Venerdì, 16 Aprile 2021

"Coronavirus, impedita la diffusione nel Centro Sud"

"Dobbiamo essere cauti e attenti nella ripresa sia della vita sociale che delle attività lavorativa". Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità conferma il dato che vede il paese spaccato in due. Ricciardi (Oms): "Certa una seconda ondata"

È stata impedita la diffusione di Sars-Cov-2 nelle regioni dell'Italia Centrale e nel Sud del Paese. Di dato ormai solidamente corroborato dall'evidenza dei numeri parla Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), durante la conferenza stampa dalla Protezione Civile di Roma.

"Solo il 5,35% di tutti i tamponi fatti è risultato positivo. Vuol dire che il distanziamento sociale e il 'lockdown' hanno contenuto la diffusione epidemica. Anche oggi ben 13 regioni e province autonome hanno un numero di decessi inferiori alle due cifre e 2 regioni non hanno avuto casi fatali".

Ma come spiega lo stesso Locatelli occorre avere bene in testa la necessità di essere cauti e attenti nella ripresa sia della vita sociale che delle attività lavorativa per evitare la probabile seconda ondata dell'epidemia e contenere i nuovi focolai, qualora dovessero formarsi nel paese.

Per questo sarà importante l'applicazione 'Immuni' per tracciare i contatti. "Lancio un appello a scaricare l'App - spiega Locatelli - sarà uno strumento in più per identificare i soggetti in quel momento contagiati e per contribuire a ridurre il meccanismo di contagio domiciliare o familiare".

Coronavirus, quando finirà l'epidemia?

Se la fase critica dell'emergenza sembra essere al punto di svolta, durante la fase 2 che potrebbe iniziare già a maggio, non sarà il caso di rilassarci. Il coronavirus continuerà a circolare fino a quando non ci sarà un vaccino, nel frattempo sarà importante trovare un protocollo per le cure. Anche perché una seconda ondata di epidemia in autunno, più che una ipotesi "è una certezza" dice Walter Ricciardi, rappresentante italiano nell'executive board dell'Organizzazione mondiale della sanità e consulente del governo per l'emergenza Covid-19.

"Fino a quando non avremo un vaccino ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti - dice a ilcaffeonline.it - Quello autunnale e invernale, come nel caso dell`influenza, è il periodo in cui una combinazione di eventi climatici, comportamentali, immunologici fa si che il virus possa riemergere. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell'estate".

"Mi pare che la richiesta della Lombardia sia di riaprire il 4 maggio indipendentemente dalle condizioni epidemiologiche. Non se lo può permettere, anche perché in questo momento ha una condizione epidemiologica di particolare gravità. Certamente in miglioramento, ma di particolare gravità. Tra i paesi europei la Lombardia è la regione che in questo momento ha maggiori problemi".

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