Lunedì, 1 Marzo 2021
Trento

La regione che è pronta a riaprire i reparti Covid-19

Il coronavirus circola e il trend degli ultimi giorni preoccupa in Trentino: "Non possiamo farci trovare impreparati"

Ci sono regioni che dopo mesi di calma piatta (o quasi), quando l'emergenza sanitaria sembrava un ricordo della tremenda primavera che ci siamo messi alle spalle, ora devono fronteggiare nuovamente lo scenario più inquietante. In Trentino nelle ultime 24 ore si sono registrati ben 76 casi di coronavirus e il trend degli ultimi giorni preoccupa, per ora senza alcun tipo di allarme. Ma preoccupa. Lo racconta il Corriere del Trentino: "Se infatti martedì i contagiati collegati ai 7 focolai presenti in provincia rappresentavano il 63% del totale, ieri la percentuale è scesa al 40%". Significa una cosa molto semplice, che il virus circola.

Coronavirus, l'aumento dei contagi in Trentino

Il governatore Maurizio Fugatti invita i cittadini a rispettare le precauzioni che ormai conosciamo a memoria e l'assessora Stefania Segnana ha prospettato la riapertura di un reparto Covid "per essere pronti a un eventuale aumento dei ricoveri". Sono 7 i focolai accertati in tutta la regione. Trentaquattro i contagi collegati al settore carni, 26 dei quali riscontrati all’interno di una nuova ditta che dovrà fermarsi vista la diffusione dei positivi.

Marika Giovannini scrive che quattro sono i minorenni positivi, ma senza conseguenze per il mondo della scuola: "Due contagiati infatti riguardano il settore carni, un adolescente è stato trovato positivo dopo il rientro dall’estero e uno era a casa viste le condizioni di salute non buone del padre".

Le classi in quarantena, dunque, rimangono tre su 4.000. I ricoveri Sono 11 — secondo i dati dif- fusi da Segnana —i ricoveri, nessuno in terapia intensiva. «Ma visti i numeri di queste ore — ha aggiunto subito l’as- sessora — dovremo organizzare un reparto Covid per non farci trovare impreparati».

"Il piano pandemico c’è" ha ribadito il dirigente del dipartimento salute Giancarlo Ruscitti, che mercoledì, con il capo della protezione civile Raffaele De Col, ha incontrato il commissario straordinario dell’emergenza Domenico Arcuri per definire il nodo delle attrezzature. Si potrà arrivare ad avere a disposizione fino a 60-65 posti di terapia intensiva nel caso in cui il virus tornasse a colpire come a marzo e aprile. Uno scenario possibile, ma non probabile. In ogni caso, meglio farsi trovare preparati.

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