Giovedì, 6 Maggio 2021
Palermo

Dati falsi sulla pandemia, arresti in Sicilia: scoppia lo scandalo

Arresti all'Assessorato della Salute. Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) nel flusso diretto all'Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus: "Un disegno politico scellerato". Musumeci estraneo. Terremoto politico nell'Isola

Scandalo a Palermo. Le accuse sono pesanti. Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) nel flusso diretto all'Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del coronavirus sul territorio regionale.

Dati falsi sul Covid nel flusso inviato all'Iss? 

Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell'Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Ai domiciliari da oggi alcuni dirigenti e funzionari.

Tra gli indagati anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza. Gli è stato notificato un avviso di garanzia per falso materiale e ideologico ed è scattato il sequestro dei suoi cellulari. L'inchiesta della procura di Trapani, riferisce una nota, ha portato alla luce il suo "parziale coinvolgimento" nel sistema di falsificazione dei dati "sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave" nei suoi confronti.

Disposti i domiciliari per il dirigente del Dipartimento regionale attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, per un dipendente dell’assessorato regionale all’Industria, per un dipendente di una ditta che collabora con la struttura per il flusso dei dati. Risultano indagati anche il vicecapo di gabinetto dell’assessore Razza e il direttore del Servizio 4 del Dasoe.

I reati contestati sono quindi falso materiale ed ideologico in concorso. Dati allarmanti sarebbero stati davvero nascosti? E' l'ipotesi accusatoria. In particolare alcuni degli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni nei mesi scorsi, il flusso dei dati, alterando così di fatto la base dati su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del contagio, come ad esempio la zona rossa.

"Un disegno politico scellerato, estraneo il presidente della Regione Musumeci"

L'inchiesta è nata nel 2020 quando gli investigatori durante alcuni controlli hanno scoperto un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani, che avrebbe rilasciato centinaia di tamponi errati: negativi invece che positivi. Hanno quindi voluto vederci chiaro, e le intercettazioni hanno portato alla luce molti elementi importanti per le indagini.

Secondo quanto scritto dal gip di Trapani Caterina Brignone, che ha trasmesso gli atti a Palermo, sarebbe stato "un disegno politico scellerato a cui sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che anzi - scrive il gip - pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".

"Ho letto le agenzie pochi minuti fa. Inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Le zone rosse in Sicilia le abbiamo anticipate e non nascoste. Sono convinto che la verità emergerà prestissimo", afferma il governatore Musumeci su La7, rispondendo a una domanda sull'inchiesta della procura di Trapani. "Bisogna avere rispetto della magistratura, così come ho fiducia nell'assessore Razza che, se dovesse risultare responsabile, naturalmente agirebbe da solo di conseguenza". Secondo Musumeci il lavoro fatto dalla Regione Sicilia "è stato improntato alla massima trasparenza“.

Le intercettazioni dell'inchiesta sui dati Covid "falsificati" in Sicilia

PalermoToday riporta alcune delle intercettazioni che riguardano anche Razza. "Ma sono veri?". "Sì, solo che sono di 3 giorni fa". "E spalmiamoli un poco…". E' solo una delle numerose intercettazioni registrate dagli inquirenti tra l'assessore alla Salute della Sicilia Ruggero Razza e la sua dirigente Maria Letizia Di Liberti. La dirigente Di Liberti dice a Razza: "Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i sei sono veri e pure gli altri cinque sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa cinque! E questi sei al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri cinque del giorno prima, in pratica. Va bene? Ok". "Ok". "Ciao, ci metto questi io".

In un'altra conversazione, invece, parlano senza sapere di essere intercettati la dirigente Di Liberti e il commissario per l'emergenza Covid Renato Costa. "Ho parlato con Ruggero. Gli ho mandato i dati. E Ruggero dice che sono troppi, c'è il problema della domenica e di non darli tutti!". "Va bene". "Di spostarli a domani un poco.. ma te lo devo dire però, perché altrimenti…". "Va bene gioia mia, certo!".

La dirigente fa riferimento al numero di nuovi positivi emersi quel giorno, ma dice a Costa di avere parlato con l'assessore alla Sanità Ruggero Razza, che indagato, che le avrebbe detto di spalmare i nuovi positivi in diversi giorni. "Quindi li abbasso a 285!", dice la dirigente. E Costa replica: "285, va bene!". "E domaniiii… o 295… comunque là siamo… e domani…". "Va bene..". "Li aggiungiamo, li spostiamo a domani".

La dirigente dice poi, in un'altra telefonata, a un interlocutore dell'ufficio di gabinetto dell'assessore Razza: "Eh… abbiamo fatto una modifica perché me lo ha chiesto Ruggero". "Eh! Mi dici qual è il… me lo mandi quello giusto?". "Eh! Perché mi ha chiesto Ruggero di fare una modifica… eh… meno venti su Palermo…". Quel 'meno venti su Palermo' fa riferimento al numero di contagi di quel giorno. Secondo la Procura i dati sarebbero stati alterati per evitare la zona rossa.

"Quindi sono a Palermo quanti sono?". "Eh anziché 245…". "Palermo 225…". "Ok perfetto… capito?". "Sì". Per il gip "oltre a ciò, considerata la natura e le verosimili finalità degli illeciti commessi, sarebbe difficile se non impossibile ipotizzare un attivarsi del vertice dirigenziale in assenza di avallo dell'organo politico".

"L'assessore si dimetta immediatamente e si valuti il commissariamento della sanità siciliana"

"Le parole dell'assessore regionale alla sanità siciliano sono vergognose. Si accertino immediatamente le responsabilità sulla vicenda dati falsi sui decessi per Covid in Sicilia, che vede indagati l'assessore Razza e la dirigente Liberti. L'assessore si dimetta immediatamente e si valuti il commissariamento della sanità siciliana. La politica, arriva dopo la magistratura, peccato". Lo dichiara il senatore di Leu Francesco Laforgia, in seguito all'indagine della procura di Trapani che ha iscritto nel registro degli indagati l'assessore regionale alla Salute per falso materiale in concorso.

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