Lunedì, 1 Marzo 2021

Coronavirus: arriva un brutto segnale dalle terapie intensive

Il numero degli ingressi è stabile da inizio dicembre: perché? Nel frattempo i contagi sono tornati a scendere. In netto calo anche il tasso di positività dei tamponi. Il numero dei decessi è ancora molto alto. L'analisi del bollettino

La curva degli ingressi in terapia intensiva

Scendono lievemente i contagi, ma il numero dei decessi resta ancora troppo alto, mentre il numero degli ingressi giornaliere in terapia intensiva è ormai stabile da dicembre. Sono queste a grandi linee le indicazioni che arrivano dal bollettino di oggi, martedì 22 dicembre. I casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore sono 13.318 su 166.205 tamponi (diagnostici e di controllo). Dopo essersi impennato al 12,4%, il tasso di positivà scende di più di 4 punti e si atesta all’8.

Se prendiamo i casi registrati tra lunedì e martedì, il calo è stato di circa 2600 contagi rispetto alla settimana scorsa. Come fa notare Lorenzo Ruffino su Twitter la variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane è pari al -30% mentre i tamponi sono diminuiti del 14%

Casi registrati tra lunedì e martedì

  • questa settimana: 24.190 
  • scorsa settimana: 26.874 
  • due settimane fa: 28.562 
  • tre settimane fa: 35.727 
  • quattro settimane fa: 46.162

Iniziano a scendere anche i decessi registrati tra lunedì e martedì. La variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane è pari al -23 % e il calo rispetto alle settimane “di picco” inizia a essere sensibile. Certo, se prendiamo il dato del giorno c’è poco da festeggiare: i morti sono stati 628.

Decessi tra lunedì e martedì 

  • questa settimana: 1.043 
  • scorsa settimana: 1.337 
  • due settimane fa: 1.162 
  • tre settimane fa: 1.457 
  • quattro settimane fa: 1.483

Il dato che un po’ preoccupa riguarda gli ospedali. I ricoverati con sintomi sono scesi di 197 unità, dopo che ieri (-13) e l’altro ieri (-206) erano arrivati  segnali di rallentamento. Rispetto al picco raggiunto il 23 novembre, ci sono oltre 9.700 pazienti in meno ricoverati negli ospedali della penisola.

La percentuale di occupazione dei posti letto in ospedale è al 39%: come è facile intuire dai grafici di Agenas siamo appena sotto la soglia critica.

ospedali oggi 22 dicembre-2

Diverso il discorso per le terapie intensive: se prendiamo il saldo tra ingresso e uscite, rispetto a ieri ci sono 44 pazienti in meno ricoverati in condizone critiche. Ma attenzione perché il dato degli ingressi (al netto dei decessi e delle guarigioni) è tornato a salire: nelle ultime 24 ore sono stati 201 contro i 161 di ieri. Il problema è che il dato è stabile da quando la Protezione Civile ha iniziato a comunicare anche questo parametro, ossia il 3 dicembre scorso. Insomma, da questo punto di vista non si notano miglioramenti. Ed è inutile dire che non si tratta di un’inezia.

Ingressi del giorno in terapia intensiva

  • 22 dicembre 201
  • 21 dicembre 161
  • 20 dicembre 121
  • 19 dicembre 160
  • 18 dicembre 189
  • 17 dicembre 183
  • 16 dicembre 191
  • 15 dicembre 199
  • 14 dicembre 138
  • 13 dicembre 152
  • 12 dicembre 195
  • 11 dicembre 208
  • 10 dicembre 251
  • 9 dicembre 152 
  • 8 dicembre 192
  • 7 dicembre 144
  • 6 dicembre 150
  • 5 dicembre 192

Pregliasco: "Con il freddo intenso la terza ondata può essere più pesante"

Intanto tra i virologi è sempre alto il timore di un nuovo aumento dei contagi dopo le feste. E a peggiorare le cose potrebbe arrivare anche il meteo. Il fattore climatico, "con un freddo intenso", avverte Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano, potrebbe effettivamente rendere la terza ondata "più pesante favorendo la diffusione del coronavirus Sars-CoV-2". E "a peggiorare le cose potrebbe arrivare anche lo scoppio dell'epidemia di influenza", al momento non ancora partita nel nostro Paese. Un'infezione contro la quale, nonostante le raccomandazioni di specialisti e autorità sanitarie, "non tutti gli italiani che avrebbero voluto sono riusciti a vaccinarsi" proprio per la mancanza della materia prima: l'iniezione-scudo, quest'anno un 'miraggio' in alcune regioni per le categorie escluse dalle campagne vaccinali pubbliche. "Gli sbalzi termici, come ben noto - spiega Pregliasco all'Adnkronos Salute - facilitano le infezioni respiratorie dei virus simil-influenzali, mentre l'influenza scatta quando le temperature sono rigide e permangono tali per diversi giorni di seguito. Per il Covid sicuramente, come per tutte le infezioni respiratorie, con un freddo intenso è presumibile possa esserci un'ulteriore facilitazione nella diffusione. Proprio perché il freddo, gli sbalzi termici, provocano un'alterazione della cosiddetta clearance mucociliare, il sistema di continuo rinnovo del muco dell'albero respiratorio, che funziona da una barriera contro le infezioni". Il timore condiviso dal virologo è dunque che, se con l'ingresso nell'inverno il freddo arriverà e permarrà intenso, le cose potrebbero complicarsi anche per l'andamento dell'emergenza pandemica. Il tutto proprio nel pieno della campagna di profilassi anti-Covid.

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