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Lunedì, 24 Gennaio 2022
"Bene la vaccinazione per la fascia 5-11 anni"

L'allarme del Gaslini: "Il Covid corre sempre più veloce tra i bambini"

L'ospedale pediatrico ligure ha fatto il punto sull'incidenza del virus nella popolazione pediatrica sottolineando la necessità di procedere con l'immunizzazione

All’indomani dalla decisione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) di approvare l'estensione dell'uso del vaccino Covid-19 di BioNTech-Pfizer per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova arriva l’allarme: il virus in Liguria corre proprio tra i bambini, gli unici a oggi esclusi dalla campagna vaccinale.

Gli specialisti dell’ospedale pediatrico hanno fatto il punto della situazione epidemiologica nella popolazione pediatrica proprio alla luce della notizia del via libera alla somministrazione del vaccino nella fascia d’età 5-11 (in dose inferiore rispetto agli adulti, 10 microgrammi rispetto a 30), sottolineando come nella seconda e terza ondata di Covid il tasso d’incidenza tra i più piccoli abbia avuto dei picchi, superando progressivamente quella della popolazione generale da quando è stata introdotta la vaccinazione. E nelle ultime due settimane la differenza è emersa con forza: nella fascia di età 5-11 anni l’incidenza di infezione è la più elevata della popolazione, principalmente a causa del combinarsi dell’elevata socializzazione dovuta alla frequenza scolastica alla mancata protezione derivante dal vaccino.

Covid, il tasso d'incidenza tra i bambini supera quello degli adulti 

“I dati mostrano come per fermare la diffusione del virus nella popolazione e mettere le scuole in sicurezza, assicurando la possibilità di uno svolgimento delle attività didattiche in presenza, l’avere a disposizione un vaccino impiegabile anche nella fascia di età 5-11 anni sia assolutamente una buona notizia”,  ha detto Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Istituto G. Gaslini, mentre Elio Castagnola direttore dell’UOC Malattie Infettive del Gaslini, ha chiarito che “secondo l’Ema, nella fascia 5-11 anni i benefici superano di gran lunga i rischi, soprattutto nei bambini con condizioni che aumentano l’esposizione al Covid grave e anche i dati dei primi riscontri dell’impiego del vaccino in questa fascia di età in Usa, Israele e Cina depongono a favore della sua sicurezza ed efficacia. Ma, soprattutto, al di là delle ricadute generali del suo impiego sull’andamento della pandemia, il vaccino rappresenta un fattore di protezione per il bambino dalle complicanze dell’infezione da SARS-CoV-2, che sono sì meno gravi rispetto agli adulti ma che possono comunque esserci e che i grandi numeri di un’infezione diffusa nella popolazione possono far emergere”.

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Fonte Gaslini

MIS-C e long covid, aumentano i casi tra i più piccoli

La preoccupazione infatti riguarda proprio le patologie correlate all’infezione. Da inizio pandemia al Gaslini sono stati ricoverati per Covid 188 bambini tra i 5 e gli 11 anni, 3 dei quali hanno avuto bisogno della terapia intensiva a causa di patologie concomitanti. Prima tra tutte la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C), complicanza che si riscontra con maggiore frequenza (un caso ogni 500 infezioni stando ai dati raccolti dall’ospedale pediatrico genovese). Si tratta di una condizione clinica legata alla forte risposta immunitaria al virus in alcuni soggetti predisposti, che coinvolge diversi organi (cuore e intestino in primis) e che insorge a circa un mese dall’infezione. Anche se la malattia viene curata con successo, la sindrome richiede un trattamento specifico in ospedale per non meno di 2-3 settimane e in alcuni casi terapie immunisoppressive importanti.

schede gaslini

Fonte Gaslini

Al Gaslini sono stati individuati 29 casi di questa sindrome in bambini di età media 4 anni (range 9 mesi-16 anni), con un’incidenza nella popolazione pediatrica generale circa 5-10 volte superiore a quella di altre malattie gravi (tubercolosi e meningite meningococcica, rispettivamente): “Nei soggetti positivi al Covid - ha sottolineato Spiazzi - di circa 200 casi/100.000 pazienti. È verosimile che i casi di MIS-C siano correlati alla frequenza di Covid-19 in età pediatrica e pertanto la vaccinazione, riducendo il numero degli infetti potrebbe essere importante anche per prevenire la comparsa di questa complicanza”.

Alla MIS-C si aggiunge poi il cosiddetto “long-covid”, una condizione ormai nota nell’adulto che comincia a verificarsi anche tra i bambini pur non avendo ancora chiare cause cliniche, che si somma alle ripercussioni psicologiche e psico-fisiche derivanti dai frequenti lockdown: “La possibilità di una vaccinazione per ampie fasce di età in pediatria - ha concluso Castagnola - aiuterà sicuramente anche a ridurre queste complicanze, aiutando la rapida ripresa di una vita normale’ anche per i pazienti pediatrici”.

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