Venerdì, 16 Aprile 2021
Bologna

Covid, l'Ausl di Bologna: "Quasi mille ricoverati, un numero impressionante"

Il direttore generale Paolo Bordon: "Quello che spaventa è la velocità di diffusione del virus"

Foto di repertorio

"In questo momento abbiamo molti casi di malattia in corso, circa 8.500 persone che sono seguite a domicilio, ma poco meno di mille sono nei nostri ospedali, che è un numero impressionante, mai visto prima, e quello che ci spaventa è la velocità di diffusione del contagio che è aumentata quasi del 50% rispetto a prima". A dirlo, intervistato dall'emittente locale Etv, è stato il direttore generale dell'Ausl di Bologna, Paolo Bordon. In Emilia Romagna il numero dei casi è in forte aumento: secondo l'ultimo report dell'Iss al 10 febbraio l'indice Rt si attestava all'1.13, mentre la percentuale di pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva ha raggiunto il 34%. 

Bologna come Bergamo durante la prima ondata? Per Bordon il paragone non regge, almeno "per quanto riguarda i decessi: Bergamo è stata tragicamente segnata da una fase molto importante. Noi speriamo di non vedere quella fase. È vero vero che persone molto anziane, in questo momento, sono meno presenti nella nostra rete rispetto alle altre ondate, adesso abbiamo una tipologia di pazienti diversi, più giovani, che probabilmente avranno un decorso leggermente più lungo rispetto a prima, questo ci dicono i nostri clinici". 

A Reggio Emilia contagi quasi triplicati

Anche a Reggio Emilia il virus è tornato a correre. Contagi quasi triplicati dall'ultima settimana di febbraio, ospedali e terapie intensive che rischiano di scoppiare, posti letto riconvertiti d'urgenza e interventi chirurgici programmati temporaneamente sospesi. Sembra lo scenario di un anno fa, ma sono gli effetti della nuova ondata di Covid. Sono quindi "preoccupazione e sconforto" a prevalere oggi tra i professionisti dell'Ausl reggiana, nell'incontro settimanale di aggiornamento sull'evoluzione della pandemia. "Reggio - ha commentato la direttrice generale Cristina Marchesi - non è tra le realta' piu' colpite. Ma come nella prima fase subivamo un po' in ritardo l'onda lunga che arrivava da Piacenza e dalla Lombardia, adesso facciamo da sponda a Modena e Bologna". La pressione, ha detto ancora Marchesi, "si è modificata ed è da ogni parte: sui tamponi, l'ospedale, il territorio e i vaccini e le nostre risorse sono sempre le stesse. Oggi non è certo un buon giorno". 

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