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Lunedì, 24 Gennaio 2022
L'esperto

Così sta cambiando il Covid: "Sintomi lievi o assenti nel 75 per cento dei positivi"

E' il nuovo quadro tratteggiato da Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani: "In buone condizioni pazienti trattati con nuovo antivirale"

L'aumento delle segnalazioni di Covid-19 dell'ultima settimana "si accompagna ad un significativo cambiamento delle caratteristiche della malattia, con un incremento della quota di persone con sintomi lievi o assenti che ormai ha raggiunto il 75%. E' una conferma della ridotta aggressività della variante omicron, che avevamo già segnalato in seguito ai primi contatti con i colleghi sudafricani ed ai rapporti provenienti da paesi europei".

E' quanto si legge in un post sull'account Facebook di Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani, che inizia così: "Facciamo un po' di chiarezza. Aumentano le armi a nostra disposizione. Il covid 19 assume sempre di più le caratteristiche di una malattia stagionale. C'è necessità di semplificazione di accessi e procedure. Dobbiamo investire sempre più nelle cure domiciliari". La ridotta aggressività di omicron, prosegue il post a firma del Comitato tecnico scientifico Covid19 Spallanzani, "è anche una ulteriore prova di come la campagna vaccinale, rafforzata dai progressi nella somministrazione della terza dose , contribuisca a rendere Covid una malattia meno pericolosa".

"Da una sorveglianza effettuata presso tutti i nuovi pazienti ricoverati nei reparti o assistiti presso l'ambulatorio ospedaliero Monoclonali dello Spallanzani negli ultimi 10 giorni, la prevalenza di Omicron è risultata pari al 14% nei ricoverati e al 60% in quelli non ospedalizzati dell'Ambulatorio monoclonali - si sottolinea - Questo dato appare un'ulteriore conferma del fatto che Omicron, come già visto in Sud Africa e Gran Bretagna, sembra associato a manifestazioni di malattia più lievi".

"In buone condizioni pazienti trattati con nuovo antivirale"

"Sicuramente la novità della settimana è l'arrivo nei nostri reparti di un nuovo antivirale, molnupinavir, che somministrato precocemente riduce ulteriormente il rischio che l'infezione da Sard CoV2 causi una malattia importante. Già da ieri, nel primo giorno di disponibilità abbiamo trattato due pazienti con patologie preesistenti, che li mettevano a rischio di sviluppare un Covid grave, che sono tutt'ora in buone condizioni" continua Vaia, riferendo che "oggi sono stati trattati altri pazienti".

"Aumentano le armi a nostra disposizione", assicura. "Questo farmaco è disponibile ora presso numerose strutture ospedaliere ed è indicato per persone con un tampone positivo ed altre patologie quali cardiopatie e pneumopatie gravi, obesità, malattie oncologiche in fase attiva, diabete mal controllato o immunodeficienze - sottolinea - In queste persone, se somministrato nei primi cinque giorni di malattia, garantisce una significativa riduzione del rischio di evoluzione della malattia verso un Covid grave". "Molnupinavir è uno strumento ulteriore di terapia precoce di Covid-19. Si aggiunge agli anticorpi monoclonali tra i quali almeno uno, sotrovimab, è stato impiegato con successo nel nostro ambulatorio su pazienti con infezione da variante omicron. A breve - conferma Vaia - saranno disponibili altri antivirali. Negli Stati Uniti la Fda ha approvato per l'uso clinico il 22 dicembre Paxlovid (una combinazione di due farmaci: nirmatrelvir, che inibisce la replicazione di Sars CoV2, e ritonavir, che aumenta la persistenza nell'organismo dell'altro composto). Questo farmaco, già valutato in Europa da Ema, potrebbe essere disponibile già nel mese di gennaio con indicazioni simili a molnupinavir. Infine il remdesvir, un antivirale già approvato per il trattamento di pazienti con COVID-19 ricoverati in ospedale, si è dimostrato in grado di prevenire la progressione di malattia. È verosimile che anche questo farmaco venga a breve approvato per questa indicazione".

"L'evoluzione di Covid-19 verso una infezione respiratoria stagionale è uno scenario che oggi appare sempre più possibile - si legge nel post a firma del Comitato scientifico tecnico Covid dello Spallanzani - Questo dipenderà in parte da come evolverà ulteriormente il virus ma anche da alcuni interventi che potrà fare il sistema sanitario. In primo luogo proseguire nella campagna di vaccinazione e rivaccinazione. In secondo luogo garantire l'accesso ai trattamenti precoci a tutte le persone a rischio di una evoluzione sfavorevole della malattia. Infine proseguire nella riorganizzazione del sistema sanitario con una maggiore integrazione ospedale territorio ed un utilizzo efficiente ed appropriato delle strutture per malati acuti che saranno comunque indispensabili a garantire una adeguata assistenza in questa fase della pandemia.''

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