Coronavirus: perché in Italia la situazione è abbondantemente sotto controllo

"I focolai per ora vengono identificati e contenuti", spiega Ranieri Guerra, vice direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): "L'Italia ha fatto un ottimo lavoro soprattutto su un impianto di monitoraggio continuo"

Carabinieri durante i controlli per il rispetto dell'uso delle mascherine protettive in piazzetta Reale a Milano, 10 ottobre 2020. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

Niente panico, niente paura, ma attenzione e cautela. Il bollettino quotidiano di oltre 5mila nuovi casi non deve spaventare nessuno: ma per i prossimi mesi che cosa bisogna aspettarsi? "È verosimile" che entro la fine dell'anno potranno arrivare le prime dosi di vaccino contro la Covid-19, come annunciato ieri dal ministro Luigi Di Maio, "per un motivo molto semplice: quello è uno dei due vaccini che in questo momento ha depositato il dossier per la registrazione da parte dell'autorità regolatoria". Parola di Ranieri Guerra, vice direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico, intervenuto lunedì mattina su Radio Capital.

Coronavirus, quando arriva il vaccino

"Quando viene conclusa la fase di sperimentazione e il vaccino dimostra non solo di essere innocuo ma anche efficace - ha spiegato - viene preparato un dossier che, nel nostro caso, viene trasmesso all'Agenzia europea del farmaco che decide su base continentale. È stato fatto tutto ciò, prodotto il dossier richiesto già ormai da dieci giorni, quindi immagino che la regolazione avverrà con una procedura molto rapida e abbreviata.
Se a quel punto l'autorizzazione verrà concessa sarà esclusivamente un problema industriale di produzione e di logistica per la distribuzione".

Con la app Immuni "si deve, si può e si farà di più. Il messaggio è comunque di scaricarla".

"Il coronavirus in Italia è ancora abbondantemente sotto controllo"

Il messaggio che Ranieri Guerra lancia è tranquillizzante, di buonsenso: "In questo momento la situazione" coronavirus in Italia "è ancora abbondantemente sotto controllo e pone nuove misure che il governo si appresta a preparare e disporre: credo che cercheremo comunque di contenere il rischio di muoverci verso tetti maggiori. Siamo ancora con focolai che vengono identificati e in qualche modo contenuti".

Per Guerra "non si tratta di bravura" quella dell'Italia rispetto agli altri Paesi UE, "ma di andamento dell'epidemia e di misure messe in atto. L'Italia ha fatto un ottimo lavoro soprattutto su un impianto di monitoraggio continuo e di rilevazione continua con le amministrazioni locali. Altri Paesi, con una struttura più centralizzata, hanno preso un po' in ritardo il risorgere del contagio e della trasmissione. Speriamo che non sia il nostro futuro, che sia un'allerta talmente forte che le misure prese possano avere successo, ma lo vedremo tra un paio di settimane".

Qualcosa con il nuovo Dpcm in arrivo cambierà, è evidente: vietare le feste nelle case, come forse deciderà il governo nel prossimo Dpcm, "è un messaggio di grande allerta, determinato dal fatto incontestabile che la grande maggioranza di contagi avviene in questo momento a livello domestico, con un abbassamento dell'allerta e dell'attenzione da parte della gente quando si incontra una persona conosciuta". 

La mascherina serve (quasi) sempre

"Se la misura sia poi applicata, applicabile o come venga sorvegliata dipende poi molto da come la gente possa capire questo sentimento di forte allarme che esiste. Ci sono misure che sono chiaramente degli elementi simbolo, come la mascherina, che serve per garantire che la gente comprenda molto bene che non siamo più di fronte a un rischio, ma di fronte a un pericolo vero e proprio" continua Guerra.

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"La mascherina può aiutare molto se viene indossata da tutti e in maniera corretta. Quando ci si incontra faccia a faccia la protezione è molto elevata se entrambi la indossano, se uno dei due invece non la indossa, la protezione si riduce, se nessuno la indossa è probabile il contagio".

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