Lunedì, 1 Marzo 2021
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La pandemia in Europa è peggiore rispetto a Marzo: record di nuovi casi anche in Inghilterra

"Siamo in un momento decisivo. Dobbiamo agire con determinazione. Potrebbe essere la nostra ultima possibilità di evitare un ripetersi di ciò che è accaduto primavera scorsa" è l'avvertimento della commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides

Il Regno Unito ha registrato nelle ultime 24 ore altri 6.634 casi di Covid-19, il dato quotidiano più alto registrato finora (ieri nel paese i contagi erano stati 6.178). "Questo è il dato più alto registrato finora e un duro monito per tutti - ha detto Yvonne Doyle, direttrice della Public Health England, citata dal Guardian - i segnali sono chiari. I tassi di positività stanno aumentando in tutte le fasce d'età e continuiamo a vedere picchi nei tassi di ricovero e in terapia intensiva. Dobbiamo rispettare tutti le nuove misure adottate per controllare il virus e scaricare la nuova App Covid-19 che è il modo più rapido per sapere se si è a rischio". Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, i morti nelle ultime 24 ore sono stati 40, per complessivi 41.902 decessi.

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Se nelle isole britanniche la pandemia dilaga, non va meglio nel continente: in Francia le misure imposte dal governo hanno elevato l'allerta nella regione di Marsiglia e nelle maggiori metropoli. In Spagna è la regione di Madrid l'epicentro della seconda ondata dell'epidemia: il governo ha chiarito che non ricorrerà a un lockdown generalizzato ma le autorità regionali si sono limitate a spiegare di voler confinare quelle zone in cui i "parametri obiettivi" dell'incidenza dei casi di positività sia particolarmente elevata, oltre mille per centomila abitanti.

L'Ue: "Situazione peggiore rispetto a Marzo"

La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha lanciato un allarme e un avvertimento, durante una videoconferenza stampa oggi a Bruxelles, sul rischio di un ritorno alla drammatica situazione epidemiologica della primavera scorsa in Europa, con i contagi e i decessi da Covid-19 in continuo aumento, e un ritorno ai lockdown generalizzati nei paesi Ue. 

"Le restrizioni dure ma necessarie imposte dalla maggior parte degli Stati membri durante la primavera sono riuscite a rallentare la diffusione del virus e ci hanno permesso di iniziare lentamente e gradualmente a tornare a quella che per qualche tempo rimarrà la nostra nuova normalità. Tuttavia - ha osservato Kyriakides durante la conferenza stampa, convocata per presentare una nuova valutazione di rischio della pandemia da parte del Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) - la tanto attesa e necessaria revoca di alcune delle restrizioni durante l'inizio dell'estate ha condotto proprio alla situazione contro cui avevamo continuamente messo in guardia: un aumento dei casi".

"In alcuni Stati membri - ha sottolineato la commissaria - la situazione è persino peggiore che durante il picco di marzo.
Questo è un vero motivo di preoccupazione. Significa, per essere molto chiari, che le misure di controllo adottate semplicemente non sono state abbastanza efficaci, o non sono state applicate o seguite come avrebbero dovuto. E questo è chiaramente sottolineato nella valutazione del rischio aggiornata pubblicata oggi dall'Ecdc".

E se "le persone risultate positive al Covid-19 sono ora più giovani in diversi Stati membri" e "i tassi di mortalità rimangono inferiori rispetto alla situazione precedente, stiamo iniziando a vedere un aumento dei tassi di ricovero nelle unità di terapia intensiva", ha ricordato Kyriakides. E ha avvertito: "Non possiamo abbassare la guardia. Questa crisi non è alle nostre spalle".

Inoltre, ha aggiunto, "l'autunno e l'inverno sono il periodo dell'anno con più malattie respiratorie, compresa l'influenza stagionale. Per prevenire quella che potrebbe essere una "pandemia gemella" ('twindemic', ndr) letale di Covid-19 e influenza, che potrebbe sovraccaricare i nostri sistemi sanitari e portare a maggiori perdite di vite umane, dobbiamo aumentare - ha sottolineato ancora la commissaria - i tassi di copertura della vaccinazione antinfluenzale".

Kyriakides ha quindi spiegato di vedere "oggi, "in un contesto francamente preoccupante", l'assoluta necessità di inviare un messaggio forte e chiaro agli Stati membri che le nostre raccomandazioni di luglio sulla preparazione a breve termine" contro la pandemia "sono più valide che mai". E dunque, "da test più intensi a tracciamento più ravvicinato dei contatti, da una migliore sorveglianza della salute pubblica a un migliore accesso ai dispositivi di protezione individuale e ai medicinali e alla garanzia di una sufficiente capacità di assistenza sanitaria: tutti gli Stati membri devono essere pronti ad attuare le misure appropriate, al momento giusto e immediatamente, al primo segno di potenziali nuovi focolai".

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Tuttavia, "dobbiamo ancora ricevere notifica da diversi Stati membri su come stanno procedendo nell'attuazione delle azioni urgenti raccomandate a luglio. Sentire da loro 'oggi siamo Ok' non è abbastanza. Stiamo preparando piani - ha chiesto Kiriakides - per gli scenari peggiori?". La commissaria si è poi detta "profondamente preoccupata per ciò che vedo ora e per ciò che potremmo vedere nelle prossime settimane", mentre "mancano ancora mesi prima di avere un vaccino contro il Covid-19". E comunque, ha osservato, "anche il vaccino non sarà una bacchetta magica ('silver bullet', ndr)" che risolve tutto immediatamente.

Un'altra fonte di preoccupazione è il rischio che la gente cominci ad averne abbastanza delle misure di distanziamento e precauzione sanitaria. "In quanto cittadini, siamo tutti la prima linea di difesa contro il Covid e la nostra autodisciplina nell'adesione alle misure sarà determinante per i prossimi mesi... In alcuni luoghi - ha rilevato Kyriakides - stiamo assistendo a una vera stanchezza nei confronti delle misure di allontanamento fisico, a un'apparente inosservanza delle norme, e persino a proteste in alcuni paesi". La commissaria ha perciò esortato gli Stati membri a convincere "soprattutto i giovani, per assicurarsi che comprendano la gravità della situazione", e poi a "essere coerenti nella loro comunicazione, ad assicurare la massima prevedibilità possibile per consentire ai cittadini e alle imprese di mantenere il controllo". Secondo Kyriakides, "la prevedibilità, la comunicazione chiara ai cittadini e il coordinamento con gli altri Stati membri aumenteranno il rispetto delle misure di protezione".

"Non lo sottolineerò mai abbastanza: siamo tutti responsabili l'uno dell'altro. Dobbiamo tutti, indipendentemente dall'età o dalla vulnerabilità, continuare a mantenere le distanze fisiche, indossare mascherine sul il viso, curare l'igiene delle mani, cercare di incontrarci di persona solo all'interno di una 'bolla sociale' di parenti e amici e rimanere a casa quando ci si sente male", ha insistito la commissaria, . 
A questo proposito, Andrea Amon, la direttrice dell'Ecdc che ha partecipato alla conferenza stampa, ha rilevato che "festività, grandi cene di famiglia, matrimoni, e riunioni di amici e familiari stanno trainando ('driving', ndr) il quadro epidemiologico, e questo in molti paesi, non solo in Spagna".

"Siamo in un momento decisivo. Dobbiamo agire con determinazione. Potrebbe essere la nostra ultima possibilità di evitare un ripetersi di ciò che è accaduto primavera scorsa", ha avvertito ancora Kyriakides, e ha concluso: "Noi siamo qui per evitare che succeda, per evitare nuovi lockdown generalizzati. La mia responsabilità come commissaria europea alla Salute è di restare vigili. E' il momento di mostrare responsabilità personale e collettiva".


 

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