Sabato, 24 Luglio 2021
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Coronavirus, cosa rischia chi esce senza motivo. Controlli sui cellulari e ipotesi di misure più rigide

Il governatore della Campania De Luca scrive al premier: "Ancora troppe persone in giro, serve l'esercito". In Lombardia controlli sulle celle telefoniche per stimare la mole delle persone che si muovono: il calo è del 60%, ma non basta

Foto di repertorio

Pronta una nuova stretta per far rispettare i divieti introdotti per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Già giorni fa il ministro dell’Interno Lamorgese aveva detto di essere pronta a fare "nuove scelte coraggiose per fermare il virus". E ora sono in molti a chiedere l’adozione di misure più stringenti perché, stando a quanto denunciano sindaci e governatori, le persone in giro, anche a Milano, sono ancora troppe.

Per questo da ieri il nuovo modulo di autocertificazione prevede che il soggetto fermato debba dichiarare anche di non essere positivo o in quarantena. L'obiettivo è quello di rendere ancora più espliciti gli obblighi e le limitazioni cui sono soggetti gli spostamenti dei cittadini. Chi viola i divieti imposti dalla quarantena commette un reato penale e rischia fino a 12 anni per concorso colposo in epidemia. 

Chi invece pur non essendo in quarantena trasgredisce alle regole rischia fino a tre mesi di arresto e un’ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale "salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del codice penale: delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica". 

Il prefetto Serra: "Pene severe contro gli untori, non si può vanificare tutto"

In tanti però chiedono pene più severe e contromisure ad hoc. "Tutti gli italiani stanno facendo sforzi enormi e non si può vanificare tutto per una minoranza che non ha ancora capito nulla" sottolinea il prefetto Achille Serra, in un'intervista a Radio Anch'io su Radio1. "Sono tutti possibili untori e pericolosi. Contro gli untori è necessario un rigore forte. Le pene devono essere assolutamente decisive" continua il prefetto. "Sono sempre stato contrario per ovvi motivi, questo è un paese democratico e l'esercito ha delle regole precise e poi non si deve mai dare l'impressione di essere sotto una dittatura. Ma ora siamo in guerra e quindi serve l'esercito. Non c'è di fronte un nemico fisico, ma ci vogliono regole diverse. Le forze dell'ordine stanno facendo un lavoro enorme e con grandi sacrifici". 

De Luca scrive al premier: "Troppi ancora in giro, serve l'esercito"

E a chiedere l’intervento dell’esercito è anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha inviato una missiva al premier Conte, ai ministri di Interno e Difesa e al capo della Protezione civile: "Ancora oggi - scrive De Luca - si registrano assembramenti dei cittadini e trasgressioni alle prescrizioni imposte in sede nazionale e regionale. Diventa quindi ancora più urgente la necessità di avere sul territorio unità delle Forze Armate a supporto delle Forze dell'Ordine, cui va il riconoscimento del grande sforzo organizzativo e di efficienza che sta assicurando su ampie aree del territorio per il rispetto delle misure sanitarie adottate". 

In Lombardia controlli sui cellulari

Ma la battaglia  si combatte anche a colpi di tecnologia. La Regione Lombardia sta infatti analizzando, e continuerà a farlo, le celle telefoniche per avere un'idea di quanta gente ancora si stia muovendo. E la stessa regione non esclude l'adozione di "misure più rigide", per dirla con le parole dell'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

L'ordine degli ultimi giorni è "io resto a casa" - il nome del decreto emanato dal governo per cercare di contenere l'epidemia -, ma evidentemente, per stessa ammissione della giunta regionale, ci sono ancora troppe persone che escono di casa. 

Il calo degli spostamenti è stato del 60%

"Abbiamo attivato una tecnologia in collaborazione con le compagnie di rete mobile", ha annunciato martedì sera il vicepresidente del Pirellone, Fabrizio Sala. I dati servono a registrare in maniera quantitativa - quindi totalmente anonima per i proprietari dei telefoni - la mole di persone in movimento in regione verificando in sostanza quelli che si staccano dalla propria cella telefonica solita, passando a un'altra. 

Ad oggi, i dati dicono che il calo dei movimenti è stato del 60%: Ci sono ancora troppe persone che si spostano - ha spiegato Sala -, corrispondenti al 40% del totale. Il consiglio è e resta di rimanere a casa".

"Il 40% - ha ribadito il numero due del Pirellone - non è un dato sufficiente per dirci che riusciamo a contenere nel miglior modo possibile il virus. C'è sicuramente chi lavora, e li ringraziamo tutti, ma a chi si muove ancora per motivi superflui continuiamo a chiedere 'state a casa' perché - ha concluso Sala - il dato non è sufficientemente basso".
 

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