importanza delle persone? E' una cosa che non si può neanche pensare".

Commentano alcune reazioni dei cittadini il celebre virologo ha aggiunto: "Ho visto una iniziale reazione di panico ingiustificato. I supermercati svuotati mi hanno molto colpito. Però allo stesso modo mi ha stupito il fatto che da due o tre giorni si dica che il pericolo è passato. Non ci vuole il panico, ma serve maturità. Dobbiamo assumere comportamenti che possano ostacolare il virus, che si trasmette attraverso il contatto umano. Bisogna evitare di andare in luoghi affollati che non siano indispensabili da frequentare. Non è il momento di andare a una partita di calcio o a un concerto".

Sui danni all'economia, Burioni ha detto: "Non possiamo dire che non ci interessa, c'è gente che sta avendo dei grandi danni economici. E' una cosa che non va presa con superficialità. Ma in questo momento c'è un interesse superiore. L'epidemia va fermata. Credo che lo Stato dovrebbe distribuire questo disagio. Alcuni cittadini hanno dei danni gravissimi, altri meno. Spero che lo Stato aiuti chi è colpito". Sulle partite di campionato a porte chiuse: "In questo momento rifiuto di parlare di calcio, anche se tutti sanno quanto sia appassionato. Fino a quando c'è questa emergenza non è possibile portare 50.000 persone in uno stadio. Punto e basta. Non si possono mettere decine di migliaia di persone in uno stadio. Si metterebbero in pericolo e si potrebbe fare un grandissimo favore al virus".

Su quanto accadrà nei prossimi giorni: "Non dobbiamo allarmarci se vedremo ancora per qualche giorno aumentare il numero dei casi. Speriamo che pian piano inizino ad aumentare di meno. Poi a non aumentare più e poi a diminuire. Purtroppo non abbiamo farmaci e vaccini contro questa malattia. Dipende da noi. Dobbiamo fare dei sacrifici e accettare delle rinunce".

Coronavirus, Oms: "Epidemia, non pandemia per adesso"

"Le epidemie nella Repubblica di Corea, in Italia, in Giappone e in Iran, dove oggi sono arrivati i nostri esperti, sono la nostra più grande preoccupazione". Lo ha affermato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra sul coronavirus. "Questo virus è unico e ha caratteristiche uniche, non è l'influenza -ha aggiunto-. Siamo in un territorio incerto, non avevamo mai visto prima un virus respiratorio trasmesso a livello di comunità, ma che può essere contenuto con misure specifiche. Se fosse stato influenza, non sarebbe stato possibile farlo. Il contenimento deve rimanere la priorità principale".

"Il nostro messaggio a tutti i paesi è 'questa non è una strada a senso unico'. Possiamo respingere il coronavirus. Le vostre azioni determineranno il percorso dell'epidemia nel vostro paese. Non c'è altra scelta, bisogna agire ora", ha affermato. Si tratta di una pandemia? "Stiamo monitorando la situazione senza sosta e analizziamo i dati. L'Oms non esiterà a definire" il fenomeno "una pandemia se gli elementi andranno in tal senso. Ma dobbiamo valutare la situazione in prospettiva. Tra gli 88.913 casi registrati sinora" in tutto il pianeta, "il 90% sono in Cina, soprattutto in una provincia. Sappiamo che la gente ha paura, sappiamo che ha tante proeccupazioni e domande".

Coronavirus nel mondo: i contagi in Cina, Sud Corea e Usa

Altre quattro persone sono morte per il coronavirus nello Stato di Washington, nell'Ovest degli Stati Uniti. In totale sono sei i morti per il Covid-19 nello Stato di Washington, dove nello scorso fine settimana è stato proclamato lo stato di emergenza. I contagiati nella regione sono al momento 18. In Corea del Sud invece il numero totale dei casi di contagio è ora vicino a 5.000. Rallenta l'epidemia di nuovo coronavirus in Cina, la commissione sanitaria nazionale cinese ha reso noto che ieri sono stati registrati 125 nuovi casi, il numero più basso dal 20 gennaio.

Coronavirus, Maniero (M5S): "Basta balle su italiani untori"

"Vista la stampa europea ed una certa narrazione internazionale che si sta costruendo sull'Italia, trattato (unico in Europa!) alla stregua di un Paese untore, sento il dovere di ricordare una regola generale e chiarificatrice, perché alla disgrazia non si sommi pure l'ingiustizia: se non cerchi, non trovi. Capiamoci subito: gli ultimi numeri diffusi dal professor Walter Ricciardi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che l’Italia ha eseguito 21.000 test contro i 1.000 della Germania. Aggiunge Ricciardi 'Non è epidemiologicamente plausibile che l'Italia abbia chiuso i voli dalla Cina e conti più di 1.000 casi mentre la.Germania che non lo ha chiusi, alla stessa data, ne conti 100'. Quando sentiamo dire che l’Italia è un focolaio di questa malattia, o che alcune regioni del nostro Paese lo sono, ricordiamoci sempre che con ogni probabilità questo virus è già ovunque in Europa, e in buona parte del resto del mondo, da un bel pezzo": lo scrive su Facebook Alvise Maniero, deputato del MoVimento 5 Stelle.

"Può restare in incubazione per 14 giorni e nella stragrande maggioranza dei casi non mostrare sintomi, mostrarne pochissimi, o anche passare per una qualsiasi influenza. Non lo cerchi, non lo vedi. Semplicemente, alcuni Paesi hanno scelto di fare molti test e di avere un approccio pienamente trasparente, mentre altri hanno optato per altre linee guida, perfettamente legittime. Ma questa immagine non è né giusta, né realistica per l'Italia, e sopratutto non aiuta ad affrontare quanto sta avvenendo. Non siamo degli appestati, ed è ora di finirla di raccontare che il Coronavirus passi dagli spaghetti. Guardare meglio, o parlare meno" conclude Maniero.

E' influenza o coronavirus? Cosa fare (e cosa no) se si accusano sintomi

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