Coronavirus, perché in Veneto c'è stata un'impennata di casi positivi

L'aumento dei contagi dipende principalmente dal focolaio scoppiato in un centro di accoglienza di Treviso. Ma Zaia è preoccupato anche dai "casi di ritorno"

Foto di repertorio

Impennata dei casi di coronavirus in Veneto: sono 164 i tamponi positivi registrati nelle ultime 24 ore stando al bollettino diffuso questa mattina dalle autorità sanitarie, la maggior parte dei quali, ben 131, in provincia di Treviso. Salgono a 1215 le persone attualmente positive stando al bollettino di Azienda Zero. Nelle ultime ore sarebbero però emersi altri casi che portebbero il totale dei nuovi positivi a 183. 

La nota positiva è che la situazione negli ospedali non è in peggioramento:  9 persone sono ricoverate nelle terapie intensive, di cui 6 positivi, mentre scende di dieci unità il numero degli ospedalizzati. 

bollettino veneto oggi 7 agosto 2020-2

Il focolaio nel centro di accoglienza di Treviso

Ad incidere sull’aumento dei casi Covid è il focolaio scoppiato la settimana scorsa all'interno dell'ex caserma Serena di Treviso. Il terzo round di tamponi effettuati su migranti e operatori del centro di accoglienza si è conclusa ieri sera. Complessivamente sono state sottoposte a test 309 persone, delle quali 284 migranti e 25 operatori. Sono risultati positivi in 244 (tra cui 11 operatori) mentre i negativi sono 47 (18  tamponi sono da riprocessare). Si tratta di 100 migranti in più risultati positivi nel giro di una sola settimana di quarantena. Il 31 luglio erano 133 i richiedenti asilo positivi ai tamponi, oggi 233.

Il sindaco di Treviso: "Numeri che parlano da soli, gravi responsabilità del governo"

Due positività sono emerse tra i contatti in ambito lavorativo dei migranti dell’ex Serena.  Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha commentato la notizia con queste parole: "Penso che questi numeri parlino da soli. Preso atto che gli ospiti sono tutti insieme è necessario che, per la salute di tutti, da lì non esca nessuno fino a quando saranno tutti negativi. Anche all'interno della struttura devono essere rispettate le norme che i cittadini trevigiani osservano pedissequamente ogni giorno. Qui ci sono gravi responsabilità e altrettanto gravi silenzi del Governo. Oltre, ovviamente, ai danni incalcolabili per il territorio dei quali qualcuno dovrà rendere conto. Faremo di tutto per tutelare la salute della nostra comunità".

Tra gli altri casi registrati oggi in Veneto, 8 sono stati diagnosticati in provincia di Venezia, 4 a Verona, 3 a Vicenza, 1 a Rovigo e 2 domiciliati fuori Regione. 

I casi di ritorno

Ieri un mini focolaio di coronavirus "di importazione" si era invece registrato a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza: i contagiati sono cinque ragazzi che si sono recati in ferie in Croazia. Al ritorno dalle vacanze il 2 agosto scorso, uno di loro, un 19enne che aveva manifestato i primi sintomi già durante la vacanza, è stato sottoposto a tampone ed è risultato positivo. A seguire, in momenti differenti, anche gli altri quattro si sono sottoposti al test scoprendo di aver contratto il coronavirus. Una volta avuti i risultati dei tamponi il dipartimento di prevenzione dell'Ulss 7 ha immediatamente fatto scattare la procedura prevista mettendo in quarantena le famiglie dei giovani.

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Zaia: "Le vacanze sono un elemento di rischio"

Il governatore Luca Zaia ha lanciato un appello ai veneti esortando chi "decide di andare" in vacanza a "fare molta attenzione" "Ho sentito oggi i direttori generali delle Aziende sanitarie e abbiamo una certezza: che il virus entra da fuori, o perché qualcuno ce lo porta o perché ce lo andiamo a prendere", ha spiegato il presidente in conferenza stampa. "Abbiamo monitorato i grandi bus: abbiamo casi 'di ritorno' da Spagna, Perù, Malta, Croazia, otto ragazzi dall'isola di Pag e Corfù". Quindi, ha concluso Zaia, "io sono per le libertà e non voglio fare campagna contro i competitor che hanno anche loro il diritto di lavorare. Ma diciamo che le vacanze sono un elemento di rischio e lo dimostrano i pazienti sintomatici che riscontriamo da circa due settimane".
 

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