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Sabato, 25 Maggio 2024
Il caso / Stati Uniti d'America

"Il Covid? Uscito dal laboratorio di Wuhan, la Cia occultò le prove"

Una rivelazione del quotidiano statunitense NY Post getta nuove ombre su una tesi non di certo nuova. E alimenta nuove critiche

La Central Intelligence Agency (Cia) si sarebbe offerta di pagare 6 analisti per insabbiare le loro scoperte secondo cui il Covid-19 è con ogni probabilità fuoriuscito da un laboratorio a Wuhan, in Cina. La tesi non è certo nuova, ma a suffragarla è ora una rivelazione del quotidiano statunitense NY Post, rilanciata da media mondiali, basata su nuova testimonianza di un testimone protetto al Congresso degli Stati Uniti. E su documenti che, stando alle fonti, comproverebbero nero su bianco le dichiarazioni e i pagamenti avvenuti.

Un ufficiale di alto livello della Cia ha dichiarato ai leader della commissione della Camera che l'agenzia avrebbe cercato di pagare sei analisti - che avevano scoperto che la Sars-CoV-2 probabilmente aveva avuto origine in un laboratorio di Wuhan - se avessero cambiato la loro versione, sostenendo che il virus era invece passato dagli animali agli esseri umani. A sostenerlo è una lettera inviata al direttore della CIA William Burns, ripresa dal NY Post.

"Secondo l'informatore, al termine della sua analisi, sei dei sette membri del team ritenevano che l'intelligence e la scienza fossero sufficienti per effettuare una valutazione con scarso margine di dubbio che il Covid-19 provenisse da un laboratorio a Wuhan, in Cina", hanno annotato i presidenti della commissione della Camera. "Il settimo membro dell'equipe, che era anche il più anziano, era l'unico ufficiale a credere che il Covid-19 avesse avuto origine dalla zoonosi"  aggiungono.

Il presidente del sottocomitato sulla pandemia di coronavirus, Brad Wenstrup, e il presidente del comitato ristretto permanente sull'intelligence, Mike Turner, hanno richiesto tutta la documentazione, le comunicazioni e le informazioni sui pagamenti al Covid Discovery Team della Cia, che dovrà presentarle entro il 26 settembre.

Sscp Hpsci Letter to Makrid... by New York Post

Lo scenario che il coronavirus Sars-Cov-2 fosse scappato da un laboratorio è ritenuto lo scenario più che possibile dal presidente dell'Aifa, il virologo Giorgio Palù, che in una intervista rilasciata al Corriere della Sera aveva mostrato un dato suggestivo: "Nel gene che produce la proteina Spike che il virus utilizza per agganciare la cellula da infettare appare inserita una sequenza di 19 lettere appartenente ad un gene umano e assente da tutti i genomi dei virus umani, animali, batterici, vegetali, sinora sequenziati. La probabilità che si tratti di un evento casuale è pari a circa una su un trilione".

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