Martedì, 13 Aprile 2021

Coronavirus, è scontro sull'obbligatorietà del vaccino. Speranza: "Prematuro parlarne adesso"

Il ministro della Salute Roberto Speranza parla di "questione prematura", poiché "le dosi non arriveranno tutte insieme". Renzi spinge per l'obbligatorietà, mentre il premier Conte il vaccino non dovrebbe essere obbligatorio

Vaccino contro il coronavirus obbligatorio oppure no? Per il ministro della Salute Roberto Speranza, interpellato da La Stampa, “la questione è prematura”, poiché “le dosi non arriveranno tutte insieme”.

“Speriamo che le prime arrivino già a fine anno. Quando avremo le dosi disponibili saranno poche e andranno in primis a operatori sanitari e anziani fragili”, ha spiegato Speranza. Per il Comitato tecnico scientifico non servono imposizioni, secondo quanto riportato dal quotidiano torinese.

Nel weekend il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando dal palco di un evento a Ceglie Messapica, aveva affermato di ritenere che il vaccino non debba essere reso obbligatorio. “No, non ritengo debba essere reso obbligatorio ma sicuramente sarà messo a disposizione della popolazione”, aveva detto Conte. A queste affermazioni ha replicato Matteo Renzi, prima in un’intervista al Corriere della Sera e poi nella sua e-news settimanale, ribadendo la propria convinzione sull’obbligatorietà del vaccino. “Se davvero arriveremo al vaccino contro il Covid questo vaccino dovrà essere obbligatorio per tutti. Obbligatorio, non facoltativo. Obbligatorio!”. “Per questo, la nostra deputata Lisa Noja e altri amici hanno lanciato una raccolta di firme affinché più persone possibili facciano pressione sul Governo perché non ci sia nessun passo indietro per strizzare l’occhio ai NoVax. Siamo stati chiusi in casa per mesi e se arriva il vaccino lasciamo libertà di scelta? Non scherziamo!”, aveva aggiunto Renzi.

Intervenendo questa mattina nella trasmissione Agorà, Matteo Salvini ha detto la sua sulla questione: “Io sono sempre per la volontarietà, sono sempre perché la gente possa scegliere. La gente se informata, se educata… gli italiani scelgono e scelgono bene. Quello che mi suona come obbligatorietà suona sempre male”.

Coronavirus, vaccino obbligatorio? Per Lopalco parlarne ora è "una perdita di tempo"

Per il momento, secondo l’epidemiologo Lopalco, discutere adesso sull’obbligo del vaccino equivale a una “perdita di tempo”. "Avviare ora una discussione sull'obbligo, non è solo prematuro: è una totale perdita di tempo. Ma si sa, l'Italia è il Paese del tifo (intendo quello sportivo). Se non si formano le tifoserie, non si è contenti. Ecco, io abolirei l'obbligo di tifare”, ha scritto Lopalco su Facebook.

"Se e quando arriverà un vaccino anti-Covid19 disponibile per una vaccinazione di massa - ha aggiunto l’epidemilogo dell’università di Pisa - dovremo vedere come funziona, se sarà efficace contro l'infezione o solo nel limitare i danni della malattia. Quanto durerà l'efficacia, quale sarà il suo livello di tollerabilità e in quante dosi dovrà essere somministrato. Insomma, si dovrà decidere su tanti aspetti, non tutti semplici. Se sarà accettato o meno, se la gente farà o meno la fila per ricevere il vaccino, dipenderà in larga parte proprio dalle caratteristiche del vaccino”.

Galli: "Obbligatorietà può essere strumento per raggiungere l'immunità di gregge"

"L'obbligatorietà è uno strumento per raggiungere l'immunità di gregge, quindi si deve definire in primo luogo quante persone devono essere vaccinate in una popolazione perché tutta la popolazione sia protetta e poi si deve perseguire questo obiettivo e per perseguirlo può essere necessario imporre un'obbligatorietà alla vaccinazione", è il parere di Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, che intervenendo a 'Timeline' su Sky Tg24 ha però puntualizzato: "Parlare oggi di obbligatorietà del vaccino non ha senso compiuto perché il vaccino non c'è e quando ne avremo un certo numero di dosi le avremo probabilmente all'inizio contingentate per determinati gruppi di popolazione".

Il virus, ha aggiunto Galli, "è molto peggio di qualsiasi rischio possa essere dato da una vaccinazione, sempre che il vaccino venga completato nel suo sviluppo con tutti i crismi di sicurezza". Quanto agli annunci che si susseguono in questi giorni, "le dichiarazioni, non solo quelle russe probabilmente, hanno un significato abbastanza lontano dall'aspetto scientifico e hanno anche il pericolo di indurre magari qualche Governo a cullarsi, o farlo intendere alla popolazione, sul fatto che tanto arriverà il vaccino e si può non applicare in maniera seria e rigorosa le norme di contenimento. Al di là delle dichiarazioni non sappiamo se il vaccino arriverà, quando arriverà e quanto potrà essere distribuito".

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