Giovedì, 25 Febbraio 2021

Come si spiega il boom di contagi e quando si abbasserà la curva

Il virologo Carlo Perno: "L’impennata attuale è legata a tanti fattori, tra cui una coda delle vacanze finite a settembre. Tra un mese gli effetti delle nuove misure". Incubo lockdown, Brusaferro: "Possiamo ancora rallentare la diffusione del coronavirus"

I numeri non sono buoni: l'ultimo bollettino parla di 5.901 nuovi positivi, ovvero il numero più alto raggiunto da quando i dati sono ripresi a salire. Non c'erano così tanti positivi in un giorno dai 5.974 del 28 marzo: si era in pieno lockdown. Altri tempi e numeri non paragonabili per ovvie ragioni (a marzo si faceva un quarto dei test rispetto a oggi, si tamponavano solo i malati, mentre oggi molte più persone.). Ma quello che preoccupa di più è l'aumento consistente di ricoveri.

Quando si vedranno gli effetti del nuovo Dpcm

Sulle pagine della Stampa, intervistato da  Francesco Rigatelli, il virologo Carlo Perno, 64 anni, del Bambin Gesù di Roma, analizza la situazione attuale e guarda avanti. Quando vedremo la curva dei nuovi casi scendere: "A marzo pensavamo di vedere i risultati del lockdown in dieci giorni,ma arrivarono un mese dopo. L’impennata attuale è legata a tanti fattori,tra cui una coda delle vacanze finite a settembre".

Ci vorrà quindi un mese per capire come stanno andando davvero le cose in Italia: "Il Dpcm è orientato a ridurre i contatti personali multipli. Se accadrà, dato che il virus si trasmette per incontri diretti, dovremmo vedere un calo della curva,ma non in tempi brevi". Per ora, meglio non creare false aspettative, perché la curva salirà ancora: chi si è infettato in questi giorni ha un’incubazione di 7-10 giorni, spiega Perno.

"Il virus non ha perso forza sia dal punto di vista virologico sia clinico, ma al contempo un po ’è mutato, nel senso che ha fissato una mutazione che lo aiuta a replicare meglio. Questo non significa che sia più cattivo, semplicemente si diffonde di più".

Sul fronte delle terapie intensive e dei posti liberi "Campania, Veneto, Trentino-Alto Adige e Sardegna sono i luoghi più a rischio secondo la mappa dell’European center for disease control. In ogni caso, l’Italia è messa meglio della Francia e molto meglio della Spagna".

Chi finisce in terapia intensiva oggi? «Anziani, immunocompromessi, ma anche trentenni, quarantenni, cinquantenni e sessantenni che sviluppano la forma più grave della malattia per varie ragioni, tra cui la carica virale ricevuta e motivi genetici».

C'è una nota positiva, però: "Paradossalmente che il virus sia mutato poco, perché così è più probabile che si trovi un vaccino efficace" dice Perno.

Brusaferro: "Possiamo ancora piegare la curva"

"Siamo in una nuova fase dell'epidemia, è quello che ci dice questa crescita significativa. Agendo bene possiamo rallentarne la diffusione, possiamo ancora piegare la curva. Il rischio è reale e non va preso sotto gamba". A dirlo è Silvio Brusaferro, il presidente dell'Istituto superiore di sanità, membro di peso del Comitato tecnico scientifico che accompagna le decisioni del governo in un'intervista a Repubblica.

"Se oggi si rispettano le nuove regole, possiamo evitare di assumere nuovi provvedimenti più avanti - avverte -. Se la curva non cresce eccessivamente possiamo mantenere questa 'normalità' con Sars-CoV-2. I provvedimenti impattano sulla diffusione in 10-15 giorni, quindi gli effetti del nuovo provvedimento si vedranno dopo la fine della prossima settimana. La Cabina di regia fa un monitoraggio continuo che ci permette di valutare quello che avviene. Speriamo ora che i comportamenti riducano la diffusione del virus". La seconda metà di ottobre sarà decisiva per capire che inverno vivremo, se in piena emergenza o con una situazione più sotto controllo. A oggi, impossibile dirlo.

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