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Domenica, 14 Aprile 2024
Cosa cambia

Medici no vax reintegrati e stop al bollettino covid quotidiano: la "svolta" del governo Meloni

I provvedimenti sono stati annunciati dal neo ministro della Salute Orazio Schillaci. Nella gestione della pandemia, il governo di destra segue una strada diversa rispetto all'esecutivo precedente, come spiegato da Meloni nel suo discorso programmatico alla Camera

Bollettino covid settimanale e personale sanitario no vax da reintegrare. Cambia tutto, o quasi, nella gestione della pandemia. A sei mesi dalla sospensione dello stato d'emergenza e in considerazione dell'andamento del contagio da Covid-19, il ministro della Salute Orazio Schillaci "ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti". Lo comunica l'ufficio stampa del ministero della Salute.

Pertanto, informa il ministero, "anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell'epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all'adozione dei provvedimenti del caso".

Non è l'unica novità. Per quanto riguarda invece il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all'obbligo vaccinale e l'annullamento delle multe previste dal decreto legge 44/21, il ministero informa che "in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali, è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione".

Dal primo novembre decadrà automaticamente l'obbligo di mascherine in ospedali e Rsa, ambulatori e centri diagnostici e, a quanto si sa, non sarà rinnovato. L'obbligo vaccinale in vigore per i sanitari, invece, scadrà il 31 dicembre e il nuovo esecutivo non ha intenzione di riproporlo. Di più: Schillaci, come detto, ha annunciato il reintegro del personale sanitario sospeso perché non vaccinato. E ancora: dovrebbe essere introdotta una norma per rinviare o cancellare le multe ai non vaccinati over 50 che non hanno proceduto all'immunizzazione entro il 15 giugno. "Oggi la malattia è completamente diversa - ha detto il neo ministro Schillaci - e quindi stiamo facendo in modo che ci possa essere un ritorno a una maggiore liberalizzazione".

Come cambiano le regole covid con il governo Meloni

D'altronde, tra i punti del discorso programmatico di governo presentato da Giorgia Meloni alla Camera nei giorni scorsi, c'è proprio quello della gestione della pandemia. Secondo la premier, il modello adottato dal precedente esecutivo non dovrà essere replicato in caso di nuove ondate. "L'Italia - ha detto Meloni - ha adottato le misure più restrittive dell'intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa decisamente non ha funzionato e, dunque, voglio dire fin d'ora che non replicheremo in nessun caso quel modello".

In caso di una nuova ondata di Covid-19, le regole saranno dunque diverse rispetto agli anni scorsi. Giorgia Meloni, dopo aver ringraziato i sanitari e i lavoratori dei servizi essenziali per il loro ruolo nella lotta al covid, ha detto nel suo discorso in Parlamento: "L'informazione corretta, la prevenzione e la responsabilizzazione sono più efficaci della coercizione, in tutti gli ambiti". La nuova premier ha poi aggiunto: "L'ascolto dei medici sul campo è più prezioso delle linee guida scritte da qualche burocrate, quando si ha a che fare con pazienti in carne ed ossa. E se si chiede responsabilità ai cittadini, i primi a dimostrarla devono essere coloro che la chiedono".

Nessun riferimento da parte di Meloni, invece, al proseguimento della campagna vaccinale. Nel suo discorso, inoltre, ha indicato la necessità di "fare chiarezza" sulla gestione della pandemia: dietro queste parole ci sarebbe l'intenzione di dar vita a una commissione di inchiesta. Le ipotesi rilanciate dalla nuova premier non sono piaciute all'ex ministro della Salute Roberto Speranza, che ha gestito le fasi più complesse della pandemia: "Il modello italiano ha messo sempre al centro la tutela del diritto alla salute e la centralità dell'evidenza scientifica", ha rivendicato Speranza nella replica al discorso di Meloni. "Spiace che Meloni non sia uscita ancora dalla campagna elettorale - ha attaccato Speranza -. Neanche una parola sui vaccini che sono stati il fattore fondamentale per chiudere la fase più dura. Ha forse ancora paura di scontentare i no vax che l'hanno votata?".

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