Mercoledì, 21 Aprile 2021
Lodi

Coronavirus, il dramma nelle parole del sindaco: "Ci sono persone positive dopo 50 giorni"

Costantino Pesatori, sindaco di Castiglione d'Adda, dice che "la situazione si è stabilizzata, ma ci sono ancora casi positivi e il pericolo è sempre in agguato"

I carabinieri del Nas, insieme a personale medico specializzato, hanno prelevato con un'ambulanza bio contenitiva dalla loro abitazione di Castiglione d'Adda i genitori di Mattia, 38 anni, il paziente 'numero 1'. 22 febbraio 2020. Ansa/Matteo Corner

Castiglione d'Adda è il comune del Lodigiano che si trovava all'interno della prima zona rossa. Com'è oggi la situazione in quest'area duramente colpita dal contagio del coronavirus? Lo spiega il sindaco Costantino Pesatori: "La situazione si è stabilizzata, ma non siamo fuori dal pericolo, le misure di contenimento hanno funzionato e stanno funzionando, ci sono ancora casi positivi e ci sono persone che anche dopo aver superato la malattia ed essere state in ospedale dopo 50 giorni sono ancora positive", dice all'Adnkronos.

"Ne stiamo uscendo ma il pericolo è sempre in agguato, bisogna comunque fare attenzione, e continuare a rispettare rigorosamente le misure restrittive - continua Pesatori -. Abbassare la guardia adesso sarebbe un errore, si rischierebbe di ricominciare da capo con contagi e decessi".

In merito al materiale di protezione, il primo cittadino ha detto che "i rifornimenti arrivano ma non sono sufficienti, non soddisfano le esigenze dell'area. A fine febbraio sono arrivate 1.700 mascherine, la settimana scorsa ne sono arrivate 2.400, un incremento che però a fronte di 5.600 abitanti non è sufficiente".

Riguardo alle questioni economiche, il sindaco di Castiglione D'Adda riferisce che "presto distribuiremo i buoni spesa, il bando dove presentare le domande sta per chiudersi, quindi a breve ci sarà la distribuzione. Per quanto riguarda le attività commerciali, niente da fare sono chiuse e al momento rimangono chiuse, eccetto quelle che forniscono beni di prima necessità. Poche sono le aziende, le fabbriche che sono parzialmente aperte nel rispetto rigoroso delle misure a tutela dei lavoratori. Ma la maggior parte delle aziende sono chiuse".

"Credo che il governo ora debba dare il via ad una riapertura delle attività graduale, certo sempre nel rispetto e nella tutela della salute delle persone - conclude Pesatori - è necessario ripartire, con gradualità, e ripeto senza trascurare l'aspetto principale della salute delle persone".

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