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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Il monitoraggio

Covid, in sette giorni quasi raddoppiati i bambini ricoverati

Chi finisce oggi in terapia intensiva? Secondo i dati degli ospedali sentinella si registra una brusca accelerazione (+25,8%) dei ricoveri che in gran parte riguardano i non vaccinati. Preoccupa l'aumento dei pazienti pediatrici

Il bollettino Covid del 5 gennaio: 189mila nuovi casi e 231 morti

Accelera il tasso di crescita dei ricoveri Covid negli ospedali, un +25% secondo il monitoraggio degli ospedali sentinella della Fiaso Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere. La proporzione tra pazienti vaccinati e no vax rimane stabile: i non vaccinati ricoverati in rianimazione sono il 72% del totale. Hanno tra i 18 e gli 83 anni e la metà godeva di buona salute e non aveva comorbidità.

Chi sono i vaccinati in terapia intensiva

I vaccinati in terapia intensiva sono il 28%: oltre due terzi sono affetti da altre gravi patologie che potrebbero aver determinato una ridotta efficacia del vaccino. Per l'85% dei casi sono persone a cui sono state somministrate due dosi di vaccino da oltre 4 mesi e non hanno ancora ricevuto la terza dose.  

chi va in terapia intensiva-2

"A differenza di un anno fa non siamo in lockdown e questo, abbinato alla contagiosità elevatissima del virus, sta creando una pressione fortissima sia sul percorso sporco che, soprattutto, sul percorso pulito: i cittadini chiedono giustamente di essere curati anche per patologie non Covid e, pur se positivi ma senza sintomatologia, arrivano in ospedale per altre malattie o per altri problemi. Penso a tutte le donne in gravidanza che necessitano di assistenza in ostetricia ma sono positive al Covid", commenta il Direttore generale dell'Ircss San Martino di Genova (ospedale sentinella) Salvatore Giuffrida.

"La riduzione dell'organico - aggiunge - determinata dalla sospensione del personale non vaccinato, sta mettendo sotto stress il sistema che arriva da ormai due anni di forte tensione. Il San Martino di Genova negli ultimi tre mesi del 2021 ha superato la produzione del 2019 grazie al progetto Restart voluto dalla Regione Liguria, ma la continua riduzione del personale e dei posti letto porta a una inevitabile riduzione delle attività sul percorso pulito".

I bambini ricoverati

Nella settimana tra il 28 dicembre e il 3 gennaio sono cresciuti dell'86% i pazienti ricoverati per Covid sotto i 18 anni (rispetto al totale dei pazienti pediatrici dei sette giorni precedenti). Il numero dei bambini ricoverati è quasi raddoppiato passando da 66 a 123 ed è triplicato il numero di piccoli in terapia intensiva: da 2 a 6 in una settimana. Tra i piccoli degenti il 62% ha tra 0 e 4 anni, è quindi in una fascia di età non vaccinabile. "Il raddoppio dei ricoveri pediatrici, in particolare di bambini sotto i 4 anni, deve indurre a una rapida accelerazione della campagna vaccinale: il vaccino degli adulti ad oggi rappresenta l'unica arma che abbiamo a disposizione per proteggere i più piccoli e più fragili che non possono ancora essere vaccinati", sottolinea il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore.

bambini ricoverati-2

"La stagione invernale determina un atteso aumento della circolazione dei virus respiratori e del ricorso all'ospedalizzazione ed è prevedibile che nelle prossime settimane il peso sugli ospedali possa crescere ulteriormente - osserva - quello che stiamo vedendo è che un numero significativo di pazienti che arrivano in ospedale per altre malattie (traumi, tumori, scompensi cardiocircolatori) all'atto del ricovero, che prevede il tampone, vengono trovati portatori dell'infezione da Covid ma senza sintomi di malattia e questo aumenta la pressione nelle aree Covid delle strutture sanitarie".

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Chi dovrà vaccinarsi "per forza" con il nuovo decreto (e sullo smart working arriva la circolare) 

Le regioni a rischio zona arancione e come cambiano le regole

Aumenta l'occupazione dei posti di letto da parte di pazienti Covid nei reparti ordinari di area medica in 12 Regioni italiane, e sono 18 quelle che ormai sono oltre la soglia critica fissata al 15%. Le Regioni/Pa che registrano in 24 ore un aumento della percentuale di occupazione dei reparti di area medica non critica sono: l'Abruzzo con +1% si attesta al 16%, la Calabria con +1% raggiunge il 32%, la Campania +1% (al 19%), l'Emilia Romagna con +1% raggiunge il 18%, il Lazio con +1% (al 20%), la Liguria +1% si attesta al 31%, la Lombardia +1% (al 22%), il Piemonte +1% (al 24%), la Puglia con +1% (al 12%), la Toscana +1% (al 16%), l'Umbria segna un +3% e si attesta al 27% e la Valle d'Aosta registra un incremento del 2% e raggiunge ben il 47%.

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