Venerdì, 23 Aprile 2021

Coronavirus, ora il governo ha un piano: i cinque punti per uscire dall'emergenza

Dalla creazione di Covid-Hospital ai test sierologici per capire quanti italiani hanno già contratto il virus. Il ministro della Salute Speranza: "Si farà tutto per gradi"

Roberto Speranza. FOTO ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il governo studia una strategia per uscire "con grande gradualità e cautela" dalla prima fase emergenziale. Esattamente un mese e mezzo dopo il primo caso di COVID-19 registrato a Codogno, il ministro della salute Roberto Speranza annuncia a 'Repubblica' e 'Corriere della Sera' la preparazione di un piano per convivere con il virus.

Cinque i punti fondamentali:

  1. Distanziamento sociale;
  2. Rafforzamento dell'assistenza sanitaria decentrata e domiciliare;
  3. Creazione di ospedali dedicati ai contagiati; 
  4. Test sierologici e molecolari per capire quanti italiani sono già entrati in contatto con il virus;
  5. Infine lo sviluppo di un'app, da scaricare sul cellulare, per tracciare i contatti dei contagiati. 

Coronavirus, come uscire dall'emergenza: il piano del governo

Il distanziamento sociale, spiega il ministro al 'Corsera',  va promosso "a tutti i livelli" anche attraverso "l’utilizzo diffuso di mezzi di protezione individuale". Non è escluso che il governo introduca l'obbligo di uscire con bocca e naso coperti come ha già fatto la Regione Lombardia. "Una diffusione intelligente di mascherine ci aiuta in questa battaglia" le parole del minstro. "Purché non le si utilizzi per andare a correre nel bosco e si eviti di usare quelle con il filtro, riservate al personale sanitario". 

Altro punto fondamentali riguarda la creazione di COVID-HOSPITAL dove curare i pazienti positivi al coronavirus, perché "l’ospedale misto è ingestibile in questo quadro. Troppo rischioso per gli altri degenti, troppo rischioso per tutto il personale".

Quanto ai test, Speranza annuncia che "partirà presto uno studio nazionale su un campione di decine di migliaia di persone: si farà un prelievo di sangue per capire quanti italiani sono entrati in contatto con il virus". Via libera dunque ai test sierologici che serviranno soprattutto per rintracciare le personi che hanno già sviluppato l'immunità al virus (e dunque potrebbero tornare alla vita normale). I tamponi verranno effettuati anche nei laboratori "drive in" come già messo nero su bianco in una circolare del ministero della Salute datata 3 aprile.

Il tracciamento tramite app consentirà invece di 'controllare' tutti gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio, ma sarà fondamentale anche per dare un'adeguata assistenza domiciliare ai pazienti. 

Coronavirus, Speranza: "Non posso dire quando torneremo alla normalità"

"Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica" ha detto il ministro a 'Repubblica' "Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus".

Per un ritorno 'alla normalità', rileva Speranza, "il prima possibile. Non posso dare una data. Non voglio fare annunci. L'annuncite è stata per troppo tempo il male della politica italiana. Non posso anche perché il presidente del consiglio ha da poco confermato il blocco fino al 13 aprile. In prossimità di quella data, vedremo come staremo. In ogni caso, si farà tutto per gradi. Nessuno pensi che ci sarà un solo giorno in cui si potrà dire 'è tutto finito'".

Per questo, aggiunge, "dobbiamo preparare una fase di 'convivenza' con il Covid. La strategia sanitaria deve accompagnare la strategia produttiva. Del resto, se mezzo mondo, letteralmente mezzo mondo, è chiuso, vuol dire che servono soluzioni vere. E anche che il governo non ha adottato misure sbagliate".

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