Lunedì, 25 Ottobre 2021
La previsione

"Il coronavirus non andrà più via"

Come si evolverà nei prossimi mesi l'epidemia di Covid? Secondo l'epidemiologo Lopalco questa potrebbe non essere l'ultima ondata: ''Diventerà una malattia stagionale autunno-invernale"

Che non sarebbe stato semplice liberarci del Covid 19 lo avevamo già capito, ma esiste anche un'altra ipotesi in cui potrebbe evolversi l'epidemia: quella in cui il virus non svanisce mai del tutto. Uno scenario futuro neanche troppo lontano, in cui il coronavirus rimane in circolazione, magari sopito, per poi tornare più forte con cadenza stagionale. 

Ne ha parlato ad 'Un giorno da pecora' su Rai Radio 1, l'epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, secondo cui non sarebbe servito a nulla neanche prolungare le prime misure restrittive: "Ci sarebbe stata comunque una seconda ondata" di Covid-19, anche se avessimo allungato di qualche mese il lockdown del marzo scorso, perché comunque questo virus continua a circolare in maniera completamente nascosta. Ormai è un virus endemico, non andrà più via".

''Il coronavirus diventerà stagionale''

"Il vaccino" che verrà "potrà cambiare il nostro modo di vivere - ha spiegato - E' probabile che con il vaccino metteremo in sicurezza le persone più fragili e potremo vivere un po' più tranquillamente. E poi comunque, a mano a mano che arriveranno le nuove ondate" che continueranno a susseguirsi, "saranno sempre più lievi", ha precisato lo scienziato.

Ma quante ondate dobbiamo attenderci? "Non voglio spaventare", ma "l'influenza fa un'ondata l'anno - ha osservato Lopalco - Probabilmente sarà così anche per il coronavirus" Sars-CoV-2: "Diventerà una malattia stagionale autunno-invernale".

Lopalco ha parlato anche del periodo di festività natalizie che stiamo per affrontare: "Mi metto nei panni di chi lavora nelle terapie intensive, nel 118, di chi sta in prima linea in questa guerra contro Covid-19. Dire che si sta cominciando a pensare al Natale un po' mi fa specie".

"Bisogna concentrarsi ora - esorta - dire alla gente 'adesso statevene a casa, statevene buonini', perché se stiamo buonini adesso è probabile che tra 14 giorni magari negli ospedali si possa cominciare a respirare". In Puglia per Rt "ora siamo al di sotto dell'1,5, all'1,44", e l'indice di contagiosità "è stabile'',  sottolinea Lopalco,  invitando tuttavia a spiegare bene cosa significa avere un Rt pari a 1,4 per un'infezione come Covid-19. "Per fare un esempio - ha fatto notare - in una stagione influenzale il picco si manifesta con un Rt di 1,2: noi siamo a 1,4 con una malattia che comunque provoca polmonite".

''Puglia arancione, ma i medici sono stanchi''

La Puglia deve rimanere arancione o diventare rossa come chiedono i medici? "Se ci atteniamo ai famosi 21 indicatori, all'algoritmo calcolato dal cervellone, noi siamo arancioni. I dati sono quelli e tra l'altro stiamo facendo uno sforzo per ripulirli, affinché siano chiari e trasparenti".

Ma allora come mai Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale medici, vorrebbe che la Puglia passasse in fascia rossa? "Gli operatori sono stanchi, sono molto stressati, stanno lavorando da tanto tempo, quindi" dal punto di vista di un sanitario "qualunque iniziativa che possa allentare la morsa" di Covid-19 "sugli ospedali e sul sistema territoriale è benvenuta", risponde Lopalco. In Puglia "per il momento il sistema regge", precisa, e comunque relativamente al 'colore' "qualunque decisione viene presa di concerto col Governo".

"La Germania, che ha terapie intensive dappertutto, sovradimensionate rispetto a qualunque altro sistema sanitario, ha fatto il lockdown. Purtroppo qualunque sistema sanitario, nel momento in cui cresce l'ondata pandemica, a un certo punto necessariamente si blocca. L'unico modo per bloccare l'avanzata del virus è quello di limitare i contatti sociali, non ne usciamo".

Coronavirus, il picco non ci sarà?

Di coronavirus e prospettive future aveva parlato in mattinata anche il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco: "Non ci sarà un picco: grazie alle misure adottate e al lockdown progressivo nelle regioni rosse e arancioni ad oggi stiamo vedendo un incremento non più esponenziale ma lineare. E se le cose andranno avanti così, ci aspettiamo un calo per la prossima settimana". Secondo l'esperto, però, il cosiddetto plateau, l'altopiano che precede la discesa. Attraversare l'altopiano sarà lungo e faticoso.

L'esperto ha invitato a non abbassare l'attenzione: "Più lavoriamo bene adesso più saremo sereni a Natale". Quanto alle pressioni per allentare le misure nelle regioni che hanno adottato quelle più rigide per prime, "penso che forse nelle prossime settimane potrebbe essere avviato un allentamento nelle province meno colpite. Ma ritengo sia opportuno assumere una decisione univoca e condivisa su questo tema, in modo da non generare incomprensioni". 

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