Giovedì, 13 Maggio 2021
La scoperta scientifica

Covid, vaccini e anticorpi dalle piante: la scoperta italiana che apre alle biofabbriche

Potrebbe aprire scenari nuovi e inimmaginabili la novità pubblicata dai ricercatori di Enea, Università di Verona e Viterbo, Cnr e Iss

La pianta Nicotiana-benthamiana.jpg

Piante geneticamente modificate per produrre vaccini, anticorpi e prodotti diagnostici contro il Covid. E’ questa la scoperta di un team di ricercatori di Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. In pratica le piante diventano il vettore ideale per la produzione dei reagenti diagnostici del virus Sars-Cov-2. Immaginando serre piene di queste piante, come riportato proprio sul sito di Enea, si arriva ad immaginare vere “biofabbriche” per produrre il vaccino contro il Coronavirus. Con un ulteriore doppio guadagno perché, a sentire gli scienziati che hanno lavorato a questa ricerca, tra cui anche Università di Verona e Viterbo, Cnr e Iss, si potrebbe ottenere il vaccino più rapidamente e con costi minori rispetto ad altri metodi. Ma che tipo di pianta dovrebbe essere? Si tratta della “Nicotiana benthamiana”, parente stretta della pianta del tabacco. 

Nello studio intitolato "Plant Molecular Farming as a Strategy Against Covid-19 - The Italian Perspective” e pubblicato sulla rivista internazionale “Frontiers in Plant Science”, si legge come, nei pazienti cinesi affetti dalla Sars nel 2003, ci fosse traccia nella nucleoproteina di quella pianta. Il che significa che quei vegetali potrebbero essere utilizzati come un sistema di produzione, per ottenere i reagenti diagnostici del Covid, consentendo potenzialmente lo sviluppo di test immunologici.

Vaccini anti Covid con le piante, più veloce e meno costi

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“Le simulazioni effettuate confermano che il Plant Molecular Farming potrebbe integrare efficacemente i metodi di produzione tradizionali" dicono i ricercatori Enea, che fanno anche una stima di come coprire il fabbisogno italiano di vaccini e anticorpi in generale. "Basterebbe una serra di 12.500 metri quadri o un impianto di agricoltura verticale di soli 2mila metri quadri” dicono gli scienziati. Dunque niente più ricerche su insetti e mammiferi, che costerebbero di più e richiederebbero più tempo. Secondo gli esperti le piante Ogm sono una via percorribile da tenere in considerazione. 

Cos’è Enea?

Enea si occupa di ricerca nel campo delle tecnologie, in particolare nello sviluppo di molecole di interesse farmaceutico come vaccini, anticorpi antitumorali, ma anche test e saggi diagnostici, come quello messo a punto in passato per il coronavirus della prima Sars. 

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