Coronavirus, c'è anche il vaccino italiano: via alla sperimentazione

Allo Spallanzani di Roma parte la sperimentazione del vaccino 'made in Italy'. Il direttore sanitario Vaia: ''Oggi il primo italiano proverà la cura. Sono soddisfatto e orgoglioso, l'obiettivo è averlo in primavera''

Foto di repertorio

Dopo quelli di Russia e Cina, tra i possibili vaccini contro il nuovo coronavirus arriva anche quello ''made in Italy''.

E' partita questa mattina all'Inmi Spallanzani di Roma la sperimentazione sull'uomo del vaccino italiano, come confermato a 'Uno Mattina estate' su Raiuno dal direttore sanitario Francesco Vaia: "Oggi arriverà qui il primo italiano, il primo volontario che si sottoporrà alla sperimentazione del vaccino. Sono molto soddisfatto e orgoglioso di questo".

Coronavirus, parte la sperimentazione del vaccino italiano

 In tutto sono 90 i volontari scelti su oltre 7mila che hanno presentato la candidatura, e oggi si parte con la prima dose. Il progetto, sviluppato insieme all'azienda bio-tecnologica italiana Reithera, è finanziato dalla Regione Lazio con un investimento da 5 milioni di euro insieme al ministero della Ricerca. L'obiettivo è di avere il vaccino in primavera.

"Se tutto andrà per il meglio e termineremo questa sperimentazione entro l'anno e se siamo bravi e veloci ora, potremmo avere il vaccino entro primavera prossima in base commerciale. La previsione è questa", ha spiegato Vaia.

Coronavirus, inoculata la prima dose del vaccino italiano

Alle 8.32 è stata inoculata all'Inmi Spallanzani di Roma la prima dose del vaccino italiano contro Covid-19, per l'avvio della fase clinica I della sperimentazione. "A noi interessa che il vaccino sia efficace. Se tutto avviene nei tempi programmati, il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera", ha spiegato il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia. "Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una équipe, poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane - ha aggiunto - Mercoledì proseguiremo con altri due volontari e così a seguire tutti gli altri fino a 24 settimane. Poi, se tutto andrà bene, ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione che probabilmente faremo in un Paese dell'America Latina dove il virus è in crescita". Vaia ha anche ricordato che molti volontari hanno detto che intendono "devolvere il rimborso spese previsto alla ricerca".

Zingaretti: "Test vaccino importante passo in avanti contro il virus"

"E' stata inoculata oggi la prima dose di vaccino, è una giornata molto importante. Stiamo parlando del vaccino italiano sostenuto dalla Regione Lazio e rappresenta un importante salto in avanti contro il virus. Abbiamo sostenuto con grande forza il progetto di ricerca. Crediamo molto nel vaccino bene comune e abbiamo finanziato un progetto pubblico e a disposizione di tutti coloro che ne avranno necessità".

Sono le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, oggi all'Inmi Spallanzani per l'avvio della sperimentazione del vaccino anti-Covid. "La Regione seguirà passo dopo passo il processo di sperimentazione per arrivare il prima possibile alla distribuzione del vaccino", ha aggiunto Zingaretti.

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Ippolito (Spallazzani): "24 settimane per sperimentazione"

"Ci vorranno almeno 24 settimane per completare la fase I di sperimentazione sull'uomo del vaccino" anti Covid-19. "Poi passeremo alla fase II per la quale ci stiamo già preparando. Giocare sui tempi e ridurre la sperimentazione non è utile. L'Italia con questo vaccino entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Perché avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi che diranno 'io prima'". Lo ha evidenziato il direttore scientifico dell'Inmi Spallanzani Giuseppe Ippolito, commentando la prima inoculazione del vaccino italiano in un volontario. "Il nostro è un protocollo complesso è scrupoloso - ha aggiunto - che garantirà la massima sicurezza".

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