Coronavirus, cosa accadrà dopo il 18 maggio? Ipotesi riaperture nelle regioni a minor contagio

Il viceministro dell'Interno Matteo Mauri: "Avendo chiara qual è la situazione epidemiologica si possano fare riaperture ad assetto variabile. Ma serve prudenza"

Foto di repertorio

Finora si è sempre parlato del 1° giugno come data di riapertura per tutta una serie di attività, dai parrucchieri ai ristoranti, dai bar ai centri-estetici. A quanto sembra però, dati dei contagi permettendo, in qualche regione questi esercizi potrebbe rialzare le serrande con qualche giorno di anticipo. È quanto si evince dai contenuti di un’intervista rilasciata a "24 Mattino", su Radio 24, dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri. Secondo Mauri, nel dpcm del 26 aprile "è già previsto che dal 18 maggio avendo chiara qual è la situazione epidemiologica si possano fare riaperture ad assetto variabile e di conseguenza permettere qualcosa in più a quelle regioni che hanno un livello di contagio minore".

Coronavirus, Mauri: "Le regioni con meno casi hanno pochi immunizzati"

Su questo "bisogna stare attenti - ha aggiunto il viceministro - perché le regioni che hanno avuto livelli di contagio bassi hanno anche molti immunizzati in meno e il livello di pericolo è comunque alto, ma se si governa bene questa fase a un certo punto si potrà aprire anche di più laddove ce lo possiamo permettere. La scelta della Regione Calabria di riaprire ristoranti e bar è una scelta sbagliata proprio per questo e lì si è intervenuto impugnando l'ordinzza perché si ritiene pericolosa".

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Mauri: "Ieri non c'è stato un esodo incontrollato"

Mauri ha insistituto molto sul tema dell'immunizzazione. "Le zone meno colpite dal virus sono quelle che hanno meno persone immunizzate e di conseguenza sono potenzialmente più a rischio rispetto alle regioni più colpite. Oltre al fatto che bisogna essere certi che il sistema sanitario possa reggere", ''Stiamo assistendo a un calo molto consistente dei contagi, dei ricoveri, dei positivi, e questo credo che sia un risultato non solo del governo ma di tutti gli italiani'', ha aggiunto. ''È evidenteche ci siano in giro dei positivi che non sanno di esserlo. Ed è il motivo perché siamo stati così cauti sul tema degli spostamenti, e su questo punto la giornata di ieri mi sembra che sia stata positiva. Il paventato esodo incontrollato non c'è stato e agli italiani va riconosciuto di essere stati ordinati non solo nella giornata di ieri ma in tutti i due mesi scorsi''.

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