Domenica, 20 Giugno 2021
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Coronavirus, la seconda ondata di contagi "sarà una prosecuzione della prima"

Andreoni, direttore di Malattie infettive a Tor Vergata: "Non avrà le dimensioni della prima e comunque sarà diversa da come ci aspettiamo. Si tratterà probabilmente di un continuum, la prosecuzione di quella che abbiamo attraversato. Il virus continua a circolare"

Foto Ansa (archivio)

Sulla eventuale seconda ondata dell'epidemia di coronavirus in Italia nei prossimi mesi gli esperti la pensano in maniera diversa l'uno dall'altro. Per Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive a Tor Vergata a Rom, la seconda ondata del coronavirus "è probabile. Non avrà certamente le dimensioni della prima e comunque sarà diversa da come ci aspettiamo. Si tratterà probabilmente di un continuum, la prosecuzione di quella che abbiamo attraversato. Il virus non ha smesso di circolare e continuerà a farlo" dice in un'intervista a 'la Repubblica'.

Il virus "mette ancora paura, lo dimostra il focolaio del San Raffaele di Roma. Noi in questo momento in ospedale stiamo intubando il quarto paziente arrivato da quella struttura". "Abbiamo imparato a controllare bene il virus e capito che per interrompere la sua trasmissione bisogna isolare i casi e usare mascherina e distanziamento", spiega Andreoni. "Ora quando c'è un nuovo focolaio si attuano subito le misure che bloccano l`ulteriore diffusione dell'epidemia. Nella prima fase invece spesso ci si muoveva in ritardo. E in più il virus stava già circolando quando sono stati scoperti i primi casi in Lombardia", aggiunge.

Nonostante le opinioni diverse tra gli infettivologi, è acclarato come le misure di contenimento messe in atto in questi mesi, nella prima fase del contagio in Italia, si siano dimostrate efficaci nel contenere la diffusione del virus. E il rischio di una ripresa dell’epidemia, se non si mantengono le misure di protezione individuale, quali l’uso delle mascherine ed il distanziamento fisico, non può essere escluso in alcun modo.

I casi di coronavirus nel mondo hanno superato gli otto milioni, mentre le vittime sono quasi 437mila vittime. E' quanto emerge dall'ultimo calcolo fatto dalla Johns Hopkins University, secondo cui i contagi sono 8.034.461: il Paese con più casi al mondo sono gli Stati Uniti, con 2.114.026 contagi, seguiti dal Brasile (888.271) e dalla Russia (536.484). Quanto alle vittime, in tutto il mondo sono 436.899: anche in questo caso gli Stati Uniti guidano la classifica con 116.127 decessi, seguiti dal Brasile (43.959) e dal Regno Unito (41.821).

Perché adesso potremmo davvero essere tra due ondate di epidemia (senza allarmismi)

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