Giovedì, 4 Marzo 2021

Coronavirus: ora i ricoveri ricominciano a scendere

In calo da giorni sia gli ospedalizzati che le terapie intensive. Rispetto alle ultime due settimane diminuisce anche il numero dei nuovi casi, resta invece stabile la curva dei decessi. Pregliasco: "Non andiamo peggio di altri, ma siamo nel limbo"

La curva delle terapie intensive

Sono 13.571 i casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia su un totale di 279.762 tamponi, di cui 163.478 molecolari. Il tasso di positività risale dal 4,1 al 4,8%. Ieri i contagi accertati erano stati 10.497 su 254.070 test. Rispetto al precedente bollettino si osserva dunque un incremento dei nuovi positivi, ma analizzando un periodo di tempo più ampio si scopre che in realtà la curva sta scendendo. Se prendiamo i casi registrati tra lunedì e mercoledì, la variazione rispetto alla media delle ultime 4 settimane è infatti pari al -20% (fonte Lorenzo Ruffino, Twitter). 

Casi tra lunedì e mercoledì

  • questa settimana: 32.893
  • scorsa settimana: 42.548
  • due settimane fa: 46.509
  • tre settimane fa: 36.011
  • quattro settimane fa: 38.712 

Altrettanto non si può dire della curva dei decessi che risulta purtroppo ancora stabile. Oggi le vittime del Covid sono state 524. I numeri sono paragonabili con quelli delle settimane precedenti. 

Decessi tra lunedì e mercoledì

  • questa settimana: 1.504 -
  • corsa settimana: 1.571
  • due settimane fa: 1.545 -
  • tre settimane fa: 1.679
  • quattro settimane fa: 1.596
  • cinque settimane fa: 2.017

La variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane è del -6 % (fonte Davide Torlo, Twitter). Il totale delle vittime da inizio epidemia è salito a quota 83.681.

Buone notizie arrivano dagli ospedali dove scende il numero di persone ricoverate in terapia intensiva per Covid (-26 nelle ultime 24 ore). Il dato degli ingressi nei reparti di area critica (152) è invece in linea con quello dei giorni scorsi. 


Prosegue anche il calo dei ricoverati con sintomi (-230), un trend che va avanti da qualche giorno anche se con numeri non eclatanti. Sia la curva delle Ti che quella degli ospedalizzati però è di nuovo in fase di discesa, e questa è già una notizia. Rispetto a 10 giorni fa, nei reparti di area critica ci sono 180 persone in meno. Secondo Agenas, il 29% dei reparti Ti è attualmente occupato da pazienti Covid. Restano in isolamento domiciliare poco meno di 500mila pazienti (498.623) mentre sono 25.015 le persone dimesse o guarite.

Che cosa sta accadendo? Per il virologo Fabrizio Pregliasco, "i provvedimenti di Natale, la diminuzione dei tamponi e il nuovo conteggio degli antigenici" ci hanno restituito "come risultato una crescita minore del contagio, non una diminuzione, da verificare nei prossimi 10 giorni". Per Pregliasco il conteggio degli antigenici comporta "ulteriore confusione perché aumentano il denominatore e fanno perdere dei casi positivi. Vanno distinti meglio dai molecolari nel conteggio". Il virologo ha aggiunto che "non andiamo peggio di altri Paesi, ma siamo nel limbo, il lockdown duro ha senso dal punto di vista scientifico, ma susciterebbe una rivolta sociale". Per questo, a detta sarebbe meglio "continuare con zone rosse non troppo stringenti per regolare la velocità del contagio fino al vaccino". 

E della situazione epidemiologica ha parlato oggi anche Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano. "Siamo in una situazione abbastanza statica - ha spiegato a Rainews -, non così migliorata per poter cantare vittoria, ma negli ultimissimi giorni senza palesi segni di peggioramento, quelli che paventavamo soltanto una settimana fa. Bisogna avere i nervi saldi e avere la capacità di gestire giorno dopo giorno come vanno le cose". Quanto all'inserimento dei test antigenici rapidi nel computo complessivo dei tamponi, "può generare qualche confusione, ma è talmente importante l'estensione della diagnostica che non mi sento di condannare questa pratica".

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