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Venerdì, 27 Gennaio 2023
La pandemia è davvero finita?

"Covid meno pericoloso dell'influenza ma non ce ne libereremo mai più"

Il presidente dell'Aifa Giorgio Palù consiglia il vaccino solo a fragili e over60 mentre dall'Europa Ema, Oms ed Ecdc frenano l'ottimismo: "Alto rischio che la co-circolazione di Rsv, influenza e Sars-CoV-2 metta sotto pressione i sistemi sanitari"

Il Covid non è più una pandemia e non è nemmeno un'endemia. Almeno secondo il professor Giorgio Palù, virologo e presidente di Aifa. "È un virus che in questa fase mantiene una circolazione diffusa nella popolazione di vaste aree del globo come quello di Dengue e Hiv. Non ce ne libereremo mai. Continuerà ad essere presente con picchi nella stagione invernale assieme agli altri virus respiratori" spiega in una intervista al Corriere della Sera il virologo e presidente di Aifa, che fornisce una sua lettura sul numero dei morti, così come contemplati nel bollettino settimanale: "La sua letalità su stima globale è ora dello 0,045% rispetto all'1-2% di quando ha esordito nel nostro Paese. Quindi meno letale dell'influenza che questa settimana, assieme ad altre infezioni respiratorie, ha un'incidenza 5 volte superiore al Covid-19, colpisce 16 adulti e 56-60 bambini sotto i 5 anni ogni mille abitanti. Su 100 casi, circa la metà sono dovuti al ceppo influenzale di tipo A, il 10% a Sars-Cov 2 e il 30-40% ad altri virus stagionali".

Pur ribadendo l'importanza della vaccinazione ("gli over 60 e i fragili devono fare la quarta dose, gli immunodepressi anche la quinta"), Palù chiarisce perché il Covid degli inizi è ormai un vecchio ricordo: "Sono cambiati virus e ospiti, noi cioè, per larga parte immunizzati naturalmente o grazie ai vaccini. Nella prima fase l'interesse della collettività doveva prevalere su quello individuale ed è stato giusto mettere l'obbligo di vaccinazione per certe categorie. Oggi bisogna commisurare i diritti individuali con quelli della collettività. Nessuna nuova variante è all'orizzonte e Omicron è stabilmente duratura da oltre un anno".

Se il presidente dell'agenzia del farmaco italiana decanta ottimismo tuttavia dall'agenzia europea viene rivolto un appello alla calma. "Anche se in questo momento i tassi di casi Covid sono generalmente stabili in Europa, la situazione può cambiare molto rapidamente a causa delle sottovarianti emergenti", come la famiglia discendente di Omicron 5 in ascesa in Ue, BQ.1 e BQ.1.1, battezzata 'Cerberus' sui social" è il monito di Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce sanitarie e i vaccini dell'Agenzia europea del farmaco Ema, che durante il periodico briefing per la stampa ha sottolineato il rischio di variabilità del quadro Covid in Ue. "La situazione può cambiare molto rapidamente come stiamo già vedendo ad esempio negli Stati Uniti in questo momento", ha spiegato.

Il Sars-Cov-2 resta un'allerta sanitaria quindi anche per la pressione cui sono sottoposti ospedali e medici per via delle altre patologie "invernali".

"Mentre il Covid resta sempre una minaccia anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), e l'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa hanno affermato che l'epidemia stagionale di influenza ha preso il via precocemente e il virus respiratorio sinciziale Rsv è in crescita da ottobre" spiega Cavaleri.

"C'è un alto rischio che la co-circolazione di Rsv, influenza e Sars-CoV-2 metta sotto pressione i sistemi sanitari europei nelle prossime settimane e questo è già stato segnalato in diversi Paesi europei".

"È estremamente importante che le popolazioni vulnerabili - anziani, donne incinte, pazienti immunocompromessi - vengano rivaccinati contro l'influenza e contro Covid-19" chiosa Cavaleri. "La valutazione rapida del rischio effettuata dall'Ecdc - ha spiegato Cavaleri - mostra che quest'anno c'è più attività dell'Rsv ed è iniziata prima che nelle stagioni pre-Covid. Sebbene questo sia un comune virus respiratorio che di solito causa lievi sintomi simili al raffreddore, può essere grave soprattutto per i neonati, i bambini piccoli e gli anziani".

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