Giovedì, 16 Settembre 2021
Il lockdown è finito

Cosa riapre in Italia dal 26 aprile e le regioni che vedono la zona gialla

Sì ai ristoranti e alle attività sportive, ma resta il coprifuoco. Tornano in classe gli studenti di medie e superiori. Il piano del governo prevede anche la riapertura delle piscine (ma solo all'esterno) e degli stabilimenti balneari dal 15 maggio. Il premier Draghi lo ha definito un "rischio ragionato"

Foto di repertorio. ANSA/FABIO FRUSTACI

L'Italia riapre dal 26 aprile. Sarà un percorso "graduale" quello delineato dal presidente del consiglio Mario Draghi in conferenza stampa che ha parlato di un "rischio ragionato" che si fonda, oltre che sui dati epidemiologici in miglioramento,"sull'idea che i comportamenti alla base dei protocolli di riapertura siano rispettati". Il piano prevede il ritorno delle zone gialle che però saranno diverse da come le abbiamo conosciute: ci sarà la possibilità di svolgere le attività sportive e di ristorazione, anche di sera, ma solo all'aperto. E torneranno sui banchi anche gli studenti: dalle medie alle superiori le lezioni saranno in presenza su tutto il territorio nazionale, fatta eccezione per le zone rosse. È questo in sostanza quanto si è deciso nel corso di un lungo e acceso confronto tra i ministri a Palazzo Chigi. Per quanto riguarda bar e ristoranti solo dal 1° giugno potranno aprire ai clienti anche con i tavoli al chiuso. 

La 'road map' finale è stata il frutto di una mediazione del premier Mario Draghi. Al fronte più 'aperturista' trainato dal leghista Giancarlo Giorgetti e Maria Stella Gelmini per Fi, con il sostegno di Elena Bonetti per Iv, si è contrapposto un fronte più 'prudente' guidato dal ministro della Salute Roberto Speranza, con Dario Franceschini per il Pd e Stefano Patuanelli per il Movimento 5 stelle. Gli 'aperturisti' si sarebbero battuti per il ritorno delle zone gialle "pure" dal 26 aprile, mentre gli altri ministri erano per un approccio un po' più graduale, ripartendo da maggio. Nel corso della cabina di regia ci sarebbero stati momenti di tensione di fronte alle richieste del partito di Matteo Salvini che ha posto sul tavolo la questione in termini netti chiedendo una svolta molto più audace. 

Cosa riapre in Italia dal 26 aprile

La "zona gialla rafforzata" dal 26 aprile sarebbe stata dunque il frutto di un compromesso tra le due parti. In sostanza il piano prevede:

  • Il ritorno delle zone gialle dal 26 aprile;
  • La riapertura dei ristoranti, anche di sera, ma solo all’aperto dal 26 aprile;
  • Sempre dal 26 aprile la riapertura di teatri, cinema e spettacoli anche in questo caso solo se in spazi esterni. Al chiuso dovrebbero invece essere consentiti ma con limiti di capienza;
  • Dal 26 aprile via libera alle lezioni in presenza per gli alunni delle scuole medie e superiori in zona gialla e arancione. Nelle zone rosse ci saranno modalità per suddividere tra didattica in presenza e didattica a distanza;
  • Ci sarà l'ok agli spostamenti tra le regioni in zona gialla e con un  'pass' anche tra le regioni di colore diverso (non è stata però indicata una data precisa); 
  • Il coprifuoco dalle 5 alle 22 resterà in vigore anche dopo il 26 aprile;

La roadmap dovrebbe inoltre contemplare:

  • Dal 15 maggio la riapertura delle piscine all’aperto e degli stabilimenti balneari;
  • Dal 1° giugno la riapertura di alcune "attività connesse alle palestre";
  • Dal 1° giugno riapriranno anche i ristoranti con tavoli al chiuso, ma solo a pranzo;
  • Dal 1° di luglio ci sarà una prima ripresa dell’attività fieristica;
  • 1° luglio: apertura di stabilimenti termali e parchi tematici;

"Dal 26 aprile tornano le zone gialle": cosa ha detto Speranza in conferenza stampa

"Oggi possiamo disegnare con cautela un percorso graduale che dia un segnale di ripresa al paese, già dal 26 aprile" ha detto in conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza illustrando il piano sulle riaperture. "Un messaggio di fiducia" da vivere però "con la massima cautela e attenzione" perché con le aperture "è ancora piu' importante ricordare le norme fondamentali di prudenza". La "prima data chiave" ha detto in conferenza stampa il ministro, è "quella del 26 aprile con il ripristino delle zone gialle", ma "con una differenza importante che riguarda la necessità di investire sul fronte degli spazi aperti".

Quello che ha in mente l'esecutivo è un percorso con delle tappe ben precise. "C'è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo passo" ha argomentato Speranza. Qualche esempio: "L'idea che abbiamo è che dal 15 di maggio possano riaprire le piscine all'aperto, che dal primo di giugno si possano attivare alcune attività connesse alle palestre. Ancora, dal primo di luglio possiamo immaginare attività di natura fieristica. Ci sono fiere particolarmente importanti che ospitiamo nel nostro Paese e già alcune si svolgeranno nel mese di luglio, c'è stata una riunione nei giorni scorsi con i ministri Di Maio, Giorgetti e Garavaglia. C'è un percorso che mettiamo in campo e che ci permette di gestire una fase di transizione. Non sarebbe corretto indicare un giorno in cui scompare ogni misura nel nostro Paese".

L'Italia riapre, ma "il sistema a colori resta"

Un piano, quello presentato oggi dall'esecutivo, che sancisce un cambio di passo nella strategia di contenimento della pandemia. "Ci sono stati due fattori fondamentali che ci hanno consentito di vedere una piegatura la curva epidemiologica" ha spiegato il ministro della Salute. "Le misure che hanno prodotto dei risultati e i vaccini. Abbiamo un indice Rt a 0.85 e per la previsione per prossima settimana è sotto 0.8. L'incidenza è a 182 casi su 100mila abitanti e la stragrande maggioranza delle Regioni va verso miglioramenti epidemiologici. Siamo in condizioni di dare un segnale di ripresa al Paese". 

"Noi stiamo allargando a un'ipotesi di zona gialla - ha evidenziato Speranza -, quindi c'è una profonda differenza con l'impianto di prima e diamo un segnale che va nella direzione giusta", ma comunque, "resta vigente il modello per zone e fasce" il sistema dei colori, "un modello prudenziale che sarà capace di leggere eventuali situazioni che dovessero verificarsi nei territori".

draghi speranza riaperture 26 aprile 2021 ansa-2

Il coprifuoco non verrà cancellato

Anche il coprifuoco resterà in vigore: "Per questa fase, la scelta del governo è di conservare la limitazione oraria del cosiddetto coprifuoco ancora esattamente come è oggi vigente" ha puntualizzato il ministro della Salute rispondendo alle domande dei giornalisti. "Il governo poi valuterà settimana dopo settimana l'evoluzione della curva epidemiologica e adeguerà eventualmente anche ulteriori misure. C'è un percorso di gradualità - ha ribadito - non c'è un momento x in cui tutto cambia". Non è ancora chiaro come il coprifuoco si potrà conciliare con la probabile riapertura dei ristoranti di sera. 

Draghi: "Se seguiamo le regole, il rischio ragionato diventa un'opportunità"

Il presidente del consiglio ha definito il piano un rischio "ragionato" ma basato comunque sulle "evidenze scientifiche". "L'aver privilegiato l'attività all'aperto è fondata su dati scientifici" ha detto il premier. Che poi ha invitato gli italiani a rispettare le regole. "I provvedimenti che governano il comportamento nelle attività riaperte devono essere osservati scrupolosamente. In questo modo, il rischio ragionato diventa un'opportunità. Penso che si possa guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia", le parole di Draghi, che ha messo l'accento sugli "spostamenti consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colore diverso". Quindi, ha fatto l'elenco delle attività coinvolte dalle riaperture progressive: "Scuola, ristorazione, musei, teatri, cinema, spettacoli, eventi sportivi, piscine, palestre, attività sportive, fiere, congressi, stabilimenti termali, parchi tematici".

Le regioni che potrebbero passare in zona gialla dal 26 aprile

Ma quali sono i governatori che possono già iniziare a programmare le riaperture? In questo momento ci sono diverse regioni che dati alla mano avrebbero numeri da zona gialla. Si tratta di Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento. In una settimana può succedere ancora di tutto, ma alla luce dei numeri di oggi dal 26 aprile la cartina dell’Italia potrebbe essere molto più gialla che rossa e arancione. In queste ultime due fasce di rischio le regole dovrebbero restare quelle attualmente in vigore fatta eccezione per il ritorno alle lezioni in presenza. 

Le riaperture in Italia dal 26 aprile 2021: il video integrale della conferenza stampa

(Foto in alto: Roberto Monaldo/Lapresse/Pool/Ansa)

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