Martedì, 26 Ottobre 2021
Scenari

Covid: come sarà l'inverno 2021-2022 in Italia

Pregliasco: "Siamo ancora in una fase intermedia. Sulle cure alcuni colleghi lanciano messaggi sbagliati. Immagino che non sarà necessario rivaccinarci tutti". Cartabellotta: " Tutti i numeri sono in discesa"

Su una possibile recrudescenza del virus in inverno, "non dobbiamo preoccuparci, ma pre-occuparci, cioè organizzarci - spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, su Cusano Italia Tv -  Questa pandemia va vista come le onde di un sasso in uno stagno, le prime onde più pesanti, poi vanno a ridursi, però siamo ancora in una fase intermedia. Nel prossimo futuro abbiamo il problema dell'inverno che incombe, sappiamo cosa vuol dire avere sbalzi termici, stare di più chiusi in casa. Inoltre quest'anno tornerà anche l'influenza che l'anno scorso, grazie alle misure stringenti, non si è vista. C'è la necessità di essere pronti, organizzarsi dal punto di vista dei protocolli e non abbassare la guardia perché ancora oggi ogni contatto interpersonale rappresenta un potenziale rischio d'infezione anche se grazie ai vaccini c'è una protezione in termini di malattia grave e questo ci deve far stare più sereni, ma non troppo. Dobbiamo ancora cercare di convincere a vaccinarsi le persone dubbiose - continua - che non si fidano di una vaccinazione che invece è l'elemento che farà la differenza. Lo vediamo già adesso che c'è una pandemia di vaccinati e una di non vaccinati. Scavallato questo inverno, allora potremo fare una valutazione rispetto a sempre maggiori libertà". Così

Terza dose non per tutti

Sulla terza dose, ha spiegato, "credo che bisognerà scavallare l'inverno per capire cosa fare in termini generali sull'esigenza di rivaccinazione. Immagino che non sarà necessario rivaccinarci tutti, ma farlo con una programmazione e una strategia vaccinale simile a quella dell'influenza, quindi con esigenze di richiamo annuale per le persone più fragili e per quelle più esposte. Non c'è un azzeramento della protezione vaccinale dopo 6 mesi, c'è una riduzione percentuale che però dà una residua capacità di risposta. Bisogna anche rassicurare le persone che si fanno il test sierologico per valutare gli anticorpi: questo valore deve essere considerato solo indicativo perché non c'è solo la concentrazione di anti-spike, ma anche la risposta cellulare e in anticorpi neutralizzanti che non viene normalmente misurata nei test disponibili, li facciamo solo su campioni di soggetti e vediamo che anche con valori bassi di copertura di anticorpi c'è comunque una capacità di risposta. Vedremo dunque se sarà necessaria la terza dose per tutti, magari con un vaccino aggiornato nel caso dovesse inserirsi un'altra variante. Le nuove tecnologie a mrna ne permettono facilmente l'aggiornamento".

Maggiore rischio di contrarre il covid in forma grave per i fumatori?

Sui farmaci anti covid, Pregliasco ha spiegato che "ci sono diversi farmaci che stanno dando ottimi risultati. Credo che oltre al vaccino ci sarà la possibilità di dare un'altra batosta al virus e conviverci sempre meglio, anche sviluppando delle terapie realmente efficaci. Purtroppo alcuni colleghi lanciano il messaggio sbagliato della presenza di cure, oggi le cure sono l'attenzione, il monitoraggio e l'utilizzo di farmaci come il cortisone, l'eparina e l'ossigeno, ma da gestire non con la penna pesante come alcuni colleghi fanno sin dai primi momenti, bensì in un monitoraggio che sta permettendo di migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti".

C'è un maggiore rischio di contrarre il covid in forma grave per i fumatori? Per Pregliasco "si stanno cercando dei fattori di rischio per profilare meglio i pazienti. Non si può dire da un singolo studio che questo sia vero, però ci può stare perché il fumo crea un continuo effetto irritativo a livello delle vie respiratorie e questo facilita l'infezione", concude il professore.

Cartabellotta: "Non possiamo che essere ottimisti"

Sulla situazione Covid in Italia "in questo momento tutti i numeri sono in discesa. Nonostante la variante Delta sia diventata prevalente grazie alla campagna vaccinale l'abbiamo domata e ridotta ad un'ondina che è già in fase discendente. Non possiamo che essere ottimisti guardando al prossimo futuro. In Russia ci sono circa 25mila nuovi casi e 800 morti al giorno, con una copertura vaccinale al 30%. Questo dimostra che noi stiamo uscendo progressivamente dalla pandemia grazie all'ampia copertura vaccinale. Ovvio che noi ancora dobbiamo arrivare nella stagione invernale, però è giusto anche guardare con ottimismo al futuro e dire che siamo sulla buona strada". Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, su Radio Cusano Campus.

Sulla copertura vaccinale, Cartabellotta ha spiegato che "oggi siamo al 79% di copertura della popolazione vaccinabile. Quando noi discutiamo di immunità di gregge ci riferiamo a tutta la popolazione, ma ad oggi la fascia 0-11 non è vaccinabile. L'obiettivo è vaccinare più persone possibili. La prima incognita è il numero elevato degli over 50 che non hanno fatto neanche una dose, si tratta di circa 3 milioni, ma non sappiamo quanti di questi abbiano ricevuto esenzioni alla vaccinazione. L'altra incognita è che l'impatto dell`estensione del Green pass sulla vaccinazione è stato modesto. Vedremo cosa accadrà dopo il 15 ottobre. Altra cosa su cui dobbiamo riflettere è vedere cosa succede sulla durata della copertura vaccinale, in altri Paesi dopo 6-7 mesi la protezione sulla malattia grave per le persone fragili comincia a scendere, per questo stiamo iniziando con la somministrazione delle terze dosi", ha concluso il presidente della Fondazione Gimbe.

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