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Venerdì, 12 Aprile 2024
Due anni di pandemia

Effetto Covid: popolazione falcidiata e culle vuote come dopo Chernobyl

L'Istat: "In ventidue mesi, tra il 1° marzo del 2020 e il 31 dicembre del 2021, mancano all'appello in Italia 606 mila residenti". Numeri simili solo nel 1918 dopo l'epidemia passata alla storia come "la spagnola". E la paura del virus influenza anche la natalità

Due anni di Covid hanno stravolto praticamente tutti gli aspetti delle nostre vite e hanno, letteralmente, falcidiato la popolazione. A rendere l'idea, con i numeri, è Gian Carlo Blangiardo, presidente dell'Istat intervenendo a Firenze a un convegno sui due anni della pandemia."Il primo e più evidente effetto demografico di Covid-19 si ricava dal dato sulla consistenza numerica della popolazione: in ventidue mesi, tra il 1° marzo del 2020 e il 31 dicembre del 2021, mancano all'appello in Italia 606 mila residenti", dice. 

Blangiardo spiega che "Per ritrovare qualcosa di simile occorre tornare indietro di oltre un secolo: al bilancio demografico di quel drammatico 1918 caratterizzato da ben 1.324.000 morti (su 37 milioni di abitanti), circa metà dei quali attribuiti proprio alla pandemia passata alla storia come 'la spagnola'. Ma se si può correttamente sottolineare come anche in questa circostanza il ruolo della mortalità sia stato determinante nel provocare il calo della popolazione (gli oltre 700mila decessi annui sia nel 2020 che nel 2021 non hanno infatti precedenti nelle statistiche del secondo dopoguerra) - prosegue - non vanno però sottovalutati gli altri importanti fattori che hanno agito, anche direttamente, nel segnare il cambiamento demografico durante la fase acuta della pandemia e che, verosimilmente, lasceranno un segno anche nei futuri sviluppi della popolazione italiana nei prossimi decenni". 

Le culle vuote

Secondo i dati Istat nel 2020 (con 405 mila nascite) si è stabilito il nuovo record della più bassa natalità di sempre. Nel 2021 ancora peggio, con il passaggio sotto la soglia simbolica del 400 mila nati annui (399 mila secondo le più recenti risultanze). 

"Non è sorprendente - dice il presidente dell'Istat - scoprire che 'nove mesi dopo' la grande paura dettata dalla novità inattesa, la pandemia di Covid, si siano osservate le conseguenze dei molti concepimenti 'sospesi' in attesa di tempi migliori. Un comportamento, questo, che si è sviluppato con una cadenza che ha ben seguito, a distanza fisiologica, le fasi dettate dalla 'prima ondata', dalla 'illusoria stasi di primavera-estate', così come dalla più diffusa, e altrettanto impetuosa, 'seconda ondata'. Si è così assistito a un 'effetto choc da Covid-19' sulla frequenza di nascite che richiama alla mente l'analogo crollo nove mesi dopo la nube tossica di Chernobyl che comparve a maggio 1986".  

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