Lunedì, 1 Marzo 2021

No, non è vero che uno su dieci nel mondo è stato contagiato dal coronavirus

L'ipotesi pare azzardata, ma a sostenerlo è stato Michael Ryan, capo delle emergenze dell'Oms. Ma se così fosse, la letalità di Covid-19 sarebbe paragonabile all'influenza. Ecco invece come stanno probabilmente le cose

Foto: Ansa/Epa

Davvero una persona su dieci nel mondo potrebbe essere già stata infettata dal Covid-19? Il 10 per cento della popolazione? L'ipotesi pare davvero azzardata, ma a sostenerlo non è stato uno qualsiasi al bar sotto casa, bensì Michael Ryan, capo delle emergenze dell'Oms oltre che ex chirurgo e epidemiologo specializzato in malattie infettive e salute pubblica, durante una riunione del consiglio esecutivo a Ginevra. Secondo Ryan, che già una settimana fa metteva in guardia sul rischio che anche il numero di morti per coronavirus possa essere ampiamente "sottostimato", dobbiamo prepararci ad affrontare un periodo "molto complicato", che terminerà solo - secondo l'Oms - con l'arrivo del vaccino. 

Coronavirus, quanti sono davvero i contagiati nel mondo?

Se la sua stima fosse corretta, vorrebbe dire che 760 milioni di persone, su una popolazione mondiale di circa 7,6 miliardi, sono già state infettate dal virus, un numero di gran lunga superiore a quello di oltre 35 milioni ( con 1.049.854 i decessi) calcolato fino ad oggi dalla stessa Oms e dalla Johns Hopkins University. Le stime variano di molto tra centri urbani e rurali, ha sottolineato Ryan, in ogni caso "la stragrande maggioranza del mondo rimane a rischio". 

Che i casi reali di infezione da Sars-CoV-2 siano ben di più dei quasi 36 milioni di contagiati da inizio anno a oggi è poco ma sicuro. Le stime di Ispi sono diverse: i contagiati sarebbero il 3,1% della popolazione, con un intervallo di confidenza del 95% che oscilla tra il 2% e il 3,3%. Numeri in linea con i risultati dell'indagine di sieroprevalenza, effettuata da Istat e Croce Rossa in Italia, presentati ad agosto, secondo cui il 2,5% dei nostri connazionali era entrato in contatto con il virus. L'indagine si basava su 64.660 test effettuati dal 25 maggio al 15 luglio. "Una prevalenza più alta significherebbe o moltissimi decessi nascosti, o una distribuzione del contagio nella popolazione tutta spostata sugli under-45" scrive su Twitter il ricercatore Matteo Villa.

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La scorsa estate i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) avevano ipotizzato che la sottostima nel Paese probabilmente era arrivata al 90%. In Italia si era paventato ci fossero 10 volte tanto i casi registrati, ma erano probabilmente "solo" 6-7 volte maggiori dei dati ufficiali e solo nei mesi più duri della prima ondata. 

La stima del 10% della popolazione mondiale contagiata "non torna"

La stima del 10 per cento della popolazione mondiale contagiata "non torna" poi per un motivo comprensibile a tutti. Se così fosse, la letalità del Covid-19 sarebbe paragonabile all'influenza stagionale, invece nella primavera i decessi sono stati superiori in tutti i Paesi colpiti dall'epidemia di Sars-CoV-2. La letalità del Sars-CoV-2 in Europa occidentale si aggirerebbe intorno all’1 per cento delle persone infette: non il 2-3 per cento che si era ipotizzato inizialmente, ma nemmeno lo 0,1 per cento dell’influenza (tali calcoli sono stati fatti partendo dalle stime di prevalenza del virus in Spagna e Inghilterra emerse dopo le indagini epidemiologiche).

Ieri l’Oms ha chiarito al Corriere della Sera come era arrivata a fare quella stima dell 10 per cento di contagiati in tutto il pianeta: "L’Oms ha utilizzato la sieroepidemiologia per comprendere l’entità dell’infezione da SARS-CoV-2. La maggior parte degli studi mostra che la sieroprevalenza risulta inferiore al 10%, ma gli studi sui lavoratori in prima linea e in alcune aree ad alta intensità stimano che sia superiore al 20%".

Le uniche certezze sono che conosciamo sempre meglio il virus, lo curiamo sempre più efficacemente e prima che la Covid-19 faccia troppi danni, e che l'aumento costante della capacità di fare tamponi porta ora a rintracciare molti paucisintomatici e asintomatici. Ma altri sfuggono, e quantificarli non è e non sarà mai un'impresa semplice. 

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Fonte immagine: Ispi/Twitter

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