Lunedì, 1 Marzo 2021

Lazio, Liguria, Veneto: le tre regioni ad alto rischio

L'indice di contagio Rt è tornato a salire, superando anche l'1 in alcune zone: calano i ricoveri, ma l'incidenza del virus nel nostro Paese è ancora alta: i dati del report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute

Foto di repertorio Ansa

L'incidenza del Covid 19 in Italia continua ad essere troppo alta, l'indice di contagio Rt è tornato ad aumentare e in alcune regioni ha superato quota 1, mentre l'impatto dell'epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Questo lo scenario dipinto nel report del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute, per il periodo tra il 7 e il 13 dicembre.

Coronavirus, ci sono tre regioni ad alto rischio

Secondo il report Iss, ci sono alcune regioni che sono ancora ad alto rischio:  "Tre Regioni (Lazio, Liguria e Veneto) sono classificate a rischio alto. Nessuna di queste è stata classificata a rischio alto per 3 o più settimane consecutive". E' quanto emerge dal report Istituto superiore di sanità-ministero della Salute con il monitoraggio settimanale dell'epidemia di Covid in Italia, nella bozza in possesso dell'Adnkronos Salute. Nella settimana di monitoraggio si continua ad osservare nella maggior parte delle Regioni e province autonome un rischio moderato o alto con cinque regioni e province autonome a rischio basso di una epidemia non controllata e non gestibile". Queste cinque sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia.

Coronavirus in Italia, risale l'indice Rt: sopra l'1 in tre regoni

''Nel periodo 25 novembre-8 dicembre -prosegue il report - l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86 (con un range tra 0,79 - 0,94). Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni e province autonome. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di credibilità maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità". 

Sono tre le regioni in cui l'indice di contagio Rt è sopra l'1: sono Lazio (1.07), Lombardia (1.02) e Veneto (1.08). Nella settimana dal 7 al 13 dicembre, rispetto alla settimana precedente, queste tre Regioni tornano a una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2.

Iss: ''Segnali di controtendenza, rafforzare le misure''

 L'incidenza di Covid-19 in Italia "rimane ancora troppo elevata e l'impatto dell'epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese". 

Nella settimana dal 7 al 13 dicembre "si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza nella trasmissibilità" di Covid-19 "rispetto alla settimana precedente nell'intero Paese, con il ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2: Lazio, Lombardia e Veneto. Questo - ricorda il report - si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni Paesi come Regno Unito, Olanda e Germania e una mancata diminuzione dei casi con stabilizzazione della curva epidemica in altri, per esempio in Francia e Spagna".

"Si invita la popolazione a limitare, anche durante il periodo festivo, le interazioni con persone non conviventi a quelle strettamente necessarie escludendo in particolare episodi di convivialità in ambienti aperti e chiusi". 

"Si incoraggia la popolazione – prosegue il report - ad evitare situazioni in cui non sia possibile rispettare le misure di distanziamento previste e di adottare con rigore l'utilizzo appropriato delle mascherine e l'igiene delle mani", sottolinea il documento. "E' complesso prevedere l'impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare - rimarca il rerport - un aumento rilevante della trasmissione di Sars-Cov-2. Nella situazione descritta, questo comporterebbe un conseguente rapido aumento dei casi a livelli potenzialmente superiori rispetto a quanto osservato a novembre in un contesto in cui l'impatto dell'epidemia sugli operatori sanitari, sui servizi e sulla popolazione è ancora molto elevato", avverte. Dunque, "si raccomanda alle Regioni/province autonome di elevare le misure di mitigazione in base al proprio livello di rischio".

Coronavirus, ricoveri in calo, anche in terapia intensiva

Nella maggior parte delle Regioni e province autonome resta "elevato" l'impatto dell'epidemia di Covid-19. Al 15 dicembre "16 Regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terapia intensiva rispetto alle 18 della settimana precedente. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva ed aree mediche supera ancora le soglie critiche di occupazione a livello nazionale. Ma, complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione, da 3.345 (8 dicembre) a 3.003 (15 dicembre); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 30.081 a 27.342". 

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