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Giovedì, 30 Giugno 2022
La pandemia

Covid, Omicron 5 minaccia l'estate: "Sfugge alla quarta dose di vaccino"

Il virologo Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco: "Tasso di reinfezione giornaliero si aggira intorno al 7%". Come si comporta la variante e cosa significa

Quattro dosi di vaccino anti Covid potrebbero non bastare per schivare il contagio. C'è infatti una sottovariante capace di sfuggire alla protezione acquisita. Il pericolo arriva da Omicron 5. "E' molto più immunoevasiva. Lo dimostra il tasso di reinfezione giornaliero che si aggira intorno al 7% perché ha delle mutazioni che consentono di evadere la risposta degli anticorpi indotti dall'infezione naturale e anche dalla tripla vaccinazione o addirittura dal secondo booster", spiega il virologo Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, al Gr1 su Rai Radio1. 

Questa caratteristica di Omicron 5, diversa dalle precedenti sotto varianti, può tradursi in problemi concreti. "Potrebbe rappresentare un problema per i prossimi vaccini che sappiamo le aziende farmaceutiche stanno disegnando", dice Palù.

Anche se mette in guardia da questa "forza" di Omicron, Palù spiega che al momento i dati "sono molto tranquillizzanti. Praticamente - sottolinea - non si vedono più le polmoniti tranne che nei soggetti che hanno altre patologie concomitanti. E questo è dovuto ad una serie di altre mutazioni che impediscono al virus di fondersi con le cellule polmonari. Sembra essere un percorso evolutivo che caratterizza il virus per maggior contagiosità ma minor virulenza". 

Covid, è in corso una nuova ondata?

Il rialzo dei contagi a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane ha portato alcuni a usare il termine "ondata". Gli esperti però sono su posizioni diverse.

"L'andamento attuale induce ad avere qualcosa di più di un sospetto su una nuova ondata, si spera modesta, rappresentata dall'arrivo e dall'espansione di un'ulteriore variante Omicron 5", avverte l'infettivologo Massimo Galli. Per Galli "quanto siano veramente più buone le varianti Omicron" o "quanto siano veramente più difesi gli ospiti", cioè le persone grazie ai vaccini, "non è ancora possibile dirlo. Verosimilmente la strategia di queste nuove varianti va verso una minore patogenecità. Piaccia o non piaccia questa non è una storia finita anche se in tutto il mondo c'è una corsa a far cessare la pandemia per decreto", mentre "termina per naturale acquisizione di una immunità da parte della popolazione". 

Non vuole invece sentire parlare di "ondata" Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova. "Non possiamo minimamente paragonare quello che vediamo oggi a quanto abbiamo visto nelle quattro ondate precedenti. Anzi evitiamo di chiamarla ondata. Le abbiamo chiamate così perch1è dalla prima alla quarta hanno messo in difficoltà gli ospedali, mentre questa, a livello ospedaliero, non sta dando nessun tipo di interessamento". Bassetti spiega che "la variante Omicron 4 e 5 è talmente contagiosa che, se entra in una comunità, che si tratti di famiglia, un congresso o una cena, si contagiano praticamente tutti. Ma chi si contagia ha 3 o 4 giorni di febbre elevata, doloretti diffusi, ci può esser mal di gola o diarrea, ma in 3 o 4 giorni si risolve nel 99%". Mentre in ospedale, "di casi di polmoniti grave come quelli che vediamo fino a 6 mesi fa, non li stiamo vedendo". Bassetti invoca quindi toni meno "ansiogeni". "Ho sentito parlare di omicron che sarebbe 5 volte più forte di un'influenza, così come di un presunto picco a fine luglio: ma non bisogna dare queste notizie, su che basi scientifiche lo diciamo?". 

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