Martedì, 26 Ottobre 2021

Viaggio nel Covid hotel: ''I pazienti cercano sempre la relazione umana''

Come si vive nel Western City Hotel, una delle strutture alberghiere, gestite dall'Ausl di Bologna, riconvertite per ospitare pazienti affetti da coronavirus

Con l'aumentare dei contagi da coronavirus e gli ospedali in difficoltà, in molte città sono comparsi (e in alcuni casi ri-comparsi) i covid hotel, alberghi riconvertiti per ospitare i pazienti positivi. Ma cosa succede in queste strutture? Antonella Scarcella di BolognaToday è entrata nel Best Western City Hotel in Bolognina, che era già stato utilizzato come Covid hotel durante la prima parte dell'emergenza, tra aprile e agosto.

Due mesi di tregua e poi, con la seconda ondata, in pochissimo tempo è stato tutto riallestito e da domenica 15 novembre le porte del 4 stelle di via Magenta sono riaperte. I posti disponibili sono 70 e al momento ci sono 30 ospiti, si tratta di pazienti positivi al coronavirus con sintomi lievi.

Come spiega Domenico Oliva, responsabile assistenziale, si tratta di paucisitomatici, ovvero persone con sintomi lievi, pazienti dimessi dall'ospedale che hanno bisogno di cure e sono giornalmente monitorati da medici e infermieri.

"Inoltre, con il dipartimento di salute mentale – afferma Oliva – abbiamo concordato anche un servizio di psicologia perché abbiamo notato che gli ospiti cercano continuamente la relazione umana".

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