Sabato, 17 Aprile 2021

Coronavirus, parla l'infettivologo: "Ha perso potenza"

Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova: "I ricoveri oggi sono di pazienti con una complessità molto più bassa, si può ipotizzare che il virus abbia perso la sua forza iniziale"

La corsia di un ospedale italiana, foto Ansa

Il coronavirus avrebbe perso potenza. "Vediamo una diminuzione complessiva del numero dei casi, e questo è un dato continuo, accertato e costante". Lo dice al quotidiano 'La Verità' Matteo Bassetti,  per nove anni direttore della clinica di malattie infettive dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, e ora da pochi mesi nuovo direttore dell’Unità operativa della clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova. "I ricoveri che stiamo vedendo in ospedale negli ultimi giorni - sottolinea - sono di pazienti con una complessità molto più bassa. Quindici giorni fa arrivavano pazienti che avevano fame d'aria, soffocavano. Bisognava uscire dal pronto soccorso con una mascherina d'ossigeno o bisognava subito intervenire con il casco o addirittura l'intubazione".

La situazione sembra cambiata notevolmente, ed è un buon segnale: "Oggi questi casi non arrivano più o quantomeno ne arrivano molti meno rispetto alla prima fase. Da una parte - rileva Bassetti - si può ipotizzare che il virus, in qualche modo, abbia perso la sua forza iniziale, si stia fiaccando. Oppure evidentemente ci sono meno casi e, siccome i casi gravi sono una piccola parte, anche in ospedale ne arrivano meno.

"Bisogna vedere se i dati saranno confermati dal trend dei prossimi giorni, però la sensazione è che il virus abbia perso forza e quello spirito di aggressione che aveva nella metà del mese di marzo".

Sebbene non sia possibile fare previsioni su cosa succederà nelle prossime settimanze, esiste l'ipotesi che, per analogia ad esempio con il virus della Sars, il nuovo coronavirus potrebbe avere in parte anche un andamento stagionale: ci sono virus che prediligono temperature e tassi di umidità bassi, quindi non è irragionevole supporre che con l’arrivo di un clima più mite, il virus possa perdere potenza secondo molti esperti.

Ad Agorà sui Raitre qualche giorno fa Bassetti aveva dato alcune indicazioni utili su temi come il turismo e i dispostivi di sicurezza per quel che riguarda la fase 2, che "dovrebbe accomunarci tutti, è importante non andare disuniti e slegati. E’ chiaro che Liguria, Veneto, Toscana e Emilia Romagna  hanno molte coste e occorrerà far sì che le persone tornino sulle spiagge nella massima sicurezza. Il distanziamento sociale rimane la misura più importante da osservare. Sento parlare di 3 o 4 metri, ricordiamoci che il virus può contagiare in uno spazio molto piccolo, quando abbiamo un metro o un metro e mezzo, se proprio vogliamo per sicurezza due metri, non ci sono rischi di contagio. Quando questa distanza non si può ottenere, si devono usare le mascherine".

"Serve fare chiarezza, leggo sui giornali che il problema che abbiamo avuto con le mascherine riguarda adesso i guanti. Non servono a nulla se si va in spiaggia, o se si porta a spasso il cane, come qualcuno ha detto in modo sbagliato. Possono servire al supermercato quando scegli la frutta o gli alimenti, servono a medici e infermieri, o a chi lavora dietro il banco alimentare nel momento in cui si maneggiano i cibi ma attenzione a dire alla gente dei guanti. Noi non abbiamo capacità produttiva per produrre milioni di guanti".

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