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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Nell'ospedale dove i posti per i pazienti Covid sono già finiti: "Sono più preoccupato oggi che a marzo"

Al Cotugno di Napoli è in corso la conversione di due reparti per aumentare i letti disponibili. Il direttore generale Maurizio Di Mauro a NapoliToday: "I rientri dall'estero tra le principali cause della seconda ondata"

All’ospedale Cotugno di Napoli i posti destinati ai pazienti Covid sono già finiti. "Sono più preoccupato oggi che a marzo" ammette ai microfoni di NapoliToday Maurizio Di Mauro, direttore generale dell'Azienda ospedaliera dei colli, all'interno della quale opera il Cotugno.

"Abbiamo un aumento del numero dei contagi e sta aumentando la domanda per l’attività di ricovero. Nei nostri pronto soccorso giungono pazienti che presentano sintomatologie sovrapponibili con quelle della prima fase".

I posti che erano stati predisposti per l’emergenza Covid sono finiti? "Per quanto riguarda l’attività di ricovero i posti sono effettivamente pieni" dice Di Mauro. Che poi spiega: "In questo momento al Cotugno stiamo convertendo ancora un paio di reparti per aumentare i posti letto".

Coronavirus, Di Mauro: "Il quadro è preoccupante"

I numeri sono impietosi: oggi in Campania sono stati registrati 390 contagi, 100 più di ieri. E lo stress sul sistema sanitario inizia a farsi sentire.

"Noi abbiamo circa 85 persone ricoverate con patologia conclamata, 16 pazienti in sub intensiva e otto pazienti in terapia intensiva di cui 3 intubati. Questo lascia intendere chiaramente che il quadro è abbastanza preoccupante".

"Abbiamo importato di nuovo il virus"

Il motivo di tanta preoccupazione è che in primavera la Campania era, come il resto del Paese, in lockdown: "Con quelle misure - prosegue Di Mauro - i contagi erano destinati a diminuire. Avevamo portato la regione a contagio 0, poi sono arrivati i rientri dalle ferie, soprattutto da nazioni dove la situazione era ben peggiore. Abbiamo, di fatto, importato il virus nuovamente. Inoltre, l'aumento degli asintomatici rende impossibile tracciare una mappa epidemiologica. Se la siutazione dovesse degenerare saranno necessarie nuove restrizioni". 

Intervista di Massimo Romano, redazione di NapoliToday

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