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Giovedì, 9 Dicembre 2021
La quarta ondata

Tra 14 giorni cinque regioni travolte dalla quarta ondata: "250 casi ogni 100.000 abitanti"

L'allerta degli epidemiologi: "Metà della popolazione vaccinata prima del mese di giugno 2021 nuovamente suscettibile all’infezione, priorità a individuare e prevenire le infezioni tra i soggetti di età inferiore a 12 anni, mascherine anche all'aperto". Il virologo Menichetti: "A Natale saturi i reparti di terapia intensiva"

Siamo in presenza di una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che potrebbe portare tra due settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra 150 casi per 100.000. Queste sono le allarmanti stime dell'Associazione Italiana di Epidemiologia diffuse insieme a un position paper del Gruppo di Lavoro MADE che contiene cinque raccomandazioni per la gestione dell'attuale fase pandemica. 

  • Avviare la chiamata attiva per tutte le persone non ancora vaccinate, coinvolgendo le strutture del SSN e i Medici di Medicina Generale, per incrementare il più possibile, in tempi rapidi, la copertura vaccinale
  • Accelerare la somministrazione della dose di richiamo per le persone che hanno ricevuto la seconda dose da più di sei mesi, con priorità per i soggetti a maggior rischio
  • Proteggere dal rischio di infezione i bambini e gli adolescenti, aumentando il livello di attenzione sulle misure di prevenzione nelle scuole e nei luoghi frequentati dai minori
  • Potenziare i Dipartimenti di Prevenzione per le attività di identificazione dei casi sospetti, isolamento dei casi positivi e contact tracing, in particolare in ambito scolastico e comunitario
  • Mantenere le regole generali di prevenzione: distanziamento fisico, ventilazione frequente degli ambienti chiusi, mascherina al chiuso e all’aperto in caso di aggregazioni di più persone 

L'importanza del vaccino

In base all'incidenza e ai dati osservati nel mese di ottobre, se avessimo raggiunto 367 soggetti, tra le 235.000 persone con più di 80 anni ancora non vaccinate, avremmo evitato un contagio; con 783 somministrazioni avremmo evitato un ricovero e, con 1.365 vaccinazioni tra gli over 80 non vaccinati, avremmo evitato un decesso.

"Con l'aumento prevedibile dell'incidenza nelle prossime settimane, il guadagno in numeri assoluti di eventi evitati con la vaccinazione risulterà ancora maggiore" spiegano gli esperti di epidemiologia che chiedono alle autorità di accelerare le vaccinazioni. 

"Lo stesso calcolo può essere fatto con riferimento alla dose booster, ipotizzando che abbia la stessa efficacia iniziale del ciclo completo: si può affermare che vaccinare le persone non ancora mai vaccinate fa risparmiare contagi due volte di più rispetto al risparmio di infezioni ottenute vaccinando con il booster chi ha ricevuto uno la seconda dose da più di sei mesi. Questo rapporto diventa dieci volte tanto se ci riferiamo alle malattie serie/ricoveri" spiegano ancora.

Covid, la situazione nelle regioni

La quarta ondata che sta copendo l'Italia sembrerebbe essersi originata da casi diffusi tra i bambini: come spiegano gli esperiti di contrasto all'epidemia nelle fasi iniziali dell’ultima salita della curva epidemica, l’incidenza è cresciuta prima nelle fasce di età pediatriche, in particolare nei soggetti di età inferiore a 12 anni, ma i dati dell’ultima settimana analizzati dal Gruppo di Lavoro AIE Sorveglianza dell’Incidenza COVID-19 evidenziano che ormai tutte le classi di età sono interessate da un aumento dei casi positivi.

Le Regioni che temono la zona gialla o arancione prima di fine 2021

incidenza positivi covid-2

Friuli-Venezia Giulia e Bolzano già oltre la soglia della zona gialla, Marche e Calabria sotto attenzione

"L'indice di replicazione diagnostica (RDt) a livello nazionale sui dati del 13 novembre è pari a 1,42 e superiore all'uno in tutte le regioni" e l'avvertimento degli epidemiologi è ferale. "Rispetto alle precedenti ondate, aver garantito complessivamente una buona copertura vaccinale (84% della popolazione over 12 anni), insieme alle misure di protezione adottate, ha, sino ad ora, consentito di contenere la pandemia ai livelli d’incidenza tra i più bassi d’Europa, ma i dati mostrano una situazione in rapida evoluzione negativa". 

casi ogni 100mila abitanti-2

L'allarme è più di ogni altro valido per gli oltre 8 milioni di persone con più di 11 anni di età che risultano non vaccinate e altri 2 milioni e mezzo che hanno ricevuto ad ora una sola dose. Tra i non vaccinati, circa 235.000 hanno 80 o più anni di età, ovvero appartengono alla categoria maggiormente a rischio di esiti negativi in caso di infezione da SARS-CoV-2.

L'efficacia dei vaccini

Secondo i dati dell’ISS, negli ultimi 30 giorni, sono stati registrati 40.182 casi di infezione da SARS-CoV-2 nelle persone non vaccinate (48 casi ogni 10.000 persone) e 52.016 nelle persone completamente vaccinate (12 per 10.000): in particolare, il tasso di incidenza nei vaccinati è pari a 21 casi per 100.000 se la seconda dose è stata ricevuta da più di 6 mesi e di 11 casi per 100.000 se da meno.

Se è vero che, dopo sei mesi dalla seconda dose, si conferma una buona efficacia delle vaccinazioni nella protezione della malattia sintomatica, superiore all’80%, va evidenziato che invece l’efficacia nella protezione dal contagio scende globalmente al 50%: la metà della popolazione vaccinata prima del mese di giugno 2021 risulterebbe pertanto nuovamente suscettibile all’infezione. Secondo gli epidemiologi questo dato sostiene e supporta gli sforzi che in queste settimane si stanno compiendo per la somministrazione della dose di richiamo, cosiddetta dose booster.

Mantenere le mascherine

Gli scienziati mettono tra le priorità la necessità di individuare e prevenire le infezioni tra i soggetti di età inferiore a 12 anni - per i quali la vaccinazione non è ancora disponibile - sia per proteggerli dai contagi, sia per scongiurare situazioni che possano interrompere la continuità scolastica e recare nuovamente danno alla vita relazionale dei bambini e degli adolescenti.

Quindi non solo areazione degli ambienti e distanziamento: gli epidemiologi tornano a ribadire la necessità di mantenere la mascherina negli ambienti chiusi e, in occasione di aggregazione di persone, anche all’aperto.

Menichetti: "A Natale saturi i reparti di terapia intensiva"

L'allerta degli epidemiologi è condiviso dal virologo Francesco Menichetti, già primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa. "Siamo al limite. Con questo ritmo a Natale arriveremo a 25-30mila contagi al giorno e alla saturazione delle terapie intensive, ovvero al superamento della soglia del 10%".  Uno scenario tutt'altro che festivo quello tratteggiato da Menichetti che spiega come subito dopo Natale "potremmo superare anche la soglia del 15% delle degenze ordinarie". Previsioni che Menichetti ricava facendo una proiezione dei numeri attuali.

"Noi abbiamo 7 milioni di non vaccinati, abbiamo vaccinato il 79% della popolazione ovvero l'84% dei vaccinabili; però se di questi 7 milioni" di non immunizzati "si infetta il 5-10%, noi potremmo avere tra i 350mila e i 700mila infetti. Degli infetti vanno a finire in ospedale all'incirca il 2,5% e anche la stima più conservativa ci porta a 9-10mila ricoveri".

Insomma, quello che si prospetta potrebbe essere un Natale in salita. "Considerando che la campagna per la terza dose è rivolta a decine di milioni di persone - ricorda il virologo - mentre l'offerta vaccinale per i bambini nella fascia 5-11 anni non si attiverà prima di dicembre, riusciremo ad arrivare a numeri di immunità intorno al 88-90% solo verso marzo-aprile. Ergo - scandisce Menichetti - l'invito è quello alla massima prudenza nei comportamenti e ad una adesione alla vaccinazione". Ma non basta. "Senza ulteriori infingimenti - sollecita l'esperto - perché tutti ne parlano compresi membri autorevoli del Cts, bisogna limitare il certificato verde ai vaccinati e ai guariti. Lo facciano senza perdere tempo, affinché il panettone non diventi indigesto e la befana non sia di carbone scuro senza caramelle".

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