Venerdì, 26 Febbraio 2021

Coronavirus, aumentano gli ingressi in terapia intensiva: 256 nelle ultime 24 ore

Si tratta del dato più alto dal 3 dicembre. Torna a crescere anche il numero delle vittime. Pregliasco: "Sul fronte ricoveri si osserva una battuta d'arresto, lo vedo anche nel mio ospedale"

La curva degli ingressi in terapia intensiva

Sono 11.212 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore su 128.740 tamponi processati. Ieri i contagi erano stati 8.585, con un numero di test decisamente inferiore: 68.681. Il tasso odierno di positività è dell' 8,7%, in calo rispetto al 12,5% di ieri. Come fa notare Lorenzo Ruffino su Twitter, se prendiamo in esame i casi registrati tra lunedì e martedì la variazione alla media delle ultime quattro settimane è pari al -31% mentre i tamponi sono diminuiti del 27%

Casi tra lunedì e martedì

  • questa settimana: 19.797
  • scorsa settimana: 24.190
  • due settimane fa: 26.874
  • tre settimane fa: 28.562
  • quattro settimane fa: 35.727

Va però sottolineato che a causa dell’esiguo numero di test, il dato “anomalo” di ieri potrebbe aver in parte falsato il confronto. I contagi per ora non sembrano in aumento anche se, ormai lo sappiamo, con il Sars-Cov-2 le cose possono cambiare drasticamente nel giro di qualche giorno.

Positivo oggi il dato dei ricoverati con sintomi che dopo l’inaspettato aumento dei giorni scorsa tornano di nuovo a calare: -270. E se il saldo tra ingressi e uscite in terapia intensive si attesta a -15, è il dato degli ingressi netti a preoccupare: sono 256, il numero più alto da quando il Ministero della Salute ha iniziato a comunicare questo parametro (il 3 dicembre).  

Secondo Agenas, il 30% dei posti letto di terapia intensiva è ancora occupato dai pazienti Covid, una percentuale che sale al 37% per i posti in area non critica. Insomma, i ricoveri non sono scesi come forse ci si aspettava: un problema non da poco visto che la maggior parte di virologi ed epidemiologici danno quasi per scontata la terza ondata a gennaio.

In aumento anche i morti, oggi 659. Si tratta di una vera e propria battuta d’arresto. Come fa notare Davide Torlo su Twitter, se prendiamo i decessi registrati tra lunedì e martedì la varazione rispetto alla media delle ultime 4 settimane è pari al -12 %. Ma i decessi sono in aumento rispetto alla settimana scorsa.

Decessi tra lunedì e martedì

  • questa settimana: 1.104
  •  scorsa settimana: 1.043
  • due settimane fa: 1.337
  • tre settimane fa: 1.162
  • quattro settimane fa: 1.457

Come interpretare l’aumento dei decessi e delle terapie intensive registrato nell’ultimo bollettino? Intanto non possiamo escludere a priori che a determinare l’inversione di rotta siano stati i soliti “ritardi di notifica”: non sarebbe la prima volta che i dati vengono inviati in ritardo dalle regioni falsando in parte i numeri del bollettino. È solo un’ipotesi. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

Per Fabrizio Pregliasco "una terza ondata è possibile". "Sul fronte ricoveri - dice il virologo all’Adnkronos - osserviamo una battuta d'arresto del miglioramento che stavamo vedendo nei giorni scorsi. Lo vedo anche io nel mio ospedale, il numero rimane abbastanza stabile, il saldo entrate/uscite non si muove più di tanto, fa sì che si rimanga sugli stessi livelli, fermi. E bisogna stare davvero attenti a questi segnali. Per questo credo che sia importante attuare il più velocemente possibile la campagna vaccinale. Non si può andare avanti a lungo con i lockdown".

"Da un lato - spiega Pregliasco - il lockdown sta mostrando il massimo che può fare nella modalità con cui è stato realizzato finora. Bisognerebbe farlo più stringente per ottenere più di questo. Se si aggiunge quel po' di lassismo che ci potrà essere stato nelle feste che stiamo vivendo, il tutto rischia di concretizzarsi in breve in una terza ondata, o meglio un'onda di risalita dell'epidemia".

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