Lunedì, 1 Marzo 2021

Coronavirus: ora i ricoveri non calano più

I ricoverati con sintomi scendono di sole 13 unità e non è confortante neppure il dato delle terapie intensive. La buona notizia è il dato dei decessi che per il secondo giorno consecutivo sono meno di 500. Risale il tasso di positività

La curva dei ricoverati con sintomi

La curva dei decessi sembra avere imboccato la discesa. Per il terzo giorno consecutivo le vittime sono meno di 500. Non si tratta ancora di un trend consolidato, anche perché come sappiamo i ritardi di notifica dopo il week end sono una costante. Ma qualche segnale positivo c’è.

Come fa notare Davide Torlo su Twitter, se prendiamo i decessi del lunedì, il numero è comunque inferiore alla scorsa settimana. Rispetto ad un mese fa poi il calo è ancora più evidente:

  • questa settimana: 415 
  • scorsa settimana: 491 
  • due settimane fa: 528 
  • tre settimane fa: 672 
  • quattro settimane fa: 630 

Rispetto alla media delle ultime 4 settimane, i decessi sono diminuiti del 28%. 

Giù anche i contagi, solo 10.871, ma a fronte di un numero di tamponi processati è davvero molto basso: 87.899. È il solito effetto week end anche se va detto che lo scorso lunedì i test erano stati 103.584 e i casi di contagio 12.030. Il rapporto positivi/tamponi torna a salire e si attesta oggi al 12,4%.  Se prendiamo i casi del lunedì, come evidenzia Lorenzo Ruffino, la variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane è pari al -33%, ma sono diminuiti del 29% anche i tamponi processati. 

 Casi del lunedì 

- questa settimana: 10.872 
- scorsa settimana: 12.030 
- due settimane fa: 13.720 
- tre settimane fa: 16.377 
- quattro settimane fa: 22.930 

Il calo c'è, benché lieve. Resta da vedere quanto incida il basso numero di tamponi processati, né va dimenticati che i numeri del lunedì sono sempre un po’ ballerini. Per parlaere di un trend bisogna aspettare nuove conferme (ammesso che arriveranno). 

La cattiva notizia del giorno arriva dagli ospedali. Il numero dei ricoverati con sintomi scende di sole 13 unità. Anche il calo registrato ieri (-206) è stato molto meno marcato rispetto alla media delle ultime tre settimane. Una battuta d’arresto fisiologica o il segnale che anche il calo dei ricoveri si è fermato? Per adesso non lo sappiamo.

Certo è che sul dato potrebbero aver influito anche i soliti ritardi di notifica. Anche il saldo tra ingressi e uscite nelle terapie intensive (-12) è purtroppo meno confortante degli altri giorni: si tratta anzi del dato peggiore dal 30 novembre scorso.

Quache segnale più incoraggiante arriva dal dato degli ingressi del giorno nei reparti critici, ma per ora non c’è nessuna inversione di tendenza eclatante.

Ingressi del giorno in terapia intensiva
•    21 dicembre 161
•    20 dicembre 121
•    19 dicembre 160
•    18 dicembre 189
•    17 dicembre 183
•    16 dicembre 191
•    15 dicembre 199
•    14 dicembre 138
•    13 dicembre 152
•    12 dicembre 195
•    11 dicembre 208
•    10 dicembre 251
•    9 dicembre 152
•    8 dicembre 192
•    7 dicembre 144
•    6 dicembre 150
•    5 dicembre 192
•    4 dicembre 201
•    3 dicembre 217

La variante inglese del coronavirus

Intanto tiene banco il caso della variante inglese del coronavirus.  Walter Ricciardi si dice preoccupato “non tanto per l'aggressività ma per la contagiosità, che aumenta addirittura del 70%. Dovremo stare particolarmente attenti e adottare misure piu' rigide per evitare il contagio". Queste le parole del consigliere del Ministero della Salute, ospite di Un Giorno da Pecora, Rai Radio1. Ma cosa vuol dire che il virus è più contagioso? "Queste tre mutazioni hanno sostanzialmente dato al virus la capacità di penetrare meglio nelle nostre mucose, in particolare nel naso. Ha capacità di diffondersi con più rapidità, ecco perché nel Regno Unito i contagi sono cresciuti così tanto". Comunque questa variante “non è più aggressiva, ma contagiando più persone potremmo avere anche più casi gravi e quindi più morti". Ad ogni modo i vaccini “sembra non abbiano compromissione della capacità protettiva. Il vaccino a tutt'oggi rimane l'arma da accelerare per proteggere la popolazione". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus: ora i ricoveri non calano più

Today è in caricamento