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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Le dichiarazioni della microbiologa

Covid, Gismondo: "Non dobbiamo più fare caso al numero dei contagi"

Per la microbiologa dell'ospedale Sacco "si va verso endemia, ora virus convive con noi: avanti coi vaccini"

Basta parlare di “immunità di gregge”, stop alla conta dei contagi: con il dilagare della variante omicron va ripensato il modo di guardare alla pandemia e all’emergenza, concentrandosi sull’assicurare la vaccinazione nei Paesi più poveri per evitare ulteriori mutazioni. Ne è convinta Maria Rita Gismondo, direttore di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica bioemergenze dell'ospedale Sacco, che in un’intervista al Giornale ha commentato i dati degli ultimi giorni.

“Non dobbiamo più fare caso al numero dei contagi, dal momento che la variante Omicron ha per fortuna soppiantato la Delta (in Lombardia siamo al 70 per cento) - ha detto Gismondo - Omicron è  molto più contagiosa (7 volte tanto), ma molto meno patogena: chiusi  in casa ci sono migliaia di lombardi asintomatici o con lievi sintomi influenzali''.

La virologa ha confermato l’efficacia dei vaccini non tanto nell’impedire il contagio quanto nel tenere sotto controllo il decorso della malattia, e ha ricordato che “chi guarisce o si vaccina si può contagiare di nuovo. Fino all'anno scorso chi si ammalava erano i non vaccinati, ma i non vaccinati sono anche coloro che hanno ricevuto la  seconda dose più di 150 giorni fa perché sono scoperti: i numeri della circolazione di persone, i mercati, la vita sociale non hanno uguali  in Italia - ha proseguito - Quello che possiamo dire però, per dare un quadro della  situazione epidemiologica, è che Omicron è il segno dell'endemizzazione del virus: il virus non è più pandemico, ma è molto contagioso. Questa è la strategia biologica dei microorganismi: provocando la morte del loro ospite si estinguono, quindi il virus muta. Ora il virus convive con noi''.

Si va dunque, come confermato anche dal sottosegretario alla Salute Paolo Sileri, verso una situazione di endemia: il virus, l’agente responsabile dell'infezione, è presente in modo stabile e circola nella popolazione, manifestandosi con un numero di casi uniformemente distribuito nel tempo e dunque più gestibile rispetto alla situazione pandemica, in cui si assiste a pericolosi picchi.

Impossibile dunque pensare di eradicare del tutto il virus: gli sforzi vanno concentrati, secondo Gismondo, sull’evitare che muti ulteriormente diventando più aggressivo, più che più contagioso. ''A metà gennaio, concluse le feste e le vacanze - ha proseguito Gismondo - avremo un lieve aumento dei casi fino a fine mese e  poi, se non intervengono altri elementi di disturbo, ci sarà un calo.  Non è ancora finita, ma bisogna tenere conto di quello che ha detto l’Oms: non sprecare vaccini ed energie per immunizzare i bambini, ma pensare ai Paesi poveri. È li che bisogna agire, vaccinando la  popolazione: è arrivato il momento di ragionare in un'ottica globale  per mettere fine alla pandemia, altrimenti il virus continuerà a  mutare, rischiando di trasformarsi in qualche variante veramente aggressiva".

La virologa ha quindi parlato della decisione di ridurre la quarantena per i vaccinati: “Era ora, visto che si sta paralizzando l'Italia. Anche  gli ospedali sono in difficoltà per il personale in quarantena, ma non ce lo possiamo permettere". E sull'ipotesi di lockdown per i no vax, "non deve essere letto in questo modo perché così sembra una  punizione, invece il supergreen pass, che equivale un obbligo  vaccinale indiretto, deve essere interpretato come una misura per  tutelare i non vaccinati, che sono più a rischio, e il sistema  sanitario nazionale che sta andando in sovraccarico. Servono  sicuramente misure più stringenti per evitare che i non vaccinati si  contagino".

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