Lunedì, 12 Aprile 2021

"Io, positiva al coronavirus dopo le vacanze ma dimenticata dalla Asl": la lettera di una giovane romana

Giorgia, traduttrice romana di 33 anni, è rientrata il 13 agosto dalle vacanze in Spagna: si sente dimenticata e lo racconta al Messaggero

Una vicenda di scarsa comunicazione, di ritardi e incomprensioni. Giorgia, traduttrice romana di 33 anni, è rientrata il 13 agosto dalle vacanze in Spagna: si sente dimenticata, e lo racconta al Messaggero. Positiva al primo tampone, è stata costretta a decine di telefonate per avere risposte, e poi ancora per essere sottoposta a nuovi tamponi.

Prima di Ferragosto atterra all’aeroporto di Fiumicino di rientro da una vacanza in Spagna con un volo low cost, insieme alla mamma: "Nessun controllo, nessuna attenzione". La Spagna in quel dato giorno non è ancora nella lista dei paesi a rischio per i quali è richiesto il tampone al ritorno in patria. Due giorni dopo la Regione Lazio decide altrimenti e Giorgia va prontamente  a eseguire il tampone drive-in al Santa Maria della Pietà. 

Il 16 agosto riceve la chiamata: è risultata positiva al test del coronavirus. Le viene assicurato che sarebbe stata seguita nei giorni successivi fino ai prossimi tamponi. Le cose però non sono andate così: "Quel medico mi disse di stare tranquilla, in isolamento a casa, che sarei stata monitorata costantemente e che dopo 10 giorni mi avrebbero fatto il secondo tampone, invece i giorni sono passati e nessuno si è fatto sentire. Nel frattempo ho sviluppato i sintomi tipici del Covid, la febbre, la scomparsa del gusto e dell’olfatto e al tredicesimogiorno mi sono decisa a chiamare il mio medico di famiglia per farmi fare la ricetta per un nuovo tampone. Lui era meravigliato perché nessuno lo aveva informato del mio stato". 

In seguito Giorgia si reca nuovamente da sola al Santa Maria della Pietà per il secondo tampone. "Quando chiedo al personale tempi e modi per effettuare il terzo tampone, la risposta è stata testuale: “Boh, io non lo so, non so che dirle”». Tornata a casa, Giorgia ha ricevuto una chiamata da parte della Asl 1, "nella quale si scusavano per non aver neanche ricevuto la segnalazione da parte della dottoressa che mi aveva dato la notizia delmio essere positiva al Covid-19".

Le assicurano che sarà richiamata per avere l’esito del secondo tampone. Ma passano altri sei giorni di silenzio. Email, 27 telefonate, non riesce a parlare con nessuno. Il secondo tampone è negativo, ora aspetta l'esito del terzo per poter uscire dall'isolamento. 

La giovane si dice certa di avere contratto il Covid sul volo di ritorno dalla Spagna "perché mia sorella e le mie cugine con cui sono stata insieme in Spagna sono negative,mentre mia madre è positiva". La mamma, che vive in Abruzzo, è stata seguita quotidianamente dalla locale Asl. "Mi rendoi conto che Roma è molto più grande e i casi sono molti di più, però nessuno deve essere "dimenticato" dice Giorgia.  Dalla Asl Roma 1, che si trova ad affrontare in questo periodo un superlavoro, fanno sapere: "Siamo dispiaciuti per quanto accaduto alla signora e ce ne scusiamo, [...] è mancata una adeguata comunicazione con l’utente".

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