Lunedì, 12 Aprile 2021

Coronavirus, perché il ritorno alla ''vecchia normalità'' non è vicino

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato cosa serve per arrivare ad una situazione in cui si controlla la malattia. Poi sul vaccino: ''E' irrealistico che arrivi subito e per tutti''

Foto di repertorio

Un vaccino per tutti e un ritorno alla nostra vecchia vita. Questa è la speranza di tutti mentre l'emergenza coronavirus continua a tenere in scacco il mondo, ma tornare alla normalità che conoscevamo prima del Covid non sarà semplice e, soprattuto, non avverrà in tempi brevi. I motivi? A gelare le aspettative di chi spera di lasciarsi alle spalle l'epidemia è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus: "Voglio essere sincero con voi: non ci sarà un ritorno alla 'vecchia normalità' nel prossimo futuro".

Coronavirus, la tabella di marcia per il ritorno alla normalità

Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra, ha poi delineato i tre punti chiave per un ritorno alla normalità: "Esiste però una tabella di marcia per arrivare a una situazione in cui possiamo controllare la malattia e andare avanti con la nostra vita. Ma questo richiederà tre cose: la riduzione della mortalità e la soppressione della trasmissione; in secondo luogo, una comunità coinvolta e consapevole che adotta misure comportamentali corrette nell'interesse reciproco; e in terzo luogo abbiamo bisogno di una forte leadership governativa e del coordinamento di strategie globali che siano comunicate in modo chiaro e coerente".

"Si può fare. Deve essere fatto. L'ho già detto e continuerò a dirlo. Indipendentemente dal punto in cui si trovi un Paese nella sua curva epidemica, non è mai troppo tardi per agire con decisione". Non eravamo preparati collettivamente alla pandemia, ha ammesso il Dg, "ma dobbiamo usare tutti gli strumenti di cui disponiamo per tenere sotto controllo questa pandemia. E dobbiamo farlo adesso. Insieme, dobbiamo accelerare e, attraverso la solidarietà, costruire una risposta globale coerente". All'insegna di "scienza, soluzioni e solidarietà", ha concluso Tedros.

Coronavirus, Oms: ''Troppi Paesi vanno nella direzione sbagliata''

"Lasciatemelo senza mezzi termini, troppi paesi stanno andando nella direzione sbagliata. Il virus rimane il nemico pubblico numero uno, ma le azioni di molti governi e molte persone non" sembrano tenerne conto. E' il duro monito che arriva dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Che ricorda come "l'unico obiettivo del virus è trovare persone da infettare".

"I messaggi contrastanti dei leader - ha detto il Dg Oms - stanno minando l'elemento più critico di qualsiasi risposta: la fiducia. Se i governi non comunicano chiaramente con i loro cittadini e non attuano una strategia globale incentrata sulla repressione della trasmissione e sul salvataggio di vite umane; se le popolazioni non seguono i principi di base della salute pubblica e dunque il distanziamento fisico, il lavaggio delle mani, l'uso delle mascherine, e il fatto di restare a casa in caso di malattia; se queste misure di base non vengono seguite, c'è solo un modo in cui questa pandemia potrà andare: peggio, peggio, e ancora peggio".

Coronavirus, ''irrealistico un vaccino subito e per tutti''

"Non è realistico pensare di avere un vaccino subito e accessibile a tutti. Si sta facendo il massimo, ma ribadisco che non è realistico pensare una cosa simile. Abbiamo però misure efficaci e sistemi per sopprimere la trasmissione" e dobbiamo usarle. Lo ha sottolineato il capo delle emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità, Mike Ryan, in conferenza stampa a Ginevra. "Speriamo tutti che ci sia un vaccino efficace, ma dobbiamo concentrarci sull'uso degli strumenti che abbiamo ora per sopprimere la trasmissione e salvare vite umane", aveva detto il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

"Dobbiamo arrivare a una situazione sostenibile - ha aggiunto il dg - in cui abbiamo un controllo adeguato di questo virus senza spegnere completamente la nostra vita o passare da un lockdown all'altro, cosa che ha un impatto estremamente dannoso sulle società".

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